Economia L'Esperto

Contro l'inflazione, pensioni rivalutate a partire da ottobre

L'incremento è del 2 per cento, ma la rivalutazione vera e propria la si avrà a gennaio del 2023

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Il Dl Aiuti bis appena approvato nelle Commissioni parlamentari contiene una norma cara a i pensionati che, come misura di contenimento dell'inflazione, si ritroveranno nel cedolino di ottobre una rivalutazione del 2%. Inizialmente prevista a partire dal 2023, la misura è stata anticipata di tre mesi. Il beneficio sarà destinato a chi ha un assegno massimo di 2.692 euro mensili e sarà introdotto in via transitoria: durerà fino a fine anno con l’aggiunta, a novembre, del riconoscimento anticipato del conguaglio relativo alla differenza tra l’inflazione calcolata in via provvisoria all’1,7% per il 2021 e quella effettiva dell’1,9%. A partire da gennaio 2023 scatterà la vera e propria rivalutazione.

Gli aumenti fascia per fascia

Gli aumenti in busta, dalla pensione minima di 524 euro fino alla massima si avrà un incremento di 11 euro nel primo caso e 201 nel secondo, con importi intermedi di 80 euro per l'assegno da 1000. Un "aiutino" lo si potrebbe chiamare che dà un minimo ristoro di fronte a un'inflazione salita al 9 per cento con l'aumento percentuale dei prezzi di 8,9. In pochissimi riceveranno un incremento superiore ai 150 euro. Gli importi sono ovviamente lordi, ma è stato chiarito che verranno applicate le regole fiscali più favorevoli in vigore dal 2022. 

Le percentuali di rivalutazione sono però per fasce e non sugli interi importi. Più nel dettaglio la rivalutazione sarà del 100% per gli assegni fino a 4 volte il minimo Inps (quindi fino a 2.096 euro), 90% tra 4 e 5 volte (quindi tra i 2.096 e i 2.620 euro), e 75% oltre questa soglia. Per spiegare meglio facciamo un esempio: per una pensione di 3mila euro lordi al mese, la quota dell'assegno fino a 2.096 euro la rivalutazione sarà piena. Per la quota compresa fra 2.097 e 2.620 la rivalutazione sarà al 90% e per la quota residua al 75%.

Dal 2023 invece andranno a regime le rivalutazioni sulla base della perequazione automatica, che vedranno incrementi anche del 7-8%. Alle condizioni attuali, la spesa per le pensioni potrebbe salire di 32 miliardi di euro lordi nei prossimi 3 anni (5,7 miliardi nel 2023, 11,2 miliardi nel 2024 e 15,2 miliardi nel 2025).

Il calendario per il ritiro

Le poste hanno predefinito un calendario in ordine alfabetico per il ritiro delle pensioni a partire da ottobre: il primo si potranno recare allo sportello coloro che hanno un cognome che inizia per A, fino al 7 ottobre quando potranno ritirare coloro che hanno un cognome che inizia con Z. Chi ha un conto corrente bancario invece, il ritiro lo potrà fare a partire dal 3 ottobre. 

Notizia e Foto tratte da Tiscali
© Riproduzione riservata
15/09/2022 07:01:22


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