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Rischio chiusura per il Commissariato di Polizia a Sansepolcro

La mancanza di una sede adeguata e le carenze di personale le principali cause

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Un presidio in lenta ma progressiva agonia. Si tratta del Commissariato di PS di Sansepolcro, che sta scontando da mesi carenze di carattere strutturale e depauperamento dell’organico a disposizione. Come evidenzia dal luglio dello scorso anno il Coisp, sindacato di Polizia, che a più riprese ha sollevato la questione. I problemi sul tappeto sono essenzialmente due: l’attuale obsoleta sede di via dei Lorena, e la riduzione di personale. In passato si era parlato di un trasferimento della sede in altri locali, ed era stata individuata la soluzione dello stabile della ex Manifattura Tabacchi. Era stato anche intrapreso un percorso, di concerto con l’amministrazione comunale, che coinvolgesse terzi soggetti per arrivare a centrare l’obiettivo in tempi brevi. Poi il tutto è naufragato, sembra perché questi stessi “terzi soggetti” si sono tirati indietro. Quindi siamo da capo e non si intravedono all’orizzonte soluzioni alternative. Ma il problema più grave e urgente è quello relativo all’organico a disposizione. In nemmeno un anno questo si è ridotto, per sopraggiunti pensionamenti e trasferimenti ad altre sedi, in maniera considerevole. Ricordando che il Commissariato di PS di Sansepolcro dispiega la sua attività sull’intera vallata e che deve pure monitorare il traffico sulla vicina E45, oggi è a rischio proprio la funzione di controllo sul territorio. Il personale rimasto svolge quotidianamente anche un’intensa attività di carattere amministrativo che, con i vari uffici predisposti (passaporti, armi, immigrazione, denunce, eccetera) risponde alle esigenze di carattere burocratico, ma tutto questo incide sulle effettive possibilità di fornire adeguato servizio di vigilanza sull’area tiberina, soprattutto nelle fasce serali e notturne. Tanto che al momento risulta praticamente impossibile far uscire la Volante per i controlli di rito e rispondere alle richieste dei cittadini. A rischio c’è quindi la tutela della collettività, non certo da imputare al personale del Commissariato che continua con professionalità a svolgere i compiti cui è chiamato, ma proprio per deficit umano. In un territorio come la Valtiberina, dove la sicurezza è spesso minata dal continuo ripetersi di ruberie e atti vandalici come riportano anche le cronache di questi giorni, è d’obbligo poter contare su un Commissariato di PS efficiente ed efficace nella sua opera di contrastare i malintenzionati di concerto con le altre forze dell’ordine. E a questo proposito ricordiamo la battaglia intrapresa nel recente passato per riportare la Compagnia Carabinieri al Borgo. Azione meritoria e quanto mai indispensabile, sulla quale Palazzo delle Laudi trovò validi alleati nei vertici dell’Arma sia a livello locale che provinciale. Ma che deve essere seguita da uguale sensibilità e attenzione nei confronti del Commissariato per risolvere i problemi che ci sono. Perché se lo stesso Commissariato deve svolgere solo pura funzione di ufficio senza essere operativo sul territorio, crediamo che questo non serva. O di sicuro non basti. Tra poco ci saranno le elezioni al Borgo e tutte le varie forze in campo, come al solito, parleranno nei loro programmi di tutela della sicurezza per la popolazione. Bene, invece di parlare forse è davvero il momento di agire con atti concreti, in modo da scongiurare la lenta agonia di una struttura fondamentale. Con la speranza che anche in questo caso i vertici locali e provinciali della Polizia di Stato si facciano essi stessi portatori di questa esigenza.

Redazione
© Riproduzione riservata
07/05/2021 12:45:10


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