Città di Castello, inaugurati i lavori di riqualificazione del mercato coperto di corso Cavour

Intervento da 189mila euro. Secondi: "Investimento strategico per la vitalità del centro storico"
Con l’inaugurazione dei lavori di riqualificazione del mercato coperto di corso Cavour, stamattina nel centro storico di Città di Castello è ricominciata un’altra bella storia tifernate. Gli storici locali risalenti agli inizi del XIII secolo sono stati riconsegnati alla città al termine dell'intervento da 189.000 euro, finanziato dal PNRR e cofinanziato per circa 73.000 euro dal Comune, che ha restituito a una ottimale fruibilità il complesso, dove a breve torneranno le attività commerciali di lungo corso, ma si insedieranno anche nuove realtà frutto di progetti di inclusione sociale che coinvolgono persone con disabilità. Un’impronta “sociale” fortemente voluta dall’amministrazione comunale, che ha tenuto fede all’impegno assunto con i cittadini di riportare a nuova vita un bene monumentale caro a tutti, riqualificandolo dal punto di vista strutturale e rimettendolo a disposizione della collettività nel rispetto della sua storica vocazione commerciale, come valore aggiunto per il tessuto economico del cuore della città. L'assetto interno del mercato coperto è rimasto fedele all’originale: a disposizione delle attività commerciale ci saranno dieci spazi, di cui cinque box doppi, tre box singoli e due postazioni aperte ad uso pescheria. “La riqualificazione del mercato coperto è un altro traguardo importante che questa amministrazione ha raggiunto nel percorso valorizzazione dei luoghi storici della città”, ha sottolineato stamattina il sindaco Luca Secondi, che ha aperto il portone rinascimentale dell’edificio di corso Cavour insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti, alla presenza degli assessori della giunta comunale. “Questo luogo così caratteristico, che è parte dell’identità tifernate, tornerà a ospitare non solo le attività commerciali che sono da sempre un punto di riferimento per chi vive e lavora nel centro storico e per chiunque ama frequentarlo, ma anche la socialità, l’insieme di relazioni di cui era fulcro come luogo di incontro e di ritrovo per generazioni diverse di cittadini”, ha spiegato Secondi. “Siamo, infatti, convinti che l’intervento sia strategico per la vitalità del centro storico e lo sarà ancora di più grazie all’impronta commerciale e sociale delle attività che riapriranno al suo interno. Attività che – ha evidenziato Secondi - abbiamo selezionato attraverso un avviso pubblico, premiando, da un lato, la territorialità e la permanenza nel comune di Città di Castello dei candidati, con particolare attenzione agli operatori che erano di casa al mercato coperto, ma, dall’altro, anche i progetti di valorizzazione dell’inclusione sociale, dando spazio alle iniziative che promuovono la piena cittadinanza delle persone con disabilità nel nostro territorio”. Insieme all’assessore Carletti e agli altri rappresentanti della giunta, Secondi ha ringraziato gli operatori commerciali che sono riusciti a partecipare alla cerimonia lasciando per un attimo i negozi dislocati provvisoriamente nei pressi del mercato coperto, tra i quali la decana Fiorella Flavi, per tutti “Denise”, con la figlia Alessandra Guerrucci, e Angelo Venturini, con il figlio Marco. Particolare riconoscenza per la qualità dell’intervento eseguito è stata espressa dagli amministratori ai rappresentanti delle imprese che hanno lavorato alla riqualificazione del complesso, C.E.S.A. di Falcini Enzo, Cesaroni e Sait, e ai tecnici comunali dei settori Lavori Pubblici e Patrimonio. Tra i numerosi cittadini che hanno atteso con curiosità la riapertura del portone di corso Cavour e si sono emozionati a ripercorrere il corridoio del mercato coperto, gettando uno sguardo ai box ristrutturati, alla nuova illuminazione e ai nuovi locali tecnici, a cominciare dal bagno di servizio per gli operatori commerciali, il presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta, alcuni consiglieri dell’assise, autorità militari, i titolari della “coinquilina” del palazzo, la Tipografia Grifani Donati, alcuni rappresentanti del mondo dell’associazionismo e del Terzo Settore. Tanti i ricordi che sono stati testimoniati dagli operatori commerciali e dai clienti che erano soliti incontrarsi sotto le arcate del palazzo e che torneranno tra poco a rispolverare una tradizione tre le più antiche della città. Da sempre punto di incontro per la spesa di casa, tra eccellenze gastronomiche, pesce, sapori e profumi di prodotti a chilometro zero, negli ultimi anni prima della chiusura per ristrutturazione il mercato coperto era divenuto punto di riferimento e tappa immancabile per turisti e personaggi famosi, italiani e stranieri, che, specie in estate, soggiornano a Città di Castello e nei dintorni. Fra i clienti illustri si ricordano il maestro Alberto Burri, l’ex direttore di Rai Uno Carlo Fuscagni e più recentemente l’attrice Gwyneth Paltrow, appassionata dei prodotti agro-alimentari e delle eccellenze gastronomiche altotiberine, spesso oggetto di video sui social con milioni di visualizzazioni.
I lavori. L’intervento di riqualificazione del mercato coperto è stato finanziato dal MIT, ai sensi del DPCM 21/01/2021, ed è riconfluito in ambito PNRR - Next Generation EU, Misura 5 - Componente 2 - Investimento 2.1 (Rigenerazione Urbana). L'importo complessivo a consuntivo dell'intervento ammonta a 189.000 euro, cofinanziato per circa 73.000 euro dal Comune con propri fondi di bilancio. I lavori, sottoposti ad autorizzazione e vigilanza da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria, sono consistiti principalmente nella messa a norma dell'impianto elettrico e di illuminazione; nel rifacimento delle linee di adduzione idrica e di scarico; nella sostituzione della pavimentazione della corsia centrale con piastrelle in materiale antiscivolo e dei rivestimenti delle postazioni aperte ad uso pescheria; nella realizzazione di un locale tecnico e di un nuovo bagno a servizio degli operatori; nella sostituzione della parte bassa dell'infisso di accesso da via del Popolo; nella tinteggiatura interna di volta e pareti e in altre opere di finitura, che hanno interessato anche la parte esterna del portone di corso Cavour.
La storia. L’edificio al numero civico 6/a di corso Cavour era in origine la Chiesa di San Paolo apostolo, conosciuta anche con i nomi di San Paolo al Corso, San Paolo al Macello, San Paolo in Pesceria e San Paolo delle Carceri, appartenente un tempo al Collegio dei Dottori. L'edificio venne costruito per volere di Giacomo di Giovanni d'Ingolo e dei suoi parenti agli inizi del XIII secolo. Dopo la soppressione del 1807 il secondo piano dello stabile ha ospitato la Tipografia Donati (1799), poi Grifani-Donati (1882). Il piano inferiore, già magazzino del sale, nel 1862 divenne "pesceria" per offrire ai venditori del pesce al minuto un luogo riparato in caso di maltempo. Nei verbali consiliari si legge che quando pioveva i venditori erano costretti a rifugiarsi nell'andito del Palazzo comunale. Alcuni documenti indicano che l'area attorno al Palazzo del Podestà era adibita fin dal XV secolo alla vendita del pesce. Con il tempo ospitò anche il mercato dei bozzoli e i macellai. Risale invece al 1958 la sua sistemazione con la divisione dello spazio in box per i venditori di salumi, frutta e verdura. Nella facciata dell’edificio sono murati tre stemmi scalpellati con attorno delle ghirlande. A ricordo dell’antica chiesa rimangono il portale rinascimentale a bugne piatte, con ornamento a nastro nella parte interna dell’imbotte, e la via che collega corso Cavour alla sottostante via del Popolo, intitolata, appunto, a San Paolo. Magherini Graziani scrive ne "L'Arte a Città di Castello" che il portone "è di purissimo disegno" e molti castellani lo presero a modello per le porte delle loro abitazioni.

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