Legge sul fine vita. La presidente della Regione Umbria Proietti non ha partecipato al voto

“Al centro la dignità della persona, il rispetto delle scelte e il diritto a un’assistenza adeguata"
La legge sul fine vita è stata approvata a maggioranza, con 11 voti favorevoli, 3 astensioni e 6 voti contrari. Un esito che evidenzia la non compattezza degli schieramenti politici su un tema delicato che scuote la coscienza di ognuno. La presidente Stefania Proietti ha deciso di non partecipare al voto per prendere le distanze dalla legge sulla morte medicalmente assistita voluta in seguito al caso di Laura Santi. La consigliera di Umbria Domani-Proietti Presidente Bianca Maria Tagliaferri ha votato con convinzione contro.
La presidente in aula ha richiamato “il valore della vita, il rispetto della dignità e dell’autodeterminazione delle persone e la responsabilità delle istituzioni di garantire cure, assistenza e sostegno a chi affronta condizioni di malattia e sofferenza particolarmente gravi”.
Poi si è soffermata sulla necessità di una disciplina nazionale organica, capace di garantire uniformità di diritti, procedure e tutele su tutto il territorio italiano.
“Una materia di questa rilevanza etica, umana e costituzionale – ha detto la presidente - meriterebbe una risposta del Parlamento. Le sentenze della Corte costituzionale hanno definito un quadro di riferimento che le istituzioni devono rispettare, ma resta la necessità di una normativa statale capace di assicurare condizioni omogenee a tutti i cittadini. Le Regioni possono intervenire nell’organizzazione dei propri servizi sanitari, senza modificare i presupposti individuati dalla Consulta”.
Particolare attenzione è stata dedicata dalla presidente al potenziamento della rete delle cure palliative, indicato come una delle priorità fondamentali dell’azione della Giunta regionale: “Le cure palliative non sono un’alternativa alla libertà di scelta e non sono in contrasto con il rispetto della volontà della persona. Devono rappresentare un presupposto essenziale della presa in carico sanitaria. Nessuno deve trovarsi ad affrontare una decisione tanto difficile perché si sente abbandonato, perché non riceve un’assistenza adeguata o perché la sua famiglia non dispone del sostegno necessario. Il nostro dovere è assicurare a ogni persona tutte le possibilità di cura, di sollievo dalla sofferenza e di accompagnamento”.
La Regione Umbria ha già avviato un percorso di rafforzamento della rete assistenziale. Con la deliberazione della Giunta regionale n. 76 del gennaio 2026 è stato definito il Piano di potenziamento delle cure palliative, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2028 una copertura del 90 per cento della popolazione interessata da patologie croniche, evolutive e inguaribili.
In merito alla decisione di non partecipare al voto la presidente ha detto: “Si tratta di una scelta personale, meditata e sofferta, maturata nel rispetto delle differenti sensibilità e posizioni che nasce da una riflessione profonda, dal rispetto per tutte le posizioni e dalla convinzione che su questioni di questa portata debba esserci spazio per la coscienza individuale. Il valore intangibile della vita va difeso con il rafforzamento delle cure palliative, degli hospice e dell’assistenza domiciliare, mettendo sempre al centro la persona e la sua dignità. Il rispetto delle decisioni di ciascuno deve accompagnare anche il nostro impegno istituzionale”.

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