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Primo consiglio per l’ICEC presieduto da Elisa Canocchi

Costituita con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo culturale della collettività castiglionese

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Dopo le nomine è tempo di riunioni per l’ICEC, l’Istituzione Culturale ed Educativa Castiglionese. Ieri pomeriggio, alla presenza dell’assessore alla Cultura Massimiliano Lachi, si è tenuto il primo consiglio presieduto da Elisa Canocchi e che vede in veste di vicepresidente Maria Stella Frappi, e di consiglieri Elena Badini, Claudio Strat e Simone Sanchini.

“Ringrazio il sindaco Mario Agnelli per la nomina e per il saluto che ci ha fatto ad inizio riunione” – afferma la presidente Canocchi, che aggiunge “la nuova ICEC riconosce il valore della sua tradizione, di quanto fatto e promosso fino ad oggi e propone una visione ‘larga’, si apre a nuovi orizzonti unendo Castiglion Fiorentino a Cortona e ad Arezzo, passando per la Valdichiana, da vivere come un ‘unicum’ territoriale dove è presente da millenni una comunità che ha medesime radici storiche e culturali”.

Membri del comitato scientifico sono il Prof. Pierluigi Rossi, medico che ha sempre prestato particolare attenzione ai temi legati all’alimentazione e al benessere, e il Prof. Paolo Giulierini, archeologo di chiara fama, stimato in Italia e all’estero, già direttore del MANN di Napoli. Due presenze di altissimo valore nei rispettivi campi, a riprova di quanto sia forte il legame che unisce la Valdichiana, Castiglion Fiorentino, Cortona e Arezzo.

L’ICEC, infatti, è stata costituita alcuni decenni fa con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo culturale ed educativo della collettività castiglionese oltre a favorire la crescita conoscitiva e formativa della popolazione scolastica, nonché promuovere la conoscenza della storia, della cultura e dell’arte castiglionese.

Ecco che “la nuova ICEC” – continua Canocchi – “guarda al futuro promuovendo buone abitudini, salute e ben-essere, secondo il modello ‘One Health’, incoraggiando e sostenendo corretti stili di vita. Una cultura che va oltre l'erudizione, la nozione e che si traduce in buone pratiche (abitudini), stili di vita, una cultura che entra nella vita di tutti i giorni e che diventa "sapere personale". A tal proposito l'idea è quella di sviluppare iniziative intorno alla cultura del cibo e del gusto, pensiamo ad esempio al grano e all'olivo, alla cultura ambientale e territoriale ma anche a quella delle emozioni e della genitorialità... Una delle prime azioni avrà come obiettivo quello di valorizzare la cultura del grano nella pianura e dell’olivo nelle colline della Valdichiana. Saranno numerose le proposte da costruire, rivolte a persone da zero a cento anni, perché alcuni temi ci appartengono lifelong (per tutta la vita)”.

Redazione
© Riproduzione riservata
05/10/2024 14:20:53


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