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Innocenti: "Il 2022 è un anno di impostazione del lavoro per ottenere risultati a breve termine"

"Il mio lavoro da sindaco di Sansepolcro è gratificante e non assolutamente pesante”

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È sindaco dall’ottobre scorso, anche se poi l’operatività piena è iniziata per lui in novembre, con il primo consiglio comunale e con la nomina dei componenti della giunta. IL 2022 è di fatto il vero anno di partenza per Fabrizio Innocenti, primo cittadino di Sansepolcro e le responsabilità non lo spaventano: “E’ un ruolo che mi appassiona – dice – e sto qui tutto il giorno, anche perché spesso la programmazione va a scontrarsi con il quotidiano, ma mi sento motivato. Spero che a questi primi mesi, che ci hanno visto impostare il lavoro, segua un 2023 alquanto produttivo, ma il mio lavoro è gratificante e non assolutamente pesante”.

Cosa sta in cima all’agenda delle priorità di questa amministrazione?

“Intanto, diverse sono le priorità. Vi sono da risolvere alcuni aspetti dal punto di vista manageriale, a cominciare dall’acquisizione di Palazzo delle Laudi. Con la giunta e con i consiglieri, ho pensato di avanzare la proposta di acquisto dell’edificio, perché ritengo assurdo pagare a vita un affitto annuale di 87mila euro. Sono soldi che potremmo investire altrove. Abbiamo incontrato terreno favorevole con i funzionari del demanio, assieme ai quali ci siamo riuniti più volte. La richiesta nostra ha riguardato il meccanismo di rateizzazione attraverso il quale pagare l’immobile, non dimenticando che dovremo concedere in affitto o in permuta alcuni locali, nei quali insediare carabinieri forestali e Agenzia delle Entrate. A Palazzo Pretorio, edificio di nostra proprietà, abbiamo previsto l’allargamento del museo civico. La pubblica amministrazione non è rapida come il privato: ogni atto preparatorio è a norma di legge per evitare problemi dal punto di vista politico, ma mi ha fatto piacere che sulla proposta di rateizzazione vi sia stato il voto unanime”.

Ha parlato di allargamento del museo civico e quindi del progetto del “grande museo”, che ci porta inevitabilmente ad affrontare l’argomento turismo, verso il quale Lei ha mostrato particolare interesse fin dalla campagna elettorale. Quali sono le operazioni che ha in mente e da effettuare a breve?   

“Abbiamo dato l’incarico di fare un preventivo per poter posizionare due cartelli sulla E45 che indichino cosa si possa vedere di bello e attraente a Sansepolcro. Lo slogan potrà sembrare persino banale, ma è efficace: “Visita Sansepolcro, città di Piero della Francesca e di Luca Pacioli”, con la figura di Pacioli che è stata il grande “tramite” fra Piero e Leonardo da Vinci. Sono convinto poi che un altro contributo al turismo possa arrivare dall’installazione della ricarica per le auto elettriche. L’esempio è quello del Comune laziale di Magliano Sabina. Anche noi abbiamo richieste per dotare Sansepolcro di un impianto di ricarica, perché una vettura che deve andare da Bologna a Roma non ha l’autonomia completa per compiere l’intero tragitto, quindi ritengo che tutto serva per migliorare la diffusione di ciò che c’è nella città”.

Altro capitolo che Le sta a cuore: la Fondazione Piero della Francesca. Quali proposte vi sono in tal senso?

“Ancora dobbiamo ripartire, ma nel frattempo stiamo prendendo le misure: ho di nuovo coinvolto il Comune di Arezzo per la scelta dei sindaci revisori e per partire con l’attività, mentre – come noto - l’amministrazione di Monterchi è uscita. La nostra idea sarebbe quella di unire il museo con la Casa di Piero, in modo tale che anche come gestione e controllo vi sia una maggiore organicità. La Casa di Piero ha sempre sofferto, ma anche del poco interesse da parte dei Comuni; adesso vogliamo allargare il raggio alle città nelle quali sono custodite le opere di Piero, vedi Rimini, Urbino e Perugia. C’è poi uno statuto della Fondazione da dover rivedere”.    

Sempre in tema di turismo, il suo collega Luca Secondi di Città di Castello ha detto che le due parti della vallata non agiranno più separatamente, ma che cominceranno a dialogare e a operare in rete. Sarà finalmente la volta buona?

“Abbiamo programmato una riunione fra le due giunte comunali al completo per pianificare le sinergie che ci possono unire per portare ricchezza in vallata. Il presupposto di partenza è il recente incontro fra i presidenti delle due Regioni, Eugenio Giani e Donatella Tesei, che hanno parlato di infrastrutture, sanità e appunto turismo. C’è la volontà anche in campo sanitario di dar vita ad accordi di confine per portare sicurezza ai nostri abitanti”.

Già, la sanità. Avete approvato all’unanimità, in consiglio comunale, un documento dai contenuti condivisi ed espressione di uno stato di grande preoccupazione. Quali sono i motivi che la generano?

“Se i medici non accettano di venire in ospedale è un dramma e il vento che tira è tutt’altro che favorevole, per cui il documento è un grido di paura: il pronto soccorso è al 50% della forza lavoro, in medicina la situazione è semmai peggiore e i turni vengono coperti da personale della Asl, ma esterno alla struttura. I responsabili delle strutture ospedaliere mi hanno detto che non ci sono medici, per cui bisogna tirare una coperta che è corta a causa di un errore politico originario commesso in sanità: quello dell’istituzione del numero chiuso nelle facoltà di Medicina, il che ha giovato alle lobby oggi titolari delle cliniche private. Quale allora il risultato? Viene indetto un concorso in Regione e si presentano pochissimi medici, perché gli stipendi delle cliniche private sono più allettanti. Anche i medici in pensione che operano nelle strutture private guadagnano assai di più. Si scelgono insomma i posti più remunerativi e questo sta a dimostrare quanto il sistema sia sbagliato. Io intendo uscire con un atto piuttosto determinato, anche perché si vocifera che in estate il reparto di medicina dell’Ospedale della Valtiberina potrebbe rimanere chiuso per un mese: d’altronde, quei pochi medici che ci sono avranno pur diritto alle ferie e allora il servizio rischia di rimanere scoperto. Io ho già scritto al presidente Giani, all’assessore Simone Bezzini e ai responsabili della Asl Toscana Sud Est per far presente la situazione e invito i cittadini a rileggere gli articoli pubblicati dalla stampa dopo la visita di Giani in occasione della campagna elettorale dello scorso autunno: il presidente della Regione aveva fatto delle promesse che ora deve mantenere, se davvero l’ospedale è un bene primario da rafforzare”.

La collaborazione fra le Regioni Toscana e Umbria potrà produrre i risultati attesi anche sul versante delle infrastrutture, ovvero ferrovia ed E78?

“Per ciò che riguarda i collegamenti su rotaia, siamo isolati anche dai grandi treni. Già una trentina di essi, diretti da Milano a Roma e viceversa, non fermano ad Arezzo e c’è in atto una disputa sull’ubicazione della stazione dell’alta velocità fra Arezzo, Valdichiana e Siena che finirà soltanto con avere l’effetto contrario, ossia la non istituzione della fermata. Noi, come amministrazione di Sansepolcro, puntiamo sul prolungamento verso Arezzo della ferrovia che proviene dall’Umbria, perché è oltretutto un progetto che serve a noi per lo spostamento della stazione o della fermata. Come noto, da quasi cinque anni la nostra stazione ferroviaria non è più utilizzata e così sarà per altri cinque, perché l’ammodernamento della ex Fcu da Terni a Sansepolcro prevede la conclusione nel 2027. Ho parlato con gli enti preposti, perché la proprietà del terreno è della Regione, i binari e la massicciata dove sono collocati sono di Rete Ferroviaria Italiana e il resto è di Umbria Mobilità. Tre diversi proprietari, insomma, sulla stessa area. Quando assieme al vice Riccardo Marzi abbiamo parlato con la presidente Tesei, la richiesta è stata quella di snellire la matassa per formulare il protocollo d’intesa fra le Regioni al fine di non fermare l’ammodernamento a San Giustino, tanto più che l’Umbria ha interesse verso lo sfondamento ad Arezzo. Il mio obiettivo è quello di veder liberata la città da una ferrovia morta, che “affetta” il territorio e diventa limitante; nella zona di San Paolo, tutto sarebbe più semplice: verrebbe liberata la viabilità e si potrebbero costruire le piste ciclabili, compresa la ciclopedonale dalla frazione Trebbio alla città e poi dal centro urbano fino all’altra frazione di Gragnano, che si innesterà con quella proveniente da Arezzo. Relativamente all’annosa questione E78, quando tutto sembrava a posto ecco che un Comune della zona non vuole più il tracciato perché scorre troppo a ridosso del centro abitato e allora si torna al punto di venti anni fa. Dico allora che siamo noi i primi a crearci i problemi: se anche la galleria della Guinza è piccola, io preferisco andare a 40 orari ma arrivare in 10 minuti nelle Marche. Spesso, purtroppo, la politica locale è un intralcio per quella nazionale, non escludendo che si tratti del classico “giochino delle parti” fra esponenti dello stesso schieramento finalizzato a un solo obiettivo: quello di non fare niente”.  

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: in che modo Sansepolcro vuol giocare le sue carte?

“Abbiamo partecipato a tutti i bandi nei quali era possibile farlo, ma a oggi non vi sono risposte né positive, né negative. Riteniamo di esser ragionevolmente ben strutturati per aver dei finanziamenti in campo scolastico e anche nelle palestre. Nel corrente mese di giugno dovrebbero uscire alcuni numeri, ma al momento siamo nell’ordine di 6-7 milioni di euro, più altri 5 per gli impianti sportivi. I bandi stanno per uscire ed è chiaro che, se arriveranno, avremo bisogno di professionalità esterne per le progettazioni, per le quali sono previsti contributi”.  

Redazione
© Riproduzione riservata
27/06/2022 12:05:29


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