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Nasce la Rete di Chirurgia robotica ortopedica: il dottor Roberto Redi è il responsabile

"La Rete punto di riferimento per i cittadini e per i giovani medici"

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Nuovo incarico per il dr. Roberto Redi, direttore UOC Ortopedia e Traumatologia Ospedali di Arezzo, Bibbiena e Sansepolcro. Il primario è stato recentemente nominato Responsabile della Rete di Chirurgia robotica ortopedica, afferente al Dipartimento ortopedico e della riabilitazione.

«Voglio innanzitutto ringraziare la Direzione Aziendale e il Dg Antonio D’Urso per la fiducia che mi ha accordato nell’affidarmi questo incarico così importante e stimolante» dichiara il dr. Roberto Redi.

«La creazione di una rete di centri di riferimento nella nostra azienda per la chirurgia ortopedica robotica è un passo importante – spiega il dr. Redi -. La chirurgia robotica è una realtà da cui non possiamo più prescindere proprio per i vantaggi che offre al paziente. Bisogna cercare di utilizzare sempre più questo tipo di chirurgia. Fra gli obiettivi che ci prefiggiamo per il futuro quello di organizzare all’interno dell’azienda dei centri di riferimento per questo tipo di chirurgia. Ma anche diventare un punto di riferimento per i giovani medici ortopedici che vogliono approcciarsi alla chirurgia robotica e rendere questa azienda attrattiva sia verso i cittadini che risiedono nel nostro territorio che verso coloro che provengono da altre regioni. Bisogna, infatti, permettere ai nostri concittadini di effettuare questo tipo di chirurgia in sicurezza e con competenza nei propri ospedali di riferimento senza doversi necessariamente allontanare dalle zone di residenza».

Un tipo di chirurgia che vanta numeri importanti. «Come rete ortopedica – prosegue il dr. Redi - pochi mesi fa abbiamo raggiunto le 900 protesi effettuate dal 2014, anno del primo itervento di protesica robotica, ad oggi. Sono numeri importanti che ci permettono di valorizzare ancora di più questo tipo di chirurgia».

Ma quali sono i vantaggi offerti dalla chirurgia protesia robotica? «Prima di tutto la minore invasività dell’intervento – spiega il dr. Roberto Redi – che permette un sanguinamento ridotto rispetto all’intervento chirurgico tradizionale e il risparmio dei tessuti durante l’atto chirurgico. La protesi, inoltre ,viene calcolata con una precisione maggiore sull’anatomia del paziente e questo comporta una maggiore durata dell’impianto protesico. Inoltre i tempi di degenza sono molti ridotti e questo è un aspetto che i pazienti apprezzano».

Redazione
© Riproduzione riservata
12/08/2024 16:07:33


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