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Politica sotto l'ombrellone: intervista con Francesca Mencagli

Giovane presidente del consiglio comunale di Città di Castello ma molto determinata

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Una giovane presidente del consiglio comunale a Città di Castello: è Francesca Mencagli, esponente del Partito Democratico. È stata eletta in questa carica il 10 febbraio scorso e arriverà a fine mandato nella primavera del 2021, quanto anche a Città di Castello si voterà per le comunali. In questa intervista, la Mencagli parla anche della carica istituzionale che ricopre da sei mesi. 

Mencagli, la realizzazione con la fresca inaugurazione del nuovo ponte di Genova è stata un bell’esempio di efficienza dato da noi italiani. Perché tuttavia ciò che viene considerato straordinario non riusciamo a trasformarlo in ordinario?

“L’Italia soffre di un problema congenito, chiamato immobilismo burocratico. E spesso subentra anche la burocrazia nella burocrazia, ma questa situazione di immobilismo è data dalla paura di sbagliare, elemento che alla fine diventa la causa del rallentamento. Spesso, si perde tempo su aspetti che a livello imprenditoriale non hanno nemmeno ragione di esistere”.

È giusto il giro di vite che il premier Conte ha deciso di dare sugli sbarchi dei migranti in un periodo come questo, che ancora non ci vede fuori dai rischi del Covid-19?

“Credo che sia soprattutto una forma di rispetto verso la maggioranza della popolazione, che con diligenza si è attenuta alle regole, anche se c’è ancora qualcuno che dimostra con i suoi comportamenti di affrontare sottogamba la questione: vale per l’uso della mascherina come per il distanziamento sociale. L’immigrazione ci sarà pertanto sempre, però debbono esservi anche controlli scrupolosi, specie se si dovesse andare incontro a una nuova forma incontrollata di sbarchi”.

L’esito delle elezioni che in settembre interesseranno diverse regioni italiane potrà essere indicativo per gli equilibri politici nazionali?

“La risposta è meno facile di quanto si possa immaginare: cerco sempre di captare ciò che viene da fuori, però stavolta credo che il contesto di riferimento sia caratterizzato da un generale disorientamento. L’atmosfera di incertezza è in questo caso maggiore e la gente ha bisogno di figure autorevoli, non autoritarie”.

Lei è presidente del consiglio comunale di Città di Castello dallo scorso 10 febbraio, quindi da appena sei mesi. Che tipo di esperienza si sta rivelando?

“Molto formativa a livello interpersonale e caratteriale. La politica è divenuta per me uno strumento efficace per “misurare” le persone e lo dico proprio perché sto toccando con mano questo aspetto. Essendo una che sta sempre dalla parte di chi vuol costruire ed essere concreto, mi sto accorgendo della differenza che a volta esiste fra politica e realtà. E comunque, è un’esperienza che consiglio ai giovani, se non altro perché è davvero interessante imparare il funzionamento della macchina amministrativa”.

Fra meno di un anno, Città di Castello tornerà alle urne per le comunali. Che ne sarà per il centrosinistra del dopo-Bacchetta? Quanto può essere difficile trovare il candidato successore?

“Luciano Bacchetta è stato veramente un uomo fondamentale per Città di Castello, oltre che per il suo partito. Credo però che vi possano essere personalità nuove, che hanno collaborato con lui e che quindi possono raccogliere degnamente il suo testimone. Al momento, però, non vi sono indicazioni: d’altronde, a livello territoriale – come può essere il caso del Comune di Città di Castello – il peso rivestito dalla persona è fondamentale anche per creare le alleanze. È giusto quindi che vi siano programmi ben definiti e chiari, però è altrettanto logico e scontato che vi debba essere una persona capace di identificarsi al meglio in questi programmi”.

In che modo portare a compimento il mandato amministrativo in questi ultimi mesi?

“Tante cose sono state fatte, poi l’avvento del lockdown ha imposto uno stop, ma anche una riflessione sul da farsi e una selezione di quelle che sono le reali priorità dei cittadini. La parentesi del Covid-19 ha aumentato ancora di più il nostro impegno su strutture e infrastrutture, ma anche sul turismo e sulla necessità di svilupparlo in una visione più ampia, soprattutto nell’ottica della valorizzazione dell’ambiente”.    

Redazione
© Riproduzione riservata
06/08/2020 09:03:01


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