"Pronto soccorso già alleggerito: in sede di triage gli infermieri inviano i pazienti in pediatria"

Giovanni Grasso smentisce dichiarazione di Donati sulla necessità di un triage dedicato ai bambini
In Toscana l’organizzazione dei percorsi di accesso al Pronto Soccorso – compresi quelli pediatrici – non è materia da costruire oggi, ma è già disciplinata da precisi atti regionali. Gli Indirizzi operativi per prevenire e gestire i fenomeni di overcrowding e boarding negli ospedali della Regione Toscana, approvati con Decisione del Comitato Tecnico Scientifico n. 4 del 6 aprile 2023, prevedono infatti l’attivazione strutturale dei percorsi di Fast Track presso tutti i Pronto Soccorso e DEA, con particolare riferimento anche a specialità come la Pediatria. Tali percorsi consentono l’invio del paziente direttamente dalla fase di triage allo specialista competente, secondo protocolli condivisi tra il Pronto Soccorso e le diverse discipline
Questo significa che il Pronto Soccorso generale viene già alleggerito quotidianamente grazie al lavoro degli infermieri di triage che, sulla base di protocolli regionali validati, valutano il bisogno di salute e indirizzano fin dall’accesso i pazienti – compresi quelli in età pediatrica – verso il percorso assistenziale più appropriato, inclusa la presa in carico specialistica.
La stessa decisione regionale richiama inoltre la necessità di potenziare i percorsi di Fast Track nei periodi di maggiore affluenza e di attivare specifici percorsi specialistici previa valutazione infermieristica all’accesso, valorizzando anche figure organizzative avanzate come l’infermiere “flussista”, dedicato all’orientamento e al monitoraggio del paziente durante l’attesa
«Come Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo – dichiara il Presidente Giovanni Grasso – riteniamo fondamentale ricordare che il Triage è una funzione infermieristica avanzata, prevista e normata all’interno del modello organizzativo regionale. È proprio grazie alla valutazione infermieristica all’accesso che è possibile attivare percorsi dedicati, compresi quelli pediatrici, e alleggerire la pressione sul Pronto Soccorso generale garantendo al tempo stesso appropriatezza e sicurezza delle cure».
Alla luce di questo quadro normativo, appare evidente come l’organizzazione sanitaria ospedaliera – inclusi i modelli di triage e i percorsi pediatrici – rientri nella competenza della programmazione regionale e aziendale, non di quella comunale.
«La salute dei bambini – conclude Grasso – merita interventi strutturali e il rafforzamento delle collaborazioni già attive tra Pronto Soccorso e Pediatria. Ma è altrettanto evidente che il sistema di emergenza-urgenza ha oggi bisogno di essere potenziato con un incremento del personale sanitario e con un adeguato riconoscimento economico per gli operatori che ogni giorno lavorano in condizioni di forte pressione assistenziale. Solo valorizzando concretamente le professionalità e rafforzando gli organici si può garantire realmente la sicurezza dei più piccoli e delle loro famiglie».

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