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F1, addio a Stirling Moss: “l'eterno secondo” aveva 90 anni

Pur non avendo mai vinto il campionato del Mondo, è stato uno dei piloti più amati

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In Inghilterra era noto come «Mr. Motor Racing», per molti era «l'eterno secondo»: è morto all'età di 90 anni il leggendario pilota inglese Stirling Moss. Lo ha annunciato la moglie, ricordando che Moss era malato da molto tempo. Pur non avendo mai vinto il campionato del Mondo di F1 (terminò quattro volte secondo), è stato uno dei piloti più amati per la sua passione e competitività in pista. Il suo atteggiamento spesso sconsiderato ha messo a dura prova il suo corpo leggero. La sua carriera terminò presto, all'età di 31 anni, dopo che un terribile incidente lo lasciò in coma per un mese nell'aprile del 1962.

Tecnicamente eccellente
In carriera Moss ha vinto 16 delle 66 gare di F1 a cui ha preso parte, affermandosi come pilota tecnicamente eccellente e versatile in molte categorie. Il suo amore per la velocità lo ha visto spingere le macchine al limite. «Se non provi a vincere a tutti i costi, cosa diavolo ci fai lì?», una delle sue frasi più famose. Pilota tecnicamente eccellente e versatile, Moss ha primeggiato in molte categorie di corse e non solo in F1. Probabilmente il suo più grande successo fu la vittoria nella Mille Miglia del 1955 con quasi mezz'ora di vantaggio su Juan Manuel Fangio, leggendario pilota argentino che era l'idolo, il compagno di squadra e il rivale di Moss.

Quattro volte secondo e tre volte terzo, una maledizione
Il suo più grande rimpianto non aver vinto mai il Mondiale di F1, con ben quattro secondi posti (dal 1955 al 1958) e tre terzi posti. Nel 1958, Moss perse il Mondiale con Mike Hawthorn della Ferrari per un solo punto nonostante avesse vinto quattro gare. Nel 1959, l'auto di Moss si fermò durante nella gara finale, in Florida, quando era in testa e di nuovo con la possibilità di vincere il titolo. «Spero di essere ricordato come il più grande pilota a non aver mai vinto il campionato del mondo», diceva di se stesso il pilota inglese. «La più importante per me è stata ottenere il rispetto degli altri piloti e penso di averlo raggiunto», sosteneva. In carriera il funambolico pilota inglese ha corso per vari team inglese, ma anche per Maserati, Ferrari e Mercedes-Benz. In totale, Moss vantava un record di 212 vittorie nelle 375 gare che ha disputato nelle varie categorie.

Il fisico provato da gravissimi incidenti

Moss è nato nel 1929 da una famiglia di appassionati di corse. Suo padre, Alfred, ha gareggiato nella 500 Miglia di Indianapolis. La sua conoscenza delle auto da corsa non era seconda a nessuno e ha portato la sua professione all'estremo, sperimentando e rischiando per la propria sicurezza. Si ruppe entrambe le gambe e si danneggiò la spina dorsale in un incidente nel 1960. Ancora peggio fu l'incidente di Goodwood, in Inghilterra, due anni dopo, quando entrò in una banco di terra a 160 km/h senza una cintura di sicurezza durante il Trofeo Glover di Formula 1. Ci vollero 45 minuti per estrarlo dalla macchina, riportò lesioni al cervello e la parte sinistra del suo corpo rimase parzialmente paralizzata per sei mesi. Con la vista e i riflessi anche permanentemente danneggiati, Moss fu cosrtretto a smettere di correre. 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
12/04/2020 20:14:51


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