Notizie Locali Cronaca

L'incendio alla Lem di Levane sarebbe di origine dolosa

Gli inquirenti hanno trovato segni di effrazione in una porta posizionata nel retro del capannone

Print Friendly and PDF

I sospetti sembrano diventare realtà a Levane, dopo l’incendio all’industria galvanica Lem, avvenuto qualche giorno fà. Gli inquirenti hanno trovato segni di effrazione in una porta posizionata nel retro del capannone. Ha seguito di questi elementi il pm Angela Masiello ha deciso di aprire un fascicolo per “incendio doloso”. Il rogo alla Lem è scoppiato ad una settimana di distanza da quello che tra l’1 e il 2 aprile ha raso al suolo lo stabilimento di Valentino Shoes Lab (edificio di proprietà della società Semilla). Il dubbio che ci fosse una mente ed una mano dietro alle fiamme alla Lem prende quindi consistenza ma le indagini procedono con riserbo e sono ad un livello molto preliminare. Tecnici dei vigili del fuoco e carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno lavorano senza soste. Una ventina le telecamere da sbobinare e sequenze filmate da rivedere: ore e ore di video nella speranza di notare qualcosa di significativo dalle parti di via Valiani. Nel caso di Valentino l’acquisizione delle immagini delle telecamere della videosorveglianza avrebbe tuttavia indicato in modo chiaro il punto di innesco dell’incendio che poi si è esteso all’intera attività. Non sarebbero emersi indizi di intrusione tali da far pensare ad una incursione proditoria. Un sopralluogo mirato nel luogo d’origine del rogo pare sia in programma a stretto giro da parte dei tecnici e potrebbe offrire importanti elementi: se c’è stato il malfunzionamento di un dispositivo, un comportamenti sbagliato in ordine alla prevenzione, se una manomissione o qualcosa di imprevedibile e imponderabile. La procura valuta tutte le ipotesi, abituata a misurarsi con una realtà che supera spesso la fantasia. Non è pervenuta alcuna “rivendicazione” qualora si fosse trattato di atto preordinato per suscitare terrore o una qualche strategia di tensione. Né risultano essere pervenuti alle aziende colpite avvertimenti precedenti a questi episodi, che in questi giorni di smarrimento per alcuni sono riconducibili a matrici con stampo criminoso di livello superiore al quale il territorio aretino operoso e comunque ricco può rivelarsi permeabile.

Notizia tratta dal Corriere di Arezzo
© Riproduzione riservata
12/04/2021 06:11:59


Potrebbero anche interessarti:

Ultimi video:

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Bisogna essere registrati per lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account, è facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui ora.


Accedi

0 commenti alla notizia

Commenta per primo.

Archivio Cronaca

Covid-19: nuova discesa degli attualmente positivi in Umbria >>>

Covid-19: stabile (56) il numero dei nuovi casi nell'Aretino, con due decessi >>>

Ubriaco, parcheggia il tir nella corsia di sorpasso dell'A1 e si mette a dormire >>>

Covid-19: risalita a 495 dei nuovi casi in Toscana, con 38 decessi >>>

Ladro di "mutandine" finisce a processo >>>

Badia Tedalda: in gravi condizioni quattro degli occupanti del pick up uscito di strada >>>

Aveva accumulato 15mila euro con le truffe online: denunciato dai carabinieri di Sansepolcro >>>

Covid-19: Umbria, ancora un giorno senza vittime >>>

Covid-19, il sindaco Cornioli sui 7 casi di Sansepolcro: "Contatti stretti di casi già noti" >>>

Covid-19: nell'Aretino 52 nuovi casi, ma sempre alti (7) i numeri di Sansepolcro >>>