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Quattro chiacchiere con Palmiro Bruschi gelatiere di Sansepolcro

Ambasciatore nel mondo del gelato italiano

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Primo campione italiano dei gelatieri artigiani nel 1994, poi ambasciatore nel mondo del gelato italiano e tante soddisfazioni riservate da una professione che gli ha conferito fama e prestigio. Quando si parla di Palmiro Bruschi, l’abbinamento con il gelato è automatico, grazie alla elevata qualità di un prodotto che con competenza e amore riesce sempre a deliziare il palato, esaltando a volte gusti persino non tradizionali, perché comunque è un creativo della situazione. Punto di riferimento la gelateria Ghignoni, a sud del centro urbano di Sansepolcro e a pochi metri dal confine con l’Umbria. A Palmiro anche il grande merito di aver formato altri validi gelatieri, a conferma della voglia di far crescere il movimento legato a una delle eccellenze italiane più ricercate in assoluto. Anche per Palmiro, per la moglie Pina che lo affianca nell’attività e per i figli, la parentesi dell’emergenza non è stata facile, ma è noto che in simili frangenti la necessità diventi la base essenziale di nuove ed efficaci soluzioni, destinate a rivelarsi efficaci anche in periodi di normalità.    

Bruschi, cosa è successo non appena è scattato il lockdown?

“Che dopo l’emissione dell’ordinanza abbiamo tenuto una riunione di famiglia per dire: e adesso cosa facciamo? L’idea che ci è venuta in mente è stata quella del “delivery”, cioè della consegna, del recapito a domicilio del gelato. E siccome conoscono tutti il nostro prodotto, non ci è stato nemmeno bisogno di ricorrere a internet come avviene da altre parti, nelle quali visionano gusti e indicano le quantità: è bastato un annuncio su Facebook, al resto ha provveduto il passaparola. Questo lavoro ci ha gratificato, perché abbiamo iniziato a consegnare il gelato, uscendo anche dai confini del nostro Comune e nella vicina Umbria”.

Pensa quindi che la modalità del “delivery” possa diventare con il tempo una delle soluzioni migliori suggerite dai giorni della pandemia?

“Credo proprio che lo diverrà. Lo facciamo anche adesso, nonostante gli spostamenti siano diminuiti perché la gente ha voglia, troppa voglia, di uscire, non dimenticando un particolare: le consegne a domicilio le abbiamo fatte non soltanto con il gelato, ma anche con crepes, frappè, coppe yogurt e affogati. Penso che il “delivery” funzionerà particolarmente in inverno, quando magari con il clima freddo qualcuno sarà propenso di meno a uscire senza rinunciare al gelato, oppure sarà impossibilitato a farlo. Noi ci saremo”.

Quali accorgimenti avete dovuto adottare in base ai protocolli anti Covid-19?

“Abbiamo la sala che rispetta il distanziamento e all’interno della gelateria c’è un’apposita segnaletica che guida il cliente, il quale – una volta pagato alla cassa, con il bancone separato dal plexiglass – deve compiere un giro all’esterno della veranda per poi uscire. Poi, igienizzazione costante dei tavoli e dispenser all’ingresso”.

Dal 4 maggio in poi, come avete vissuto i due mesi di riapertura?

“Vi sono giornate nelle quali, per fortuna, si respira aria di piena normalità, grazie anche all’arrivo della bella stagione e a quella grande voglia di uscire alla quale ho già fatto riferimento. Anche le abitudini estive sono un tantino cambiate: per esempio, il fine settimana completo al mare non si fa o comunque lo si fa molto di meno, per cui la gente si sposta al massimo per un giorno e un’attività come la mia ha riscoperto più che mai la clientela locale. Qui in gelateria di persone della zona ne stanno venendo davvero tante”.

Preoccupato per un possibile ritorno del virus?

“Sono convinto che a breve cesseremo di indossare le mascherine – e non soltanto perché d’estate, con il caldo, si rivelano fastidiose – ma perché l’ondata dei mesi scorsi sta sempre più scemando, anche se le notizie provenienti da tutta Italia consigliano di non abbassare assolutamente la guardia, perché basta poco per incappare in una ricaduta. Qui a Sansepolcro e in vallata siamo stati fortunati, perché nella sostanza il virus ci ha toccato solo marginalmente, ma dobbiamo ancora stare attenti nei comportamenti, sperando che questo benedetto vaccino sia oramai in dirittura di arrivo”.

Redazione
© Riproduzione riservata
06/07/2020 06:23:42


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