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“Sei Toscana è un progetto nato male": Fratelli d'Italia raccoglie l'appello dei sindaci

"I risultati economici sono centrati sulle società che gestiscono gli impianti"

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“Sei Toscana è un progetto nato male. I risultati economici sono troppo centrati sulle società che gestiscono gli impianti, riducendo all’osso i poveri risultati della raccolta. Fratelli d’Italia ha sempre avuto dubbi sul modello di Sei Toscana che, in futuro, potrebbe anche essere superato” dichiarano il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gabriele Veneri ed il dirigente nazionale responsabile Società Partecipate Fdi Francesco Macrì, che hanno raccolto l’appello lanciato da 12 sindaci aretini sul piede di guerra contro Sei Toscana ed il sistema di gestione dei rifiuti, ritenuto un servizio caro e inefficiente.

“Vanno sicuramente rivisti i grandi Ato e bisogna stimolare nuovi modelli gestionali per riacquisire sovranità amministrativa nella gestione ambientale, recuperare spazi di efficienza e dare omogeneità alla raccolta. La fissazione del porta a porta è stata un disastro sotto il profilo dei costi, si deve lavorare su automazione e tecnologia riducendo il trasferimento dei rifiuti e assicurando una presenza impiantisca diffusa e territoriale. La differenziata senza impianti rappresenta un grande inganno, nella Toscana del Sud esistono troppi modelli di raccolta, mentre ne serve uno e industrializzato” sottolineano gli esponenti di Fdi.

“La cultura del riciclo e della differenziata negli ultimi anni è cresciuta molta e i cittadini trattano i rifiuti con grande responsabilità, dividendo l’organico dal vetro e dalla plastica. A questa crescita culturale è però corrisposto un aumento delle tariffe da parte dei gestori: se i cittadini vengono frustrati e vessati smetteranno di riciclare e differenziare. Non può passare il concetto che più sei virtuoso e più vieni penalizzato! Servono riconoscimenti e premialità per i cittadini virtuosi. E’ la solita politica della Sinistra che costringe le amministrazioni comunali ad assorbire i rischi di chi non paga le tariffe, con inevitabili ricadute sui cittadini che non hanno alcuna responsabilità” spiegano Veneri e Macrì.

Redazione
© Riproduzione riservata
04/08/2022 12:37:25


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