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Confartigianato: Il paradosso dell’occupazione nel settore manifatturiero

“Le figure professionali richieste dalle imprese troppo spesso di difficile reperimento”

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Per effetto dell’emergenza sanitaria il numero complessivo delle assunzioni programmate dalle imprese del nostro territorio nel 2020 si è ridotto di circa il 30% rispetto all’anno precedente. Complessivamente il rapporto Excelsior promosso dal sistema delle camere di commercio italiane ha rilevato comunque per il nostro territorio circa 14.700 ingressi nel mondo del lavoro programmate ad opera di circa il 40% delle nostre imprese. Circa il 30% delle assunzioni – ha rilevato il rapporto Excelsior -  si concentra sui giovani.  Tuttavia le imprese che assumono hanno denunciato una rilevante difficoltà nel reperimento delle figure professionali richieste. Circa un’impresa su 3 ha riscontrato difficoltà nel portare a compimento i suoi programmi di assunzione prevalentemente per mancanza di candidati, ma anche per una loro inadeguata preparazione rispetto al profilo professionale richiesto.

“Il settore che ha visto il maggior numero di assunzioni nel 2020 – dichiara il Presidente di Confartigianato Meccanica, Luca Fiorini - è quello delle industrie metalmeccaniche ed elettroniche. Con 2.170 assunzioni programmate nel 2020 le imprese della meccanica hanno assorbito circa il 15% della nuova occupazione del nostro territorio. Tale numero sale a 3060 ove si considerino anche le aziende del settore orafo che prevedono processi produttivi di tipo automatizzato”.

Ed ecco quello che Luca Fiorini chiama il paradosso dell’occupazione nel settore manifatturiero.

“Purtroppo le aziende maggiormente interessate all’impiego di nuovo personale sono anche quelle che riscontrano maggior difficoltà nell’assunzione delle figure professionali richieste. Conduttori di impianti e operatori di macchinari fissi e mobili non risultano di facile reperimento per più del 30% delle imprese intervistate. Addirittura nel caso degli operai specializzati, ad esempio di macchine a controllo numerico, questa percentuale sale al 40%”.  

Qual è la ricetta di Confartigianato per la soluzione di questo paradosso?

Secondo il Presidente della Federazione Meccanica, Luca Fiorini, il problema non è di facile soluzione e risale alle scelte compiute dalle famiglie e dai giovani nell’individuazione dei percorsi scolastici destinati alle nuove generazioni.

“Occorre che i giovani del nostro territorio riscoprano gli istituti ad indirizzo tecnico-scientifico ed i corsi universitari di ingegneria industriale”.

“Secondo il rapporto Excelsior – continua Luca Fiorini - i giovani più richiesti dalle aziende del nostro territorio sono quelli con istruzione secondaria (diploma 5 anni), diploma professionale (4 anni) e qualifica professionale (3 anni) e rappresentano quasi l’80% del totale delle nuove assunzioni”.

“Tra questi percorsi formativi, quelli che garantiscono il maggior numero di assunzioni sono quelli ad indirizzo meccanico. Tuttavia, paradossalmente, proprio i giovani con questo tipo di formazione risultano di più difficile reperimento. Le imprese denunciano difficoltà nell’assunzione dei giovani con formazione ad indirizzo meccanico nel 40% dei casi. Questa percentuale sale addirittura a quasi il 50% nel caso dei giovani con formazione universitaria nelle facoltà di ingegneria industriale, di fatto è da oltre un anno che sto cercando un Ing. Meccanico per R&D”.

Quale messaggio possiamo dunque inviare ai giovani che si apprestano a scegliere il loro percorso di studi dopo la scuola dell’obbligo?

“Il messaggio – dichiara Fiorini - è quello di fare un investimento sul futuro scegliendo quegli Istituti ad indirizzo tecnico-scientifico e professionale che possano assicurare una prospettiva concreta per gli sbocchi lavorativi nelle imprese del nostro territorio”.

“Come Associazione siamo impegnati nel sostenere il dialogo tra le nostre imprese e le Università e gli Istituti Scolastici. Da questo punto di vista uno degli strumenti più interessanti messi a disposizione dal nostra normativa sono i corsi di Istruzione Tecnica Superiore”.

“Molto importante sarà in particolare progettare corsi di formazione nati dal partenariato della Fondazione TAB che dal 2016 organizza corsi ITS per il settore orafo con la fondazione PRIME che si occupa della formazione per le imprese della Meccanica”.

“L’arricchimento dei percorsi formativi ITS post-diploma offerti sul territorio può sicuramente rappresentare un volano importante per incrementare l’accesso dei giovani alla formazione di tipo tecnico-scientifico e professionale”.

“Infine – conclude Luca Fiorini - vorrei sottolineare l’importanza delle esperienze legate ai progetti di alternanza scuola lavoro e il rapporto tra studenti e imprese, ad oggi minato dalla pandemia. Dovremmo pianificare adesso le future attività da svolgere durante il 2022, sfruttando questo periodo di pausa per una progettazione mirata con le imprese, al fine di rendere questa esperienza un caposaldo della formazione di ogni studente”.

Redazione
© Riproduzione riservata
21/01/2021 10:37:24


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