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Dazi USA e crisi del golfo, Arezzo osservata speciale dell'export italiano

Baldi, Confartigianato: "Teniamo alta l’attenzione per intervenire al fianco delle imprese"

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Gli ultimi dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato sull’andamento dell’export delle piccole e medie imprese, evidenziano come Arezzo sia oggi una delle province italiane maggiormente esposte alle tensioni dell’economia internazionale. Un’analisi che si è focalizzata sia sull’impatto delle politiche protezionistiche statunitensi, sia sulla situazione geopolitica in Medio Oriente. In particolare Arezzo risulta essere la provincia italiana più esposta ai mercati del Medio Oriente (11,84%), davanti a Massa-Carrara (6,53%) e Vercelli (5,22%). Nel 2025 Arezzo ha esportato verso il Medio Oriente 1,453 miliardi di euro, con una crescita del +28,2% rispetto all’anno precedente.

Per ciò che riguarda il mercato USA, secondo i dati, ripresi anche da Confartigianato Imprese Toscana, negli ultimi otto mesi le esportazioni delle PMI italiane verso gli Stati Uniti hanno registrato una contrazione media del 10,4%, con una perdita complessiva di 1,293 miliardi di euro. In questo contesto, la Toscana ha invece evidenziato una performance positiva, con un incremento delle esportazioni verso il mercato statunitense pari al 10,6%, confermando la capacità di tenuta e di adattamento delle imprese regionali. Un risultato incoraggiante che, tuttavia, non deve far sottovalutare le criticità che continuano a interessare il sistema produttivo dell’economia aretina.

Nel 2025, secondo i dati della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, le esportazioni della provincia di Arezzo verso gli USA hanno superato il miliardo di euro, confermando gli Stati Uniti come uno dei principali sbocchi commerciali per il sistema produttivo locale. L’esposizione riguarda in particolare i settori che costituiscono l’ossatura del manifatturiero aretino: oreficeria, lavorazione dei metalli preziosi, meccanica, apparecchiature elettriche, elettronica e produzioni ad alto contenuto di specializzazione. Si tratta di comparti nei quali la presenza delle imprese artigiane è rilevante e spesso strategica all’interno delle filiere produttive. In particolare il valore dell’esportazioni nel 2025 è stato: per gioielleria e oreficeria: circa 450 milioni di euro, per metallurgia (preziosi e metalli non ferrosi): circa 292 milioni di euro, per elettronica e ottica: circa 100 milioni di euro.

“I dati regionali mostrano una capacità di reazione importante delle imprese toscane – dichiara il Presidente di Confartigianato Imprese Arezzo, Maurizio Baldi – ma è necessario leggere questi numeri alla luce delle difficoltà che negli ultimi anni hanno interessato alcuni dei principali distretti produttivi aretini. I comparti dell’oreficeria, della meccanica e della moda hanno attraversato fasi particolarmente complesse, determinate da rallentamenti della domanda, tensioni internazionali, aumento dei costi e trasformazioni dei mercati. Situazioni che hanno inevitabilmente coinvolto anche l’ampia rete di imprese dell’indotto, generando ripercussioni sull’intero tessuto economico provinciale. Le nostre imprese hanno dimostrato negli anni grande capacità di adattamento, investendo in qualità, innovazione e competenze. Tuttavia – prosegue Baldi – le incertezze legate ai dazi, alle tensioni geopolitiche e all’andamento dei mercati internazionali richiedono politiche di sostegno mirate. Occorre accompagnare le aziende nei percorsi di diversificazione dei mercati esteri, favorire l’innovazione e rafforzare la competitività delle filiere locali, che rappresentano un patrimonio economico e occupazionale fondamentale per il territorio aretino”.

Confartigianato Imprese Arezzo condivide quindi l’appello lanciato da Confartigianato Toscana affinché Governo, istituzioni e soggetti strategici mettano in campo strumenti concreti a supporto delle piccole imprese, promuovendo processi di internazionalizzazione, investimenti in innovazione e azioni capaci di consolidare le filiere produttive.“In una fase di grande incertezza internazionale – conclude Baldi – è indispensabile costruire condizioni che consentano alle nostre imprese di continuare a competere sui mercati globali. La forza del Made in Italy e del Made in Tuscany nasce dal saper fare delle aziende artigiane e delle piccole imprese: difendere questo patrimonio significa difendere sviluppo, occupazione e coesione sociale dei nostri territori”.

Redazione
© Riproduzione riservata
09/06/2026 17:08:40


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