"Mentre il Comune inaugura, a 50 metri il sottopasso del parco Giotto resta nel degrado"

La presa di posizione di Andrea Gallorini, Consigliere comunale PD Arezzo
«Recentemente l’amministrazione comunale ha inaugurato la nuova isola ecologica davanti a uno degli ingressi del Parco Pertini, parlando di sostenibilità e decoro. Peccato che a poche decine di metri di distanza, nel sottopassaggio di accesso al parco dal lato di via Crispi, la situazione sia completamente diversa».
A dirlo è il consigliere comunale PD Andrea Gallorini, che denuncia le condizioni in cui versa il tunnel che collega il centro cittadino al parco Giotto.
«Chi passa da lì ogni giorno si trova davanti sporcizia, cattivi odori, piastrelle staccate, scalini danneggiati e persino siringhe. È un contrasto francamente difficile da accettare: da una parte le foto di rito e i tagli del nastro, dall’altra un luogo frequentato ogni giorno da famiglie, bambini e anziani lasciato nell’incuria».
Secondo Gallorini non si tratta soltanto di un problema di decoro, ma anche di sicurezza.
«Le piastrelle sollevate e gli scalini rovinati rappresentano un rischio concreto di inciampo. La presenza di siringhe e rifiuti rende quel sottopassaggio indegno di una città come Arezzo. È inaccettabile che un genitore debba preoccuparsi che il proprio figlio possa calpestare una siringa a pochi metri da un parco dove i bambini giocano e dove tante persone passeggiano ogni giorno».
«Peraltro si tratta di una situazione che si trascina da mesi, con foglie, rami e rifiuti che continuano ad accumularsi senza che nessuno intervenga».
«Il problema, come al solito, è che questa amministrazione non riesce a vedere ciò che i cittadini hanno sotto gli occhi ogni giorno, lasciando da troppo tempo uno dei principali accessi al Parco Pertini nel degrado e nell’abbandono. Per questo è necessario intervenire immediatamente per ripulire il sottopassaggio, rimuovere i rifiuti, sistemare la pavimentazione e restituire dignità a uno dei luoghi più frequentati della città».

Commenta per primo.