L'Umbria nella ZES: correggere subito la mappa dei comuni esclusi ereditata dalla giunta Tesei

Rifondazione Comunista: la ZES deve essere ripensata in modo da abbracciare l’intera regione
A novembre 2025 l’Umbria è entrata nella ZES Unica: la nostra regione è stata ufficialmente classificata come area svantaggiata. È questo il punto da cui ripartire, senza trionfalismi e senza rimozioni. La semplificazione amministrativa prevista dalla ZES – l’autorizzazione unica per gli insediamenti produttivi – viene estesa all’intero territorio regionale, ma l’incentivo più rilevante, il credito d’imposta, riguarda soltanto 37 comuni su 92. Una disparità evidente, che rischia di acuire le differenze territoriali e di alimentare una competizione non corretta tra aree confinanti.
Per capire questa mappa basta tornare alla delibera n. 961 del 13 ottobre 2021: un atto della giunta regionale di destra guidata da Tesei, che stabilì i criteri e i confini degli interventi strategici. È quella scelta ad aver determinato l’esclusione della maggioranza dei comuni umbri dalle agevolazioni fiscali più importanti. Ed è per questo che ci fa davvero tanta tenerezza vedere oggi esponenti delle destre, nei territori esclusi e governati da amministrazioni di centrosinistra, tentare di attribuire agli enti locali la responsabilità di una mappa decisa interamente dalla loro stessa giunta regionale.
Noi, al contrario, non abbiamo festeggiato l’ingresso nella ZES, perché si tratta di una retrocessione certificata: una regione che storicamente ha lavorato per la propria emancipazione si ritrova oggi etichettata come area depressa. Abbiamo posto l’accento anche sui rischi già noti delle agevolazioni previste, a cominciare dal credito d’imposta, che in assenza di controlli e criteri chiari può attrarre operazioni speculative, imprese mordi e fuggi, investimenti scollegati dal tessuto sociale e produttivo. Non è la prima volta che accade in aree dichiarate svantaggiate. Occorrerà grande attenzione.
Il nodo politico centrale, oggi, è però intervenire su quella delibera della giunta Tesei che continua a produrre effetti non positivi. La ZES deve essere ripensata in modo da abbracciare l’intera regione, garantendo parità di condizioni e impedendo squilibri interni che rischiano di colpire cittadini, imprese e istituzioni locali. Per farlo è indispensabile aprire subito un confronto istituzionale con il Governo e con la Commissione Europea, così da rivedere i criteri di accesso agli incentivi e restituire coerenza a uno strumento che, se lasciato com’è, rischia di spaccare ulteriormente l’Umbria invece di sostenerne lo sviluppo.
Rifondazione comunista Alto Tevere continuerà a lavorare perché la ZES non diventi l’ennesima occasione mancata e perché le scelte sbagliate del passato non ricadano sui territori più fragili della nostra regione.
Rifondazione comunista Alto Tevere - Federazione di Perugia

Commenta per primo.