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Russia, manifestazioni pro Navalny: centinaia di arresti

Migliaia di persone sono scese in piazza nell’estremo oriente e in Siberia

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Giornata di proteste oggi in Russia, dove migliaia e migliaia di persone sono scese in piazza contro la detenzione di Aleksey Navalny sfidando il freddo e le autorità. La polizia ha reagito con un’ondata di arresti, trascinando nelle sue camionette quasi 2.000 manifestanti in circa 65 città, a volte in modo violento. Al momento l’ong Ovd-Info dà notizia di almeno 1.908 persone fermate nei cortei a favore dell’avversario numero uno di Putin, di cui 649 nella sola Mosca, dove si registrano anche scontri tra agenti e manifestanti. Ma il bilancio dei fermati potrebbe essere destinato ad aumentare. La manifestazione più massiccia è probabilmente quella ancora in corso a Mosca, dove si stima che tra 10 e 40.000 persone abbiano risposto all’appello lanciato dall’opposizione concentrandosi per lo più in Piazza Pushkin, nel centro della capitale russa. Molte di più delle 4.000 di cui riferisce il ministero dell’Interno. Migliaia di persone sono scese in piazza anche nell’estremo oriente e in Siberia, nonostante le temperature a volte glaciali, come a Yakutsk, dove il termometro registra 50 gradi sotto lo zero. A Vladivostok, stando a un video pubblicato online, la polizia ha caricato i dimostranti. A Mosca, sotto la statua del grande poeta Aleksandr Pushkin, gli agenti hanno fermato anche una delle più strette collaboratrici di Aleksey Navalny, Liubov Sobol: madrina delle proteste anti-Putin del 2019 e legale del Fondo Anticorruzione che ha messo tante volte in imbarazzo il leader del Cremlino e il suo cerchio magico. Anche la moglie di Navalny, Yulia Navalnaya, è stata trattenuta dalle forze dell’ordine e ha pubblicato online una foto che la ritrae dentro una camionetta della polizia. In serata è stata però rilasciata. Nel pomeriggio, gli agenti in assetto antisommossa circondavano i manifestanti in Piazza Pushkin, che rispondevano scandendo i loro slogan. «La Russia senza Putin», «Libertà per i prigionieri politici», urlava la folla, mentre gli altoparlanti della polizia invitavano la gente a sgomberare l’area e a mettere fine alla protesta «non autorizzata». Navalny è stato arrestato domenica scorsa all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, non appena è tornato in Russia dalla Germania, dove è stato in cura per un avvelenamento per il quale i principali indiziati sono proprio il Cremlino e i suoi servizi segreti. Ora rischia di rimanere dietro le sbarre per anni: sul suo capo pendono infatti quattro inchieste giudiziarie, ritenute da molti di matrice politica.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
23/01/2021 19:38:29


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