Elezioni ad Arezzo: Marcello Comanducci torna la "prima scelta" per il centrodestra

Per trovare la quadra é necessario che tutte le parti facciano un passettino indietro
Nel centrodestra di Arezzo, dopo la rinuncia alla candidatura a sindaco di Beppe Angiolini, si riaccende il dialogo con Marcello Comanducci, il civico imprenditore della ricettività e dell’intelligenza artificiale, che a questo punto ha in mano la chance di mettere tutti d’accordo. Segnali ci sono, la strada per un accordo finora sfuggito sembra aperta, a questo punto per trovare la quadra é necessario che tutte le parti facciano un passettino indietro. Se il buonsenso prevarrà, in breve il centrodestra può arrivare ad una sintesi che plachi il marasma dell’elettorato di riferimento del centrodestra, disorientato nei giorni scorsi dall’operazione Giuseppe Angiolini Sugar. Un disegno che la direzione di FdI aveva indicato agli alleati come rotta, ma seguita solo da Noi Moderati e non da Forza Italia, Lega e civici di Ora. Nulla da eccepire sull’imprenditore della moda, ora costretto alla retromarcia, quanto sui suoi collaboratori provenienti da esperienze di centrosinistra (Pasquale Giuseppe Macrì che fu assessore di Fanfani, Manuela Pisaniello nel Pd fino a pochi giorni): anziché scoccare scintille di entusiasmo il progetto che doveva rompere gli schemi ha irrigidito e fatto alzare barricate. Una rivoluzione rigettata da quel centrodestra spaventato dal possibile tsunami nei gangli amministrativi e di potere. La settimana potrebbe chiudersi con l’ufficializzazione del candidato, nel frattempo Lucia Tanti lavora di ago e filo con l’intento di mantenere unita la coalizione, pronta a far spazio ad una soluzione di convergenza. Certo, che come risorsa importante del centrodestra ambisce ad un ruolo comunque di spicco, magari come presidente del Consiglio comunale, in caso di vittoria. Se salta l’intesa con Comanducci, la partita se la giocano Tanti con Merelli.

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