Bene il teleconsulto, ma le famiglie della Valtiberina chiedono la guardia medica pediatrica

Fiori: "Ringraziamo la Regione Toscana, ma la Valtiberina rimane una zona critica"
C’è soddisfazione fra le associazioni dei genitori della Valtiberina per l’avvio delle sperimentazioni previste dalla legge regionale 44 dell’agosto 2025 sulla guardia medica pediatrica e il rafforzamento della rete pediatrica regionale. Nonostante l’espressa previsione legislativa e la delibera regionale attuativa dei primi di ottobre, il servizio tanto atteso dalle famiglie toscane, che anche in Valtiberina avevano firmato la proposta di legge di iniziativa popolare presentata in Consiglio Regionale, non era partito. Questo aveva suscitato forti preoccupazioni nei rappresentanti del comitato promotore che si erano rivolti al nuovo assessore alla salute, come ricorda Andrea Fiori presidente di Cuore di Bimbo. “Abbiamo ringraziato l’assessore Monia Monni per aver deciso la partenza immediata della sperimentazione sul teleconsulto nell’Asl Toscana Sud Est, che verrà seguita a febbraio dalle due sperimentazioni di guardia in presenza chiarendo, però, che come comitato promotore siamo stati diciamo costretti ad accettare solo 4 sperimentazioni, pochissime in confronto alle oltre 10 zone distretto toscane con forti criticità da noi individuate. Proprio per questo, la finalità di tali progetti è essenzialmente quella di aiutare a definire il modello finale che, come prevede espressamente la legge, entro la fine del 2026 sia in grado di garantire la continuità assistenziale pediatrica per tutti i bambini toscani superando tutte le criticità. La Valtiberina è una di queste zone critiche vista la mancanza di un presidio ospedaliero pediatrico e i ripetuti periodi con carenza del pediatra di famiglia. Qui ci dovrà essere nei festivi almeno un turno giornaliero di guardia pediatrica in presenza nel weekend integrata dal teleconsulto”. Aggiunge Sara Lai referente delle famiglie della Valtiberina. “Il direttore dell’Asl Toscana Sud Est Marco Torre sta dimostrando una forte attenzione e lo ringraziamo, ma come stanno dimostrando anche queste vacanze con studi dei pediatri spesso chiusi e picco influenzale in forte espansione, il teleconsulto di secondo livello, che ricordiamo permette al medico di guardia di fronte alla visita di un bambino di consultare telefonicamente il pediatra ospedaliero, è una misura utile, ma assolutamente insufficiente. Senza il pediatra nel weekend continueranno gli accessi impropri e preoccupati di famiglie della Valtiberina al pronto soccorso con l’opzione alternativa del ricorso a professionisti a pagamento che esclude non poche famiglie con minori possibilità economiche”. Dello stesso tenore sono le parole di Ermindo Pernici. “Tutti sappiamo che i bambini sotto i 6 anni per legge devono essere assistiti esclusivamente da pediatri, ed essendo la continuità assistenziale il servizio che interviene negli orari e giorni in cui tali professionisti non sono disponibili, esiste un vuoto normativo per le prestazioni non di pronto soccorso, che crea forte disagio alle famiglie. Disagio che nella nostra Valtiberina, solo alla fine di questa fase sperimentale con la operatività completa della legge per tutta la Toscana, si supererà. Abbiamo fatto tanto per farla approvare per migliorare l’assistenza delle nostre famiglie e soprattutto in un momento come questo, caratterizzato da una forte denatalità, sarebbe inaccettabile non realizzarla appieno”.

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