Motori Auto

De Tomaso P72, una supercar artigianale per festeggiare i 60 anni

Servono 750 mila euro per portarsi a casa uno dei 72 esemplari

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Quale miglior dono per il proprio sessantesimo compleanno se non quello di regalarsi una supercar artigianale dalle forme retrò? È il regalo del marchio De Tomaso -  fondato a Modena nel 1959 dal pilota italo-argentino Alejandro de Tomaso - alla sua stessa storia e si chiama “P72”. Progettazione e meccanica sono occidentali ma i capitali vengono dalla Repubblica Popolare, precisamente dalla Ideal Team Venture (ITV), con sede operativa a Hong Kong. Nel 2016 la stessa società asiatica aveva acquistato la Gumpert Sportwagenmanufaktur (fondata da Roland Gumpert, ex direttore di Audi Sport) per farla subito diventare Apollo Automobil: a fine 2017 il nuovo brand svelava la Intensa Emozione, hypercar limitata a 10 esemplari, con telaio di carbonio e motore V12 6.3 da 790 CV derivato Ferrari.

La stessa base tecnica è ora adoperata sotto la carrozzeria vintage della De Tomaso P72, ideata da Wyn Design ed erede spirituale della P70 del 1965, conosciuta anche come Sport 5000 Fantuzzi Spyder. Da notare i pregiati particolari interni del nuovo bolide, come la leva del cambio manuale con leveraggi a vista, gli strumenti analogici e la pedaliera da competizione, tutti di gusto squisitamente artigianale. Il marchio modenese è di ITV dal 2015, comprato per poco più di un milione di euro. Mentre servono 750 mila euro per portarsi a casa uno dei 72 esemplari della P72: il primo si è esibito al Goodwood Festival of Speed della scorsa settimana, in Inghilterra.

La travagliata storia del marchio De Tomaso

È assai travagliata la storia recente del marchio De Tomaso, fatta di circa tre lustri di promesse di rilancio più volte disattese. Una parabola iniziata nel 2002, pochi mesi prima che morisse Alejandro De Tomaso, il fondatore: inizialmente il progetto era quello di produrre una fuoristrada motorizzata Iveco insieme alla russa Uaz, da assemblare in Calabria. Piano industriale che nel 2005 ottenne anche il via libera per i finanziamenti pubblici ma che non si concretizzò mai.

Anzi, nel 2004 l’azienda venne messa in liquidazione dagli eredi di Alejandro, la vedova Isabelle Haskell e il figlio Santiago. Fino a che nel 2009 la De Tomaso venne rilevata dalla Innovation in Auto Industry S.p.A. (IAI) dell'imprenditore Gian Mario Rossignolo,affittuaria dello stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco (Torino). La ripartenza della produzione era prevista per il 2011, ma all’inizio dell’anno successivo la marca venne nuovamente ceduta alla Car Luxury Investment, di proprietà del gruppo cinese Hotyork Investment Group, che però non evitarono il fallimento dell'azienda, nel luglio 2012.

A febbraio scorso Gian Mario Rossignolo – già arrestato nel 2012 per frode sui 7,5 milioni di euro di finanziamenti pubblici ottenuti per effettuare corsi di formazione mai avviati – e il figlio Gianluca sono stati condannati dal tribunale di Torino per la bancarotta della De Tomaso. Che ha cambiato nuovamente di mano arrivando all’attuale assetto, datato 2015 appunto, quando è diventata di proprietà di ITV.

Notizia e Foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
18/07/2019 16:40:20


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