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La Traction Avant

La storia Citroën attraverso tre modelli

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L'abitacolo è stretto, non ci sono cinture di sicurezza, il parabrezza è così vicino che si potrebbe toccare con il naso. Il volante, poi, è gigantesco, pur avendo una corona molto sottile. Chiave di avviamento in "on", motore già caldo e un colpo di levetta per accenderlo. Qualche sbuffo, un rumore sinistro, una piccola incertezza e poi finalmente il 4 cilindri Citroën prende vita.

La Traction Avant è pronta a partire. Il modello che stiamo guidando è una 11 BL del 1956, praticamente una delle ultime versioni prodotte di un'auto che ha debuttato sul mercato nel 1934. È una delle vetture storiche che Citroën ha radunato alle porte di Parigi per festeggiare il centenario. Un secolo fa, infatti, un certo André Citroën presentava la prima automobile che portava il suo nome. Il marchio omonimo era già stato fondato qualche mese prima, ma il 4 giugno del 1919 fu esattamente il giorno in cui molti parigini riempirono la salle d’exposition Alda, che si trovava agli Champs Élysées, per osservare la Type A.

Citroën aveva idee all'avanguardia anche in fatto di comunicazione e per la Type A aveva organizzato un battage in grande stile. La Type A era stata pubblicizzata come la prima vera auto di serie francese, perché veniva venduta completa e non con il telaio e il motore separati dalla carrozzeria. Non bisognava, insomma, effettuare passaggi dal carrozziere. Inoltre aveva un prezzo molto competitivo per l'epoca, pari a 7.250 franchi.

Da quel momento in poi il marchio francese si è guadagnato il suo posto d'onore nel grande libro della storia dell'auto, con modelli innovativi che hanno rivoluzionato la tecnica automobilistica. Uno di questi è proprio la Traction Avant che abbiamo provato e che ci ha sorpreso per la facilità di utilizzo. Basta fare pratica con il cambio a tre (non è un errore) rapporti e con i freni a tamburo, dopodiché la guida cittadina scorre via in scioltezza, anche perché i 60 CV del 1.9 benzina non sono strozzati da nessun catalizzatore e sono disponibili già a bassi giri.

Salire sulla 2CV è una specie di salto epocale, con la scocca che si muove già appoggiando un piede sul pavimento. I sedili sonno fatti di molle e di un sottile strato di tela, come una sedia a sdraio da spiaggia, ma sono insospettabilmente comodi. Il motore da 425 cc ha ben 12 CV, praticamente meno di uno scooter 125. Ma la piccola francese non se ne cura e ondeggia con stile inimitabile nel traffico. Basta solo fare l'abitudine ai tremori che arrivano praticamente da qualsiasi zona dell'abitacolo.

La CX GTI del 1979, invece, è tutta un'altra storia. Dal 1974 al 1991 è stata l'ammiraglia Citroën e ha un comfort di marcia che molte sue colleghe contemporanee semplicemente si sognano. Il mix tra sospensioni idropneumatiche e sedili extra-morbidi è imbattibile, mentre le plastiche ricordano che la chimica degli anni Settanta non era quella di oggi. Il motore benzina, però, risponde molto bene. È un 4 cilindri aspirato da 2,3 litri e 128 CV che non deve rispettare alcuna norma antinquinamento e sale di giri che è una bellezza. Peccato solo non averlo potuto provare a velocità autostradali.

Notizia e Foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
09/07/2019 09:20:28


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