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Islanda, la beffa del riconteggio: boom di donne in Parlamento ma senza maggioranza

Nessun altro Paese europeo ha mai avuto più del 50% di parlamentari donne

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Sembrava una prima volta storica in Europa, ma il riconteggio ha riportato la maggioranza di uomini sulle donne in Parlamento. I voti sono stati ricontati  domenica e hanno mostrato come ci saranno ancora più uomini che donne nella camera, ha riferito l'emittente statale RUV. Trenta donne sono state elette al parlamento su 63 seggi dell’Althing nelle elezioni di sabato, rispetto alle 24 del voto precedente. I risultati precedenti, prima del riconteggio di domenica, avevano fatto gridare al record di 33 donne elette, più del 50%. Nel riconteggio, il Partito dell'Indipendenza è rimasto il più numeroso in parlamento con 16 seggi, invariato rispetto alle ultime elezioni. Il leader del partito ed ex primo ministro Bjarni Benediktsson ha detto di essere ottimista sul fatto che i tre partiti potrebbero formare una coalizione e non pretenderebbe di guidare un nuovo governo, ha riferito RUV.

Nessun altro paese europeo ha mai avuto più del 50% di parlamentari donne, con la Svezia che si avvicina di più ma si ferma al 47%, secondo i dati della Banca Mondiale. L’Islanda ha comunque superato questa percentuale dopo il riconteggio, con un 47,6% di presenza femminile. Cinque altri paesi del mondo hanno attualmente parlamenti in cui le donne detengono almeno la metà dei seggi, secondo l'Unione interparlamentare: Ruanda con il 61% di donne, Cuba con il 53%, Nicaragua 51% e Messico ed Emirati Arabi Uniti entrambi con il 50%.

A differenza di altri Paesi, l'Islanda non ha quote legali sulla rappresentanza femminile in parlamento, anche se alcuni partiti richiedono che un numero minimo di candidati siano donne. L'Islanda è stata a lungo un pioniere nell'uguaglianza di genere e nei diritti delle donne, ed è stata in cima alla classifica dei paesi più egualitari del World Economic Forum negli ultimi 12 anni. Offre lo stesso congedo parentale a uomini e donne, e la sua prima legge sulla parità di retribuzione tra uomini e donne risale al 1961. L'Islanda è stato il primo paese ad eleggere una donna come presidente nel 1980, e dal 2018 ha una legge pionieristica sulla parita' di retribuzione che impone ai datori di lavoro di dimostrare che stanno pagando lo stesso salario a uomini e donne. Le elezioni di sabato hanno visto il governo di coalizione sinistra-destra allargare la sua maggioranza. Tuttavia, il Movimento Verde di Sinistra del Primo Ministro Katrin Jakobsdottir è emerso indebolito, mentre i suoi partner di coalizione di destra hanno ottenuto forti risultati, mettendo in dubbio il suo futuro come primo ministro. 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
27/09/2021 05:44:48


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