Prada: negli ultimi sei mesi i ricavi netti hanno sfondato il tetto dei 3 miliardi di euro

Per la famiglia Bertelli-Prada ben 22 trimestri consecutivi di crescita organica.
Il Gruppo Prada continua a correre, mandando in archivio il primo semestre del 2026 con una vitalità che appare quasi in controtendenza rispetto al settore: i ricavi netti hanno sfondato il tetto dei 3 miliardi di euro (3.048 milioni per l’esattezza), segnando un balzo del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, permettendo alla famiglia Bertelli-Prada di inanellare ben 22 trimestri consecutivi di crescita organica.
L’esame dei conti, che sono stati approvati dal cda, rivela una struttura finanziaria in piena salute, nonostante le sfide esterne. Le vendite Retail, vero termometro della forza dei brand del Gruppo, sono cresciute del 12% a cambi costanti (+3% su base organica), raggiungendo i 2.633 milioni di euro. Un dato particolarmente significativo è l’accelerazione impressa nel secondo trimestre, che ha visto una crescita organica del 5%, superando il ritmo del primo trimestre nonostante il persistere delle tensioni in Medio Oriente che stanno condizionando l’economia mondiale. Sotto il profilo della redditività, l’utile operativo si è attestato a 530 milioni di euro, con un margine del 17,4%. Sebbene il dato includa l’impatto dell’integrazione di Versace e la volatilità dei cambi, la redditività su base organica è rimasta stabile rispetto allo scorso anno. L’utile netto del Gruppo ha toccato i 327 milioni di euro (erano stati 386 nello stesso periodo dell’anno scorso), a fronte di una generazione di cassa solida che ha permesso di sostenere investimenti per 226 milioni e il pagamento di dividendi per oltre 400 milioni.
Bertelli e Guerra
Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo del Gruppo, sottolinea l’ottima capacità di tenuta della strategia aziendale: “In uno scenario geopolitico e macroeconomico turbolento, abbiamo continuato a eseguire la nostra strategia con rigore. Il costante impegno verso l’eccellenza del prodotto, supportato da artigianalità e creatività, da sempre elementi imprescindibili, ci ha consentito di raggiungere 22 trimestri consecutivi di crescita organica. Il contesto rimarrà incerto; dobbiamo rimanere agili e innovare costantemente, facendo leva sulla nostra struttura industriale e mantenendo un equilibrio tra disciplina nel breve termine e visione di lungo periodo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Guerra, amministratore delegato del Gruppo, che evidenzia il dinamismo dei singoli marchi e le prospettive future: “Chiudiamo il primo semestre con risultati solidi, sostenuti da un secondo trimestre in accelerazione dopo un buon avvio d'anno. Prada ha registrato una performance molto positiva e continueremo a investire su prodotto, retail e comunicazione per accompagnare il marchio verso il suo pieno potenziale. Miu Miu ha confermato la propria rilevanza e desiderabilità, forte di un percorso solido e coerente sviluppato negli anni, nonostante una base di confronto ancora impegnativa. L’ingresso di Pieter Mulier in Versace segna l’inizio di un nuovo percorso creativo per il marchio, e siamo entusiasti di accogliere il suo talento e la sua visione all’interno del Gruppo. La nostra strategia è chiara e i nostri marchi hanno fondamenta solide; guardando ai prossimi mesi, manterremo disciplina e dinamicità nell’esecuzione, perseguendo l’ambizione del Gruppo di generare una crescita sostenibile e superiore alla media di mercato”.
832 negozi di proprietà e una forza lavoro di oltre 17.000 dipendenti
Prada e il caso Versace
Analizzando nel dettaglio le performance dei marchi, Prada emerge come il motore trainante del semestre: le vendite retail del brand sono cresciute del 3,3%, con un’accelerazione decisa nel secondo trimestre che ha toccato il +6,3%. Questo risultato è stato supportato da una strategia focalizzata sul full price e da un’offerta dinamica che ha saputo mixare sapientemente innovazione ed heritage. Miu Miu, dal canto suo, continua a generare performance robuste (+2,5% nel semestre), confermando il suo status di brand contemporaneo e altamente desiderabile, nonostante il confronto con un 2025 straordinario e la forte esposizione all'area mediorientale. Una menzione speciale va a Versace, i cui ricavi netti si sono attestati a 305 milioni di euro, in linea con le aspettative del management. Il Gruppo sta puntando con decisione sull’elevazione della qualità delle vendite e attende ora l’impatto creativo di Pieter Mulier, arrivato a luglio, per avviare il riposizionamento strategico del marchio.
Con 832 negozi di proprietà e una forza lavoro di oltre 17.000 dipendenti, il Gruppo Prada si conferma non solo un’icona di stile, ma un pilastro industriale capace di navigare con precisione chirurgica nelle acque agitate del mercato globale. Motivo d’orgoglio non solo per Arezzo e la Toscana, ma per l’intero Paese.
Geografia e cultura
La mappa delle vendite retail del Gruppo Prada riflette le dinamiche globali. Dalle Americhe la vera sorpresa positiva: crescita del 37% (+17%) trainata da una forte domanda locale. Bene anche Asia Pacifico (+15%) e Giappone (+6%). L’Europa ha registrato una contrazione del 4%, con segni di ripresa nel secondo trimestre. Inevitabile nota dolente dal Medio Oriente a causa del conflitto: - 24%. Il Gruppo Prada non dimentica il sociale. Passi avanti significativi nella decarbonizzazione della catena di fornitura e nell’adozione di materie prime a basso impatto. Sul fronte culturale, progetti come Sea Beyond e Forestami continuano a testimoniare la volontà dell’azienda di essere “precursore di un dialogo costante con la società contemporanea”.

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