Leonardo cartografo e la famiglia Vitelli: nuovi studi tra Alta Valle del Tevere e Val di Chiana

In collaborazione con il Comune e la Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello
Il fascino della famiglia Vitelli resiste ai secoli. La storia del casato, avventurosa e ricca di riferimenti culturali, sociali e artistici, continua a chiamare a raccolta la comunità tifernate, che si è ritrovata davvero numerosa nei giorni scorsi all’incontro sul tema “Leonardo cartografo e la Famiglia Vitelli”, primo appuntamento del ciclo dedicato alla signoria rinascimentale promosso nell’omonima dimora che si affaccia su piazza Garibaldi dall’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, in collaborazione con il Comune e la Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello. La partecipazione di una nutrita platea di cittadini, cultori e rappresentanti delle istituzioni, ha testimoniato una volta di più l’interesse della comunità per una vicenda storica identitaria e per un percorso, come quello inaugurato dalla conferenza, che intende favorire una maggiore consapevolezza culturale e civica, promuovendo la partecipazione attiva della collettività. Ad aprire i lavori è stato Fabio Nisi, presidente dell’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, che ha sottolineato l’importanza di approfondire la storia della signoria rinascimentale per rafforzare l’identità culturale della città. Nel suo intervento, l’assessore alla Cultura Michela Botteghi ha evidenziato il valore di un ciclo di incontri che offre l’occasione di conoscere più da vicino la famiglia Vitelli, attraverso le loro vicende e i palazzi che abitarono. Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, Alessandro Leveque, si è soffermato sulla necessità di restituire centralità a un patrimonio storico capace di parlare ancora al presente. La sessione dedicata al contributo di studiosi ed esperti è stata aperta dall’ingegner Giovanni Cangi, profondo conoscitore del territorio di Città di Castello e dell’Altotevere, che ha analizzato le carte realizzate da Leonardo da Vinci tra il 1502 e il 1503, soffermandosi in particolare sulla rappresentazione dell’area altotiberina, con il corso del Tevere, con i suoi affluenti e i principali centri abitati. A destare particolare interesse è stata l’attenzione dedicata da Leonardo a Città di Castello ed al profilo delle mura urbane delineato nelle rappresentazioni cartografiche del territorio. Ad approfondire il concetto di “signoria rinascimentale” è stato Ivo Biagianti, docente all’Università di Siena, che ha delineato la presenza della famiglia Vitelli a Castiglion Fiorentino tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo, luogo nel quale stabilirono temporaneamente la loro residenza e ospitarono il “genio” di Vinci. Santino Gallorini, cultore di storia locale, ha infine illustrato un progetto idraulico di Leonardo, da lui indagato nella pubblicazione “La visione geniale”, che prevedeva la deviazione delle acque del fiume Cilone verso il lago di Brolio: un’opera che avrebbe avuto importanti ricadute sull’economia del territorio castiglionese e sugli interessi della famiglia Vitelli. A coordinare i lavori è stato il curatore del ciclo di incontri Marco Conti, consigliere dell’Associazione Palazzo Vitelli, che ha ricordato come l’iniziativa si inserisca in un progetto di più ampio respiro, che conferma Città di Castello come laboratorio attivo di studio, valorizzazione e divulgazione del Rinascimento umbro.

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