Lucarelli ha messo il dito su una piaga che ci riguarda tutti

L'opinione di Giorgio Ciofini
Il caso Lucarelli ha scoperchiato un dibattito, chiuso nel retrobottega del calcio italiano, dove si trova cio' di cui non si può, o non si deve parlare. Perché ci chiediamo? Si vuole forse agevolare le Tv a pagamento? O i Prefetti che, come ha detto Lucarelli, cosi se ne stanno tranquilli e beati, evitando rischi di qualsiasi tipo? Di sicuro chi non ci guadagna è il gioco del calcio. Senza la presenza di opposte tifoserie sugli spalti, come purtroppo accade sempre più spesso, lo spettacolo infatti si affossa. Si deprime la stessa Storia di un Paese fatto di campanili. Di certo non ci guadagnano le Società, che perdono parti significative degli incassi. In aggiunta ci sono da pagare le multe, per fumogeni, petardi e cosucce del genere. All'Arezzo finora tali cosucce sono costate 13.000 euro e siamo solo alla quarta giornata! Meno di tutti, pero', ci guadagna chi paga il biglietto, lo spettatore, che vuole vedere la partita e non può farlo, per divieti di pubblica Sicurezza, spesso privi di fondamento. Nel silenzio generale, non ci resta che parafrasare l'Alighieri dal retrobottega del terzo millennio: "Vuolsi così cola' dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare" Finalmente, l'altro ieri, Lucarelli ha domandato, portando alla luce del sole il tabù, chiamando in causa, da professionista, i Prefetti e il modo di gestire la Sicurezza negli Stadi d'Italia. E si è preso una bella diffida! Unici in Italia, anche in questo. Eppure sarebbe bastato copiare sua dignità Thatcher, che risolse il problema in pochi mesi, ormai trent'anni fa. Non siamo nemmeno capaci a copiare, come fanno gli studenti un po' somari! Infine i tre Daspo di un anno ai tifosi aretini, elargiti dal signor prefetto di Firenze? Non siamo in Inghilterra e sono esagerati rispetto all'andazzo. Comunque Lucarelli, ha messo il dito su una piaga, che ci riguarda tutti, come appassionati di calcio e come liberi cittadini plaudiamo al coraggio. Ora non rimettiamo nel retrobottega il calcio e la stessa democrazia.

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