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WWF: Approvato il calendario venatorio 2026-2027 della Toscana

Ancora una volta un provvedimento in contrasto con le indicazioni della scienza

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Un piccolo passo avanti c’è, con l’esclusione finalmente dalle specie cacciabili di due piccoli uccelli frequentatori delle nostre zone umide, come il Combattente e la Pavoncella, le cui popolazioni sono entrambe in crisi su tutto l’areale europeo. Per arrivarci ci sono voluti anni di richieste da parte del mondo scientifico, delle associazioni ambientaliste e finanche della Comunità Europea. Quanto questo ritardo ha ulteriormente gravato sulla crisi di queste specie?

Prendiamo atto finalmente di queste scelte positive della Regione, ma dobbiamo prendere purtroppo atto anche del fatto che per la maggior parte delle altre specie si continua invece a regolamentare la caccia in evidente contrasto con le indicazioni dell’ISPRA, massimo Ente tecnico-scientifico per quanto riguarda la fauna selvatica.

Si caccia infatti iniziando prima di quanto si dovrebbe e facendo concludere la stagione troppo tardi. Questo vale per gli uccelli acquatici, ma anche per la maggior parte degli altri migratori.

Si continua a concedere la caccia vagante anche a settembre e gennaio, quando l’ISPRA ne chiede il divieto in questo periodo. Si permettono giornate aggiuntive di caccia alla migratoria.

Si anticipa a fine agosto l’addestramento dei cani, in un momento di gravissimo stress per la fauna selvatica nella fine dell’estate (e di notevole stress per gli stessi cani, considerate le temperature).

Non si procede verso un più diffuso divieto dell’uso di munizioni in piombo, tossiche per l’ambiente e la fauna e anche per l’uomo.

Insomma, ancora una caccia contro la scienza e contro la natura.

Si allega tabella di confronto fra indicazioni ISPRA e Calendario venatorio 2026-27.

E il timore è che si arrivi poi, con la solita delibera di fine estate, alla concessione anche dell’apertura anticipata ad alcune specie ai primi di settembre, pratica gravissima per tutta la fauna selvatica e che chiediamo alla Regione assolutamente di non concedere. 

Ma un’altra delibera approvata in questi giorni dalla Regione ci fa pensare che non sarà così. Si è concesso infatti l’abbattimento “in deroga” di 10.000 Tortore dal collare orientale. Si dice che lo si fa per tutelare l’agricoltura (a fronte di poche migliaia di euro di danni denunciati per questa specie in un anno), ma in realtà è un modo per aprire la strada all’apertura anticipata (e, se sarà così, ne subirà gravissimi danni anche la Tortora selvatica, specie in drastico declino e che dovrebbe essere tutelata, ma che si troverà in mezzo alle fucilate a carico di una specie ad essa simile in una sconsiderata preapertura).

Redazione
© Riproduzione riservata
14/06/2026 07:10:50


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