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Situazione Covid stabile a Città di Castello: con 22 casi in fondo alla classifica umbra

Bacchetta: il nostro reparto Covid è passato da 14 a 30 posti

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"Abbiamo avuto un nuovo positivo, una ragazza molto giovane, però anche un nuovo guarito, per cui la situazione rimane stabile e quindi numericamente molto buona, visto che abbiamo 22 positivi, tutti in isolamento domiciliare contumaciale e nessuno ricoverato”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha aggiornato la situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello, ribadendo che “al momento le criticità sembrano essere abbastanza limitate, anche se è ovvio che nel prossimo futuro il ventagio di ipotetici contagi potrebbe aumentare, dato il contesto regionale e nazionale molto, molto complesso, con crescite considerevoli di positivi in tutta l’Umbria”. “E’ stato chiuso il reparto di pronto soccorso a Umbertide, in molte realtà umbre il numero di positivi è altissimo, per cui è chiaro che la situazione apparentemente ottima che viviamo a Città di Castello può cambiare da un momento all’altro, anche se speriamo che questo non accada e tutti stanno lavorando affinché il contesto tifernate rimanga il più tranquillo possibile”. “Anche se la preoccupazione c’è – ha riconosciuto Bacchetta – non ci deve essere angoscia ingiustificata, perché le nostre strutture stanno lavorando molto bene, i tifernati si stanno comportando altrettanto bene, con senso di responsabilità, seppur il Covid sia insidioso, imprevedibile, subdolo e possa colpire anche persone che seguono tutte le prescrizioni”. Dalla valutazione della situazione tifernate, Bacchetta è quindi passato a un ragionamento politico sul piano regionale. “Il dato dei contagi a Città di Castello ci pone in fondo alla classifica delle positività in Umbria e questo è un elemento che voglio sottolineare a tutela e tranquillità di tutti”, ha precisato il sindaco, che ha evidenziato: “leggo di ipotetiche chiusure delle scuole, di coprifuoco serali, credo che tutto si possa e si debba discutere nella lotta al Covid, però dobbiamo essere anche tutti consapevoli che occorre razionalità, calma, senso di responsabilità e freddezza”. “Le istituzioni in momenti come questi debbono dimostrarsi all’altezza del gravissimo ruolo al quale sono chiamate – ha chiarito Bacchetta - per cui non servono né fughe in avanti, né atteggiamenti eccessivamente finalizzati a creare tensioni fuori luogo, ma ci vuole massima responsabilità, nella consapevolezza che il rischio e il pericolo ci sono, ma bisogna tenere la barra dritta”. “Il nostro reparto Covid è passato da 14 a 30 posti, tutti gli ospiti non sono di Città di Castello, nessun tifernate è ricoverato e questo è un tributo che Città di Castello paga alla solidarietà regionale, perché i ricoverati sono tutti di altre città, magari di città che hanno rifiutato reparti Covid e noi invece l’abbiamo accettato per senso del dovere e perché era giusto”, ha puntualizzato il primo cittadino, che ha aggiunto: “il grande senso di responsabilità dimostrato da questa città non deve essere frainteso, perché ognuno ama il proprio campanile e per noi amare il nostro campanile significa essere responsabili, farci carico anche di problemi altrui, ma ovviamente questo non vuol dire essere sciocchi, né subire supinamente scelte che sarebbero inaccettabili”. “L’ospedale di Città di Castello non può diventare solo Covid per mille e un motivi”, ha affermato Bacchetta, che ha richiamato l’attenzione sul fatto che “vi sono interi ospedali che non hanno neanche reparti Covid, o perché non li hanno voluti o perché nono sono in grado di averli, si tratterà quindi di capire dove ricollocare questa esigenza in tutte le strutture sanitarie umbre, perché non è accettabile ovviamente che Città di Castello si faccia carico per intero dell’emergenza Covid, specie considerando che è la città meno colpita oggi dal Covid, un paradosso che voglio sottolineare”. “Sono sicuro che la giunta regionale non compirà questa scelleratezza”, ha precisato il sindaco. “Come è noto - ha rimarcato – ho idee politiche diverse dalla giunta regionale, ma ho sempre collaborato e ho sempre riconosciuto alla presidente Tesei un equilibrio, una serietà, un senso della responsabilità che condivido e ci ha permesso di dialogare sempre in maniera seria e responsabile, ma questo non vuol dire che saremmo disposti a essere gli agnelli sacrificali di turno, cosa che non accetterei mai”. “Città di Castello ha dimostrato di essere estremamente responsabile, estremamente seria, quando c’è stato bisogno ha collaborato e continua a collaborare”, ha ribadito Bacchetta, che ha ammonito: “se dovessimo trovarci di fronte a scelte totalmente inaccettabili, ingiuste e intollerabili, dovremmo agire di conseguenza, spero pertanto che questo non accada, sono sicuro che non accadrà, perché sarebbe veramente una decisione priva di ogni senso”. “Stiamo facendo bene il nostro dovere, vogliamo continuare a farlo, vogliamo continuare a essere solidali con le altre città umbre, ma sicuramente non possiamo essere immolati sull’altare di un’emergenza che è di tutti e non solo nostra, anzi da noi oggi ce n’è pure meno di questa emergenza”. “Il nostro reparto Covid è a disposizione dell’emergenza regionale, questo dovrebbe essere una nota di merito e sicuramente non è accettabile in alcun modo che, come ho letto, si vocifera, qualcuno dice, Città di Castello possa diventare un ospedale interamente Covid, una cosa che non avrebbe alcun senso, né logico, né territoriale, né logistico, né razionale”, ha ribadito Bacchetta, che ha concluso: “è ora di finirla con gli scaricabarile, noi non li abbiamo mai fatti, continueremo a non farli, ma non vogliamo passare per i fessi di turno”.

Redazione
© Riproduzione riservata
17/10/2020 15:21:57


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