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Il governo pensa alla manovra. In arrivo la batosta da 40 miliardi

Il conto del Def da presentare in aprile lievita. Si allontana il taglio delle tasse

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Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri conosce bene i meccanismi che guidano le scelte dell'Unione europea e non è un caso che nella lettera inviata a Bruxelles per annunciare i nuovi saldi di bilancio e chiedere alla Commissione Ue ulteriore flessibilità, ha sottolineato che «l'Italia riprenderà con fermezza la sua strategia di riduzione del debito non appena le condizioni torneranno alla normalità».

L'Europa non può concedere all'Italia spesa extra, in larga parte in deficit (il decreto vale 7,5 miliardi dei quali 6,35 in deficit, cioè non coperti) se non dietro la promessa di un impegno stringente a rimettere le finanze pubbliche italiane nella carreggiata.

L'obbligo improrogabile per l'Europa non è un deficit sotto il famoso limite del 3%, ma l'impegno a convergere verso «l'obiettivo di medio termine» che per l'Italia è il pareggio di bilancio. Un percorso graduale da raggiungere con livelli di deficit decrescenti.

Nella lettera di Gualtieri c'è sicuramente uno sforamento che graverà nei conti del 2020, con un deficit che passa dal 2,2% del Pil al 2,5%, ma poi c'è l'impegno a confermare gli obiettivi per gli anni successivi. Quindi 1,8% nel 2021 e 1,4% nel 2022. Visto che il deficit del 2020 aumenta, saranno necessari sacrifici aggiuntivi per garantire un disavanzo su questi livelli e mantenere le promesse contenute nella ultima nota di aggiornamento del Def.

Il costo dell'emergenza coronavirus e delle misure messe in campo dal governo (tutte di spesa corrente per quanto se ne sa al momento) si ripresenterà il prossimo anno: 13/15 miliardi di euro in più da trovare. Somma considerevole che si aggiunge a quella già a bilancio per disinnescare l'aumento dell'Iva: 20 miliardi. E alle spese indifferibili, già stimabili sui 5 miliardi di euro.

Il conto della legge di Bilancio 2021, il cui iter di fatto inizierà ad aprile con la presentazione del Documento di economia e finanza, è quindi già a 40 miliardi di euro.

La cifra che avrebbe dovuto raggiungere se alle clausole sull'Iva si fosse aggiunta anche la riforma fiscale promessa dal premier Giuseppe Conte. Scontato quindi un cambio di rotta per il governo.

Al posto della riduzione delle aliquote con riduzione dell'Irpef per i redditi bassi, dell'assegno familiare unico, ci saranno le risorse necessarie ad assumere medici. Le garanzie statali alla liquidità delle aziende a rischio chiusura, gli ammortizzatori sociali. Quella Cassa integrazione che sembrava destinata a scomparire a favore di sussidi universali come il reddito di cittadinanza e che invece torna di grande attualità ora che le imprese stanno attraversando una crisi inaspettata.

Il tutto contando sul fatto che dall'Europa arrivi un via libera senza condizioni alla scelta del governo Conte di fare più deficit. Ieri i deputati del Movimento 5 stelle hanno detto che «pretendono» dalle istituzioni europee solidarietà verso l'Italia: «Come Paese stiamo vivendo un periodo di difficoltà, per questo è giusto reclamare maggiore flessibilità con l'introduzione di politiche espansive ed anticicliche». Possibile che la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen conceda quello 0,3% di deficit in più per quest'anno. Ma poi pretenderà di vedere nel Def di aprile impegni stringenti già a partire dal 2021. E di spazi per politiche espansive ne resteranno pochi.

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
07/03/2020 17:16:16


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