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Sfratto degli inquilini morosi: come funziona

Come comportarsi quando il locatario non paga l’affitto

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La pandemia di Covid-19 e la conseguente crisi economica hanno reso di grande attualità il tema degli inquilini morosi. Sono migliaia gli italiani che hanno affittato casa a persone che, a causa delle misure restrittive e delle chiusure forzate delle attività, non sono più in grado di pagare il canone dell’affitto.

Come comportarsi, allora, nel caso in cui ci si trovi a confrontarsi con un inquilino inadempiente?

In Italia, la legge tutela i proprietari di casa che si confrontano con questa situazione piuttosto spiacevole. Esiste infatti una speciale normativa che sancisce lo sfratto immediato dei locatari morosi. La norma si applica sia agli stabili occupati a uso abitativo, sia a quelli dati in affitto ai fini commerciali.

È bene ricordare che sono previste due differenti modalità di sfratto. Qualora gli inquilini non volessero lasciare la casa al termine del contratto di affitto, si parla di sfratto per finita locazione (chiaramente, non applicabile in caso di affitto in nero). La notifica dello sfratto deve avvenire per via giudiziaria, tramite la convalida dello stesso da parte di un giudice.

Lo sfratto per morosità, invece, si applica agli inquilini inadempienti che non hanno versato le rate d’affitto pattuite. Anche in questo caso, la procedura passa attraverso i tribunali competenti. Prima di passare alle vie legali, tuttavia, il proprietario ha la possibilità di risolvere la controversia in maniera pacifica inviando una raccomandata al locatario moroso.

Per spedire la lettera di messa in mora è possibile utilizzare i servizi postali su Ufficio Postale, che consentono di inviare una raccomandata online con ricevuta di ritorno in pochi secondi e senza perdere tempo in lunghe e inutili code agli sportelli. Nella lettera, il locatore può richiedere all’inquilino non solo lo sfratto, ma anche il pagamento dei canoni non versati e quello degli interessi legali maturati.

La lettera di diffida per la messa in mora può rivelarsi utile qualora si arrivasse a discutere il procedimento in tribunale. Il locatore ha infatti l’opportunità di dimostrare di fronte a un giudice la propria iniziale intenzione di risolvere la controversia in maniera pacifica e bonaria. Da un altro punto di vista, consente allo stesso proprietario di capire se l’inquilino sia intenzionato a regolarizzare la sua posizione. La morosità può infatti essere sanata con pagamenti rateizzati entro 90 giorni dalla notifica.

Redazione
© Riproduzione riservata
05/07/2021 14:01:17


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