Perché le feste natalizie siano davvero tali, dall’Immacolata all’Epifania, a tavola non deve mai mancare uno dei dolci tipici, per antonomasia, del periodo natalizio: il panettone che, con la sua tipica forma a cupola, troneggia sulle tavole italiane. Quando è nato il panettone? Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Nonostante le numerose leggende che vantano, ognuna, il privilegio di aver dato i natali al dolce natalizio, gli storici e gli studiosi di storia della cultura italiana sono sempre più concordi nel credere che esso trovi la sua origine più remota nel pane. Da autorevoli fonti storiche milanesi, infatti, si apprende che a Milano si usava preparare, per le feste natalizie, tre pani grandi, diversi da quelli che si mangiavano durante il resto dell’anno, che ogni Pater familias tagliava e distribuiva ai presenti del corso della celebrazione del “rito del ciocco”, una sorta di rievocazione dell’Ultima cena… un’usanza risalente al XI secolo. Col passare del tempo, il semplice e sacro pane di Natale, incorporando via via tutti gli ingredienti che oggi vengono considerati tradizionali, si trasformò nell’amatissimo panettone. Fu Angelo Motta, fondatore dell’omonima ditta dolciaria, ad avviare la produzione industriale del dolce, fasciando l’impasto con carta sottile in modo da farlo crescere verticalmente, dandogli la forma attuale. Tante le leggende intorno alla nascita del buonissimo dolce. Tra queste, quella che vede il nome “panettone” derivare da “pane di Toni”: Toni, ritenuto il suo inventore, era un garzone di cucina della corte di Ludovico il Moro. Si narra che, nel corso di un banchetto offerto dal Duca in occasione del Natale, il cuoco di corte bruciò il dessert e la situazione fu salvata proprio da Toni , che aveva preparato un pan dolce con burro, canditi e pasta avanzati. Il dolce riscosse uno strepitoso successo e venne chiamato “pan del Toni” . Stando ad un’altra versione, il Toni della leggenda sarebbe un fornaio, padre della bella Adalgisa, amata dal cavaliere Ughetto degli Antellari. Ughetto, per conquistare l’amata, si finse apprendista fornaio e, una volta entrato nel laboratorio di Toni, preparò un dolce da offrire alla fanciulla. Il risultato fu ottimo e Ughetto coronò il suo sogno di sposare la sua bella, sotto la protezione di Ludovico il Moro e della moglie Beatrice. Una leggenda fiabesca intorno alle origini del dolce, attribuisce la sua invenzione ad Ughetta, monaca in un convento molto povero che, per celebrare il Natale in”sieme alle sue sorelle,aggiunse all’impasto di pane un po’ di zucchero, burro, canditi e uvetta (“ughett”, in milanese), tracciando con il coltello una croce sulla sommità del dolce in segno di benedizione
Redazione
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13/12/2017 11:38:01
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