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Giovanna Selvi, la pittura come conquista della libertà di esprimersi

Il suo è un lavoro impegnativo perché finemente accurato e ricercato

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Impossibile capire appieno e valutare correttamente le opere di Giovanna Selvi, pittrice di San Giustino, senza prendere in considerazione il cammino da lei intrapreso per arrivare all’attuale palcoscenico espositivo. Insegnante di materie scientifiche in pensione, ha trascorso la sua vita affaccendata intorno alle premure familiari e a quelle dei propri studenti senza mai, però, dimenticare la passione che ha sempre nutrito per la creatività e l’arte. Fu la sua stessa famiglia di origine, ad allontanarla dalle materie artistiche anteponendo, in maniera severa, la convinzione che queste potessero ostacolare la finalità perseguita negli studi universitari. L’avere assecondato la richiesta della famiglia non le ha impedito, più tardi e fortunatamente, di riappropriarsi del sogno giovanile di esprimersi con i colori. Nel suo universo pittorico, si potrebbe anche dire, nemmeno quei studi universitari sono stati inutili, avendola condotta ad un metodo impeccabile di tecnica; è lei, intatti, sintesi dello specialista che applica la stessa perizia scientifica che l’ha formata e accompagnata nelle materie insegnate, alle opere dipinte. Il suo è un lavoro impegnativo perché finemente accurato e ricercato. Alla fine, fu proprio quella università, per la prima volta, a mettere in luce il lavoro artistico della Selvi; un suo disegno finì per sbucare da uno dei suoi libri, al momento giusto, tanto che uno dei suoi docenti lo notò. Questo le fruttò una commissione per la realizzazione di disegni di insetti (indicatori biologici della qualità delle acque), per il CNR per una pubblicazione con l'Università di Perugia. Ci furono poi, più tardi, le illustrazioni fatte per “Marzolìn da le cudènne... Proverbi e modi di dire nel dialetto di Borgo Sansepolcro” del professor Enzo Mattesini, per dei volumi di una collana di ricordi di personaggi, fatti dal Comune di San Giustino e le partecipazioni alle mostre collettive dell'associazione Melisciano Arte. Più recentemente è sempre presente nelle collettive della Compagnia Artisti di Sansepolcro. Si è anche classificata al primo posto, nell’ambito della 4° Mostra di Arte Presepiale Città di Sansepolcro a cura dell’Accademia Enogastronomica della Valtiberina, al 1°Concorso di Pittura “Un Tau per le Vie di Francesco” nell'ex convento dei Servi di Maria di Sansepolcro struttura in cui l’opera rimane esposta, oggi, in maniera permanente. Nella mostra "Cospaia e il suo territorio", dal 20 al 28 giugno 2026, che il Comune di San Giustino ha preparato in occasione della rievocazione storica della Repubblica di Cospaia, ha fatto bella mostra di se una serie dei suoi più preziosi lavori, per la maggior parte riferiti proprio al territorio di San Giustino e all’area di Cospaia. C’era anche il quadro dipinto nel 2005 in occasione di una gara di pittura in estemporanea che descrive, sempre di Cospaia, una delle più antiche case dell’abitato in cui, però, le reali protagoniste sono due figure femminili. Si dovrà parlare di autoritratto; la stessa Selvi è seduta che disegna e la figlia Maria Cristina, in piedi, la guarda divertita e con interesse. Un quadretto familiare che ha origine da un primo scatto che si deve all’obbiettivo fotografico del più attento documentarista di famiglia, il marito Fabrizio Ricci. Quello della Selvi è un realismo morbido, a tratti impressionista, che punta alla verisimiglianza più autentica del paesaggio. Nei suoi quadri il vero protagonista è l’osservatore stesso perché la pittrice ci consegna la sua visione privilegiata. Il panorama di fronte al quale ci troviamo è infatti quello scelto, il più romantico ma anche quello in cui a predominare è una certa indiscutibile armonia. La Selvi ricerca questa armonia, prima nella sua anima e poi avendola riconosciuta nel paesaggio, ce la restituisce in accostamenti cromatici sapienti e immagini in cui è sempre dolce perdersi.

Redazione
© Riproduzione riservata
20/08/2026 11:55:42


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