US Monterchiese 1926–2026: cento anni di passione

Un viaggio lungo un secolo, un racconto che intreccia sport, identità e memoria collettiva
La storia dell’Unione Sportiva Monterchiese (USM) è un viaggio lungo un secolo, un racconto che intreccia sport, identità e memoria collettiva. È la storia di una comunità che, attraverso lo sport, ha costruito un senso di appartenenza profondo, capace di attraversare guerre, trasformazioni sociali, entusiasmi e difficoltà. Tutto comincia nel 1926, quando la neonata società partecipa al Convegno Nazionale di Castiglion del Lago: una gita sociale in bicicletta che diventa subito un’immagine iconica. I giovani monterchiesi, in divisa nuova, sfilano nel centro lacustre e vengono premiati, lasciando una delle prime testimonianze fotografiche della loro storia. Dal 1926 al 2026 la Monterchiese non è stata solo una squadra, ma un luogo dell’anima. Un secolo di sport che ha unito generazioni, raccontato storie, acceso passioni e costruito un’identità condivisa. Una storia che continua, alimentata dall’orgoglio di un’intera comunità.
Le radici: il Club Sportivo Monterchi
Prima della Unione Sportiva Monterchiese esisteva il Club Sportivo Monterchi, attivo nei primi anni ’20. Nel 1921 organizzò il Primo Trofeo Altotevere, una gara motociclistica di 57 km che attraversava Monterchi, Città di Castello, Sansepolcro e Anghiari. Fu un evento di grande risonanza, con piloti come Campolucci e Mori, ma non ebbe seguito: il club si sciolse e la tradizione sportiva locale rimase sospesa fino alla metà degli anni ’20.
Gli anni del regime
Negli anni ’30 nasce ufficialmente l’Unione Sportiva Monterchiese, in linea con le direttive del regime fascista che promuoveva attività dopolavoristiche. Il calcio non era ancora centrale: dominavano atletica, podismo e soprattutto pugilato. Nella palestra della Gil, dove oggi sorge il teatro, si allenavano pugili come Gino Malatesta, Brivio Checcaglini, Donato Polverini e Gino Monini detto “Marchicchio”. La società partecipava anche ai Giochi del Littorio: nel 1940 una delegazione monterchiese si recò ad Arezzo, con l’atleta Corinti come punta di diamante.
Il dopoguerra e il ciclismo
Dopo il 1945 l’Italia deve ricostruire tutto, ma la passione sportiva non si spegne. A Monterchi cresce il mito del ciclismo, alimentato anche dal passaggio di Gino Bartali, che nel 1944 percorre spesso la strada Arezzo–Città di Castello durante le sue missioni clandestine per salvare ebrei. Bartali si fermava spesso a Nuvole e a Pocaia, ospite di famiglie locali. Negli anni ’50 emergono figure come Arnaldo Alberti, il “barbiere volante”, vincitore del Giro del Casentino 1954, e si sviluppa anche il motociclismo con Aldo Mariani, protagonista della Milano–Taranto, e con Giuseppe Mignini, che partecipò più volte alla Mille Miglia.
Il calcio a Le Ville
Il calcio nasce nel dopoguerra a Le Ville, su un terreno alla Ripa trasformato in campo sportivo. La squadra veste il rossoblù in omaggio al Bologna e coinvolge giovani del posto e dei paesi vicini. Tra i protagonisti: i fratelli Salvo e Giustino Fabbrucci, Benito Checcaglini, Guadagni, Vagnoni, Acquisti, i fratelli Casacci e giocatori provenienti da Anghiari e Lippiano. Due portieri destinati a categorie superiori, Fierli e Nespoli, passarono da quel campo. L’esperienza termina a fine anni ’50, quando sul terreno viene costruita la nuova chiesa della frazione.
I ragazzi di Don Vasco
Nel 1962, grazie al cappellano Don Vasco Donati Sarti, nasce la nuova Monterchiese gialloverde. Le prime maglie ricordano il Brasile, la squadra dei sogni di quegli anni. Si parte con tornei giovanili e notturni estivi, poi arriva il primo campionato di Terza Categoria nel 1965-66. Il presidente è Benedetto Abram, i figli Elio e Giorgio diventano calciatori di buon livello e molti giovani del paese rafforzano il legame tra squadra e comunità. In quegli anni emergono figure come Rossi, Traditi, Presenti, Matteaggi e il portiere Mantini. Due futuri sindaci, Sarti e Minozzi, giocavano in quella squadra.
Gli anni ’70: Festini e Polverini
All’inizio degli anni ’70 la società si riorganizza. Il segretario Bruno Polverini diventa il motore della Monterchiese, mentre alla presidenza arriva Franco Festini. Con l’allenatore Artini, ex portiere dell’Arezzo, la squadra conquista la storica promozione in Seconda Categoria nel 1973, grazie alla vittoria per 3-1 a San Giustino Valdarno davanti a una carovana di 200 tifosi. È una delle pagine più epiche della storia gialloverde: perfino il parroco anticipò la messa per poter assistere alla partita.
La crescita e il portiere nigeriano Effiom
La società si rafforza con nuovi dirigenti e giocatori: Cerroni, Volpe, Pozzesi, i fratelli Brizi, Perla, Farinelli, Benvenuti, Maestri. Nel 1976 arriva il nigeriano Emmanuel Effiom, uno dei primi stranieri tesserati in Toscana. Studente universitario, si fa notare in un torneo estivo e Polverini riesce a tesserarlo grazie ai suoi contatti. Effiom diventa un simbolo di modernità e apertura, restando tre stagioni e mezzo.
La presidenza Conti e gli anni d’oro
Nel 1980 viene inaugurato il nuovo stadio con un’amichevole contro la Primavera del Perugia. L’arrivo del presidente Orlando Conti segna l’inizio dell’epoca più gloriosa. Con l’allenatore Valerio Piccinelli e una campagna acquisti ambiziosa, la Monterchiese costruisce una squadra fortissima: Donato, Bruni, Zoi, Catacchini, Niccolini, Bernardini, Manenti, Pastorello e soprattutto Claudio Malentacchi, attaccante straordinario autore di 125 gol in cinque stagioni.
Nel 1980-81 la Monterchiese domina la Seconda Categoria e sale in Prima. La squadra diventa un fenomeno regionale: radio e giornali seguono i duelli con Castiglionese, Cavriglia e Bibbienese. Per tre anni consecutivi arriva seconda, sfiorando la Promozione. Le partite attirano pubblico da tutta la provincia e Monterchi diventa un caso sportivo studiato anche fuori Toscana.
Il declino e gli anni ’90
Dal 1985 iniziano i cambiamenti: partono Malentacchi e Bruni, arrivano nuovi giocatori come Galati, Sereni, Bistarelli, Braccalenti, Fabbroni e Bruschi. La società affronta difficoltà economiche e organizzative. Nel 1990 Conti lascia la presidenza e la Monterchiese retrocede progressivamente. In quegli anni però un monterchiese vola in alto: il dottor Maurizio Checcaglini entra nello staff della Nazionale, collaborando con Vicini, Tardelli e Trapattoni, fino al Mondiale 2002.
Il ritorno alle vittorie
Nonostante le difficoltà, la Monterchiese torna a vincere: nel 1994-95 con la vittoria della Terza Categoria insieme a Mambrini e presidente Baracchi; nel Memorial Bigiarini successo prestigioso firmato da Max Matteucci mentre nel 2004 conquista della Coppa Provinciale con Pescari e Barili, accompagnata da polemiche per la mancata promozione.
Gli anni 2000 e 2010
La squadra vive stagioni altalenanti, ma con Fabrizio Ligi arrivano nuove soddisfazioni: due campionati vinti e il Timone di Bronzo. La società continua a essere un punto di riferimento per i giovani del territorio.
L’era recente e la fusione
Negli anni 2020 la Monterchiese affronta nuove difficoltà e nasce l’Ercolana Monterchiese, poi rientrata nella denominazione storica. Con Baracchi presidente e Giogli direttore sportivo, la squadra torna competitiva, raggiunge i playoff e ricostruisce il rapporto con la comunità.
I protagonisti dello sport monterchiese
La storia sportiva locale è ricchissima. Possiamo citare Franco Ulivi campione toscano cadetti nel 1989 e campione italiano junior l’anno successivo. Negli anni ’50, poi, Aldo Mariani partecipò al Giro Motociclistico d’Italia e alla Milano-Taranto. Per quello che riguarda il ciclismo Arnaldo Alberti è stato tra i migliori dilettanti italiani, vincendo gare di livello indossando anche la maglia azzurra. Da segnalare anche Giovanni Graziotti che vestì la maglia dell’Aretina con buoni risultati a inizio anni ’60. Merita la segnalazione anche Giovanni Meozzi che si impose nella gara di ciclismo ai Giochi della Gioventù ad Arezzo nel 1969. Claudio Caselli è stato l’atleta che negli anni ’70 ha caratterizzato un periodo positivo per il podismo; tra l’altro a Monterchi esplode la stella di El Nechadi Mustafà, il marocchino che arriverà secondo alla Maratona di Londra. Nell’ambito calcistico il dottor Maurizio Checcaglini, dopo la gavetta della Monterchiese, è entrato nel giro della Nazionale arrivando fino al Mondiale del 2002. Il monterchiese Nicola Terzi è stato dei più forti bomber del secondo decennio del 2000. Ha vestito la maglia dell’Arezzo nel 2011-12. In serie D in precedenza hanno giocato Elio Abram con il Sansepolcro e di recente Andrea Laurenzi e Marco Dini nello Sporting Trestina. Tra gli arbitri da segnalare che Sauro Cerofolini ha raggiunto come assistente la serie A e le competizioni Uefa e per un decennio è stato al vertice dell’Associazione Arbitri di Arezzo. Dopo gli anni 30-40 la passione per il pugilato si mantenne negli anni 60-70 grazie agli incontri di Silvano Bischeri che si allenava a Sansepolcro con Pietro Zillone Besi. Un monterchiese sul tetto del mondo è stato Luca Nocentini, da giovane apprezzato podista, fisioterapista di prima fascia che ha fatto parte dell’Italia volley femminile e maschile.

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