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Negative le esportazioni in Umbria

Persi circa 14 milioni di fatturato

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Sono negative le esportazioni nel primo trimestre 2021 in Umbria, con un calo di circa 14 milioni di euro. Sul dato pesa l’andamento negativo distretto della maglieria e abbigliamento di Perugia che con 100 milioni di euro di esportazioni il rappresenta più del 60% delle vendite estere distrettuali umbre.

Nel primo trimestre 2021 infatti le esportazioni hanno mostrato un calo del -13,5% rispetto allo stesso periodo del 2020, quando il distretto aveva ancora una buona tenuta rispetto ai primi effetti della crisi. La diminuzione delle esportazioni è concentrata in particolare nel mercato americano (-34,7%) e del Regno Unito (-58%), mentre il distretto è riuscito a cogliere la ripresa mostrata dal mercato cinese (+53,8%) e dalla Federazione Russa (+36,2%), che rappresenta il secondo mercato di sbocco delle esportazioni. In riferimento alle due componenti che caratterizzano il distretto, il settore della maglieria ha mostrato un andamento positivo (+3,4%), in controtendenza rispetto all’abbigliamento che ha subito un calo (-13,5%). Conferma la crescita mostrata nel 2020 il distretto dell’Olio umbro (+2,9%), grazie in particolare alla crescita in Francia (+21,8%) che nel corso del 2020 è diventato il primo mercato di destinazione delle vendite del distretto, per effetto anche dell’integrazione di uno dei principali operatori in un gruppo francese che ha rafforzato la presenza del marchio nel mercato d’oltralpe. Il positivo andamento anche verso Svizzera (+30,6%) e Federazione Russa (+23,7%) e il raddoppio delle esportazioni verso la Corea (+156%) hanno più che compensato il calo subito nelle vendite verso Stati Uniti (-40,3%) e Regno Unito (-39,1%).

Il distretto del Mobile dell’Alta Valle del Tevere si attesta a 18 milioni di euro di esportazioni in crescita del 4,1% rispetto al primo trimestre 2020, riducendo il ritardo rispetto al pre-crisi al -5,4%. Uno dei principali mercati di destinazione si conferma la Francia con 3,8 milioni, sostanzialmente in linea con il primo trimestre 2020 (-1,9%), mentre si riducono sensibilmente le vendite verso il Regno Unito (-88%) compensate però dal buon andamento in Germania (+51,7%), diventa nel primo trimestre il primo mercato, e Stati Uniti (+40,8%). Le attese per i prossimi mesi sono di un progressivo rafforzamento del commercio internazionale con prospettive di recupero dei livelli pre-COVID già durante il 2021 per diversi settori: le imprese distrettuali dovranno cogliere le opportunità sui mercati internazionali, dove gli scambi sono in forte accelerazione, oltre ad intercettare i nuovi modi di consumo e i diversi canali di vendita.  “Nonostante gli effetti della crisi abbiano pesato in maniera differente sui distretti umbri nel primo trimestre 2021, i segnali restano positivi in virtù della qualità delle produzioni distrettuali umbre e del forte legame tra le aziende appartenenti alle filiere produttive locali, commenta Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. L’Italia, infatti, è il paese dei distretti e delle filiere e Intesa Sanpaolo, grazie a Programma Sviluppo Filiere, offre strumenti e risorse a circa un migliaio di fornitori di ben 14 filiere produttive umbre che sviluppano nel complesso un giro di affari di oltre 1,8 miliardi di euro. Il nostro obiettivo – conclude Severini – è favorire ulteriormente l'accesso al credito per le Pmi in questa cruciale fase di ripresa del ciclo produttivo”. 

Notizia tratta dal Corriere dell'Umbria
© Riproduzione riservata
24/07/2021 08:52:40


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