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Addio all'alta traumatologia dello sport all'Ospedale della Valtiberina

La Asl Toscana Sud Est intende riorganizzarla su scala provinciale

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Capitolo chiuso per ciò che riguarda l’alta traumatologia dello sport all’Ospedale della Valtiberina di Sansepolcro, in convenzione fra Asl Toscana Sud Est e azienda ospedaliero universitaria di Careggi a Firenze. Questa specialistica, che dal settembre del 2017 fino all’interruzione nel dicembre del 2020 dovuta al Covid-19 era diventata una eccellenza per il plesso sanitario biturgense, non farà più ritorno, con immensa amarezza per l’utenza di zona e per quella di fuori che era riuscita ad attrarre. Le speranze di una sua riattivazione si sono definitivamente infrante dopo la risposta dell’assessore regionale Simone Bezzini all’interrogazione del consigliere Marco Casucci della Lega. Bezzini ha preso atto di quanto dichiarato dall’Asl Toscana Sud Est, che intende “strutturare, in modo più definito, un percorso di implementazione di attività ortopedica nelle rete ospedaliera della provincia di Arezzo, attraverso il conferimento di un incarico di alta specializzazione che permetterebbe di incrementare in maniera significativa la presenza specialistica e garantirebbe un percorso strutturato e completo, su diversi ospedali”. Nella nota si ricorda poi che l’incarico in questione verrà affidato al termine dell’espletamento delle procedure di selezione. Non solo: si specifica anche che la convenzione a Sansepolcro prevedeva solo due accessi mensili in sala operatoria e ambulatori da parte degli specialisti di Careggi. A operare gli arti e seguire i pazienti nella riabilitazione è stato un medico di origine biturgense, il dottor Fabrizio Matassi (nella foto), specialista a Careggi. Una decisione che lascia molto perplessi, perché il servizio aveva funzionato molto bene, elevando la qualità dell’ospedale e sviluppando con il tempo numeri interessanti, tanto che lo stesso dottor Matassi aveva in mente un altro obiettivo: quello di portare a Sansepolcro anche i giovani medici tirocinanti. Sembra pertanto che l’avvento della pandemia abbia finito con il costituire l’occasione per apportare un taglio che ha il sapore dell’ennesimo affronto nei confronti dell’Ospedale della Valtiberina, il quale a causa della scarsità di personale aveva rischiato di trascorrere l’estate con un mese di chiusura della medicina. Forse sarebbe il caso di cominciare ad alzare la voce in sede istituzionale, visto che adesso è stato tolto anche ciò che funzionava. 

La Nazione Arezzo
© Riproduzione riservata
05/09/2022 07:31:12


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