Ciclopista dell'Arno, interviene l'Assessore ai Lavori Pubblici Giacomo Brandi

"Il Comune di Montevarchi non é certamente fermo"
“In riferimento alla delibera comunale concernente la proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità per la Ciclopista dell’Arno – afferma Brandi - si ritiene opportuno precisare alcuni elementi utili a ricondurre correttamente il contenuto del provvedimento e lo stato effettivo del procedimento. La delibera in questione non riguarda la realizzazione dell’infrastruttura, ma esclusivamente la conclusione della fase amministrativa relativa agli espropri del sub-stralcio 2A, cioè il tratto della ciclopista compreso tra il confine con San Giovanni Valdarno e Ponte Leonardo.
Quel tratto è infatti già stato completato ed è fruibile da dicembre 2024. La delibera serve soltanto a chiudere formalmente l’iter espropriativo che ha interessato oltre 180 intestatari, con i decreti di esproprio, i pagamenti o i depositi delle indennità, le registrazioni, le trascrizioni e gli altri adempimenti conseguenti.
Diverso è il tema dei tratti 2B e 2C, che non hanno alcun collegamento con questa delibera e che si trovano ancora nella fase di progettazione e sviluppo amministrativo. Su questi due tratti il Comune di Montevarchi sta lavorando da tempo insieme alla Regione Toscana, con un rapporto continuo e collaborativo che ha già portato alla sottoscrizione, in data 12 agosto 2025, di uno specifico Accordo di Programma per il completamento della ciclopista nel territorio comunale. L’accordo prevede un finanziamento complessivo di 685.000 euro, di cui 609.650 euro a carico della Regione Toscana e 75.350 euro a carico del Comune di Montevarchi. In questo quadro sono previsti 645.000 euro per il sub-stralcio 2C e 40.000 euro per la progettazione del sub-stralcio 2B. Si tratta quindi di un percorso già impostato sotto il profilo istituzionale e finanziario, non di una semplice ipotesi ancora da avviare.
Per il sub-stralcio 2B, che riguarda il tratto tra Ponte Leonardo e la scuola primaria di Levane, è in corso la redazione del progetto; per il sub-stralcio 2C, che riguarda invece il tratto dall’abitato di Levane fino al confine con il Comune di Laterina Pergine Valdarno, in corrispondenza del Borro di Ricavo, il progetto è stato già consegnato ed è stata avviata la Conferenza di Servizi, che al momento è sospesa per consentire alcuni approfondimenti progettuali richiesti proprio dalla Regione Toscana, in particolare con riferimento alle valutazioni relative ai tratti che interessano aree sottoposte a tutela ambientale e paesaggistica.
Su questi temi il confronto con la Regione è costante. Il recente incontro del 13 maggio 2026 è stato l’ultimo di una serie di riunioni tecniche nelle quali si sta definendo il progetto per entrambi i tratti e si stanno affrontando i nodi ancora aperti. In questo lavoro il Comune sta anche raccordando le scelte sulla ciclopista con i propri strumenti di pianificazione in fase di definizione, in particolare il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), per migliorare in modo coerente sicurezza, accessibilità e qualità dello spazio pubblico, soprattutto nell’area di Levane.
Per questo – conclude Brandi - rappresentare la situazione come se il Comune fosse fermo non corrisponde allo stato reale del procedimento. Il quadro corretto è un altro: un tratto già realizzato, oggi interessato solo dalla chiusura formale degli espropri, e altri due tratti che stanno seguendo un percorso tecnico e amministrativo complesso, ma attivo e portato avanti in collaborazione con la Regione Toscana”

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