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‘Ndrangheta, 11 arresti: nell’Est Europa la lavatrice per ripulire il denaro sporco

L’accusa: associazione per delinquere di tipo mafioso

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Quello che da tempo il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri diceva dall’epoca dell’uccisione di Jan Kuciak nel 2018, il collega giornalista ammazzato n Slovacchia in un torbido intreccio che vedeva la ‘ndrangheta sullo sfondo, riceve oggi un’ulteriore conferma. Ungheria, stavolta: 11 arresti sono stati eseguiti dai reparti speciali dei carabinieri (Ros) che hanno scoperto una sorta di centrale in cui più organizzazioni criminali riciclavano il denaro sporco. Tra queste le famiglie calabresi che da tempo hanno iniziato una progressiva colonizzazione dei territori dell’ex blocco sovietico. Già nel 2018, Gratteri aveva detto: ”La ‘ndrangheta è presente nell'est europeo da 20 anni, e si sta espandendo per riciclare il proprio denaro. Incominciamo a sentirne la presenza, ad esempio, in Bulgaria, in Romania".  

La Slovacchia e le sue connessioni con il crimine organizzato calabrese erano emerse anche nelle inchieste di Kuciak e molto si era detto sulla capacità delle ‘ndrine di entrare nel business dei fondi della comunità europea sulle energie alternative ad esempio. Ma sempre la procura di Catanzaro aveva mirato all’est Europa poco tempo fa con un'operazione della Guardia di Finanza che aveva portato all'arresto di 25 persone impegnate in un florido narco-traffico con l'Albania. Nel paese delle Aquile, aveva denunciato la Dda di Catanzaro, la 'ndrangheta ha da tempo ormai soppiantato i gruppi criminali pugliesi, tradizionalmente impegnati in quel territorio in affari illeciti.

Ora tocca all’Ungheria, dunque e questa operazione rappresenta, la prosecuzione dell'indagine “Rinascita Scott” condotta nel dicembre 2019 dal Ros e che portò all'arresto di 334 persone indagate, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio, detenzione di armi, traffico di stupefacenti, truffe, turbativa d'asta, traffico di influenze e corruzione.

La misura cautelare eseguita oggi riguarda, in particolare, 8 persone in carcere, di cui una in Ungheria, e 3 destinatari della misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali o uffici direttivi di persone giuridiche.
L’odierna indagine - corroborata da intercettazioni e propalazioni di diversi collaboratori di giustizia - ha documentato l’appartenenza all’articolazione territoriale di ‘ndrangheta attiva su Sant’Onofrio (VV) di quattro soggetti uno dei quali, per agevolare le attività di riciclaggio in favore della cosca, ha costituito una serie di società di diritto italiano, ungherese e cipriota, fittiziamente intestate a terzi soggetti. In tale contesto è stato colpito da Mandato d’Arresto Europeo un avvocato ungherese risultato intestatario del 50% delle quote societarie di una delle predette società.
Sono state anche ricostruire le dinamiche sottese ad una truffa, consumata nel 2017 dall’articolazione mafiosa, a danno di investitori omaniti che hanno versato la somma di 1 milione di € dietro la promessa di ottenere il 30% delle quote di una società cui era riconducibile un compendio immobiliare in Budapest. È stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e società per un valore di circa 3 milioni di €2.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
25/01/2023 14:09:36


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