Fondazione Guido d’Arezzo, non è solo una dimissione: è il fallimento di un sistema

Arezzo 2020 e Alleanza Verdi-Sinistra: "Serve un cambio radicale"
Le recenti dimissioni del Direttore della Fondazione Guido d’Arezzo, Lorenzo Cinatti, non giungono inaspettate per chi, come noi, monitora da anni con estrema preoccupazione la deriva dell’ente. Ciò che emerge non è un semplice avvicendamento tecnico, ma il definitivo cedimento di un sistema gestionale che abbiamo denunciato con forza fin dai tempi del Raro Festival.
È ormai evidente che la direzione tecnica, abdicando alla propria autonomia, è diventata uno strumento delle manovre politiche del Sindaco Ghinelli, nonché Presidente della Fondazione, avallando una gestione "parallela" dell'ente. Il malessere della Fondazione è strutturale: come Arezzo 2020 e AVS denunciamo un rapporto anomalo e opaco con una rete di soggetti, tra soci e, ancor più gravemente, non soci, che esercitano un’influenza decisionale indebita, distorcendo le finalità statutarie. Questo sistema ha portato ad una gestione delle risorse economiche condotta con estrema disinvoltura e poca trasparenza, dove gli investimenti sembrano rispondere più a logiche di "interessi amicali" e di accondiscendenza politica che a criteri di efficienza e doverosa trasparenza amministrativa. Per questi motivi, a seguito di varie segnalazioni di soci della fondazione, il consigliere comunale di Arezzo 2020 Francesco Romizi ha richiesto i verbali dei Consigli di Amministrazione a partire dal 2024 e, non a caso, ha dovuto riscontrare una ritrosia a fornirli avendo dovuto attendere circa sette mesi, troppi, nonostante avesse il titolo ed il diritto ad acquisirne copia “tempestivamente”, come previsto dallo Statuto del Comune.
Dall’analisi dei verbali sono emerse situazioni imbarazzanti per quanto paradossali e questo verosimilmente spiegherebbe l’ostruzionismo adottato nei confronti del Consigliere Comunale e dei soci dell’Assemblea. Ad oggi non vengono ancora forniti i verbali degli ultimi mesi, seppur richiesti anche da alcuni soci.
Analogo ragionamento vale per la mancata pubblicazione sul sito istituzionale della Fondazione delle Relazioni dell’Organo di Revisione Amministrativo e Contabile relative agli anni 2021, 2022, 2023 e 2024, nonostante sia atto doveroso verso i soci e verso i cittadini, in ciò contravvenendo alla disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, sanata di recente solo in seguito alla interrogazione presentata al riguardo dal Consigliere Francesco Romizi.
Di fronte a questa gestione superficiale dei ruoli e delle risorse economiche, la nostra azione è stata di netta rottura e a tal punto stiamo valutando di intraprendere vie ufficiali e legali per denunciare comportamenti ambigui di chi, sedendo in Consiglio di Amministrazione, rispondeva a logiche estranee al bene della Fondazione.
Come Arezzo 2020 e AVS siamo preoccupati per l’andamento della Fondazione che si prefigura per l’imminente 2026, con una programmazione da concretizzare senza un Direttore e per tutte le iniziative volute dal Sindaco che potrebbero essere decise e deliberate in questi mesi che precedono le elezioni, anche se scorrettamente da un punto di vista istituzionale, come già avvenuto con il rinnovo contrattuale fino al 2027 del Direttore Artistico Giovanni Zanon, deciso ad ottobre a pochi mesi dal voto.
Non è trascurabile, infine, l’ultimo “incidente di percorso” relativo alla gestione del Teatro Tenda, che ha ospitato lo spettacolo “Maledetti Amici Miei” di Giovanni Veronesi e Alessandro Haber, con la struttura lasciata al freddo per il mancato funzionamento dell’impianto di riscaldamento, in una sera in cui la temperatura esterna era prossima allo zero.
Lo spettacolo si è tenuto ugualmente grazie al pubblico, che pur protestando ha deciso di rimanere in sala, e grazie agli artisti che hanno fatto la loro parte anche per rispetto al pubblico stesso. Segnaliamo inoltre che in quella serata, come hanno riferito alcuni spettatori, non c’è stata assistenza alcuna da parte del personale della Fondazione che gestisce la struttura e che tutti, sia il pubblico che gli artisti, hanno dovuto arrangiarsi per proteggersi dal freddo. Il risultato di tutto questo è una foto di Alessandro Haber, coperto da un plaid durante l’esibizione, che fa il giro del web.
Con l’auspicato passaggio dell’Amministrazione Comunale al centro sinistra alle prossime elezioni, la nostra azione politica non si limiterà a prendere atto del cambio di poltrona del Direttore della Fondazione, ma opererà un rinnovo strutturale della Fondazione, pretendendo una discontinuità totale rispetto all’attuale gestione che si è rivelata strumentale e priva di autonomia e progettualità propria.
La città di Arezzo merita una gestione della cultura che sia sinonimo di prestigio e correttezza, basta con la gestione superficiale dei progetti; la Fondazione deve tornare a essere un volano per le eccellenze artistiche del territorio, libera da logiche clientelari.
Franco Dringoli, Arezzo 2020
Gianni Mutarelli, AVS (Alleanza Verdi-Sinistra)

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