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L'arma del Fisco: "162 banche dati per spiare i contribuenti"

Flop di cashback e lotteria degli scontrini

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Al Fisco italiano non mancano le informazioni sui contribuenti. Ogni giorno vengono catalogati miliardi di dati personali in ben 162 banche dati che, però, solo in piccola parte sono utilizzate per contrastare l'evasione fiscale. “Bisogna farle interagire”, dicono i dirigenti dell’Associazione artigiani e piccole imprese Mestre (Cgia). È pur vero che, a breve, queste banche dati dovrebbero cominciare a dialogare fra loro, ovvero a essere interoperabili, “tuttavia - evidenziano gli artigiani – se ogni anno il popolo degli evasori sottrae al fisco 105 miliardi di euro e i nostri 007 sono riusciti a recuperarne, nel periodo pre Covid, tra i 18 e i 20, vuol dire che, potenzialmente, sappiamo vita, morte e miracoli su chi è conosciuto al Fisco, mentre brancoliamo nel buio nei confronti di chi non lo è, con il risultato che l'evasione prospera, penalizzando oltremisura chi le tasse le paga fino all'ultimo centesimo”.

Il flop degli strumenti utilizzati per combattere l’evasione fiscale

Se l'evasione fiscale è uno dei principali problemi dell'Italia, è chiaro per la Cgia che questi strumenti dovrebbero costituire il cassetto degli attrezzi indispensabile per realizzare pratiche più giuste e più eque. Fino a questo momento, gli strumenti utilizzati dal Fisco per stanare gli evasori si sono rivelati poco utili. Il cashback e la lotteria degli scontrini, per esempio, dovevano dare un colpo letale all'evasione o, quantomeno, ridurre drasticamente quella da omessa fatturazione che, in rapporto a quella totale, ha un'incidenza importante. Entrambe le misure, purtroppo, sono state un flop, non hanno funzionato. O meglio, non hanno prodotto i risultati sperati.

Cosa hanno prodotto il cashback e la lotteria degli scontrini

A darne notizia è proprio l'ufficio studi della Cgia. Il cashback, ad esempio, è stato addirittura messo in soffitta dal governo Draghi che, a partire dal giugno 2021, ne ha sospeso l'applicazione. La decisione è scaturita dal fatto che non è emersa una evidente relazione causale tra gli incentivi previsti dal cashback e la diminuzione dell'evasione fiscale. Inoltre, il costo della misura, pari a 4,75 miliardi di euro, appare nettamente superiore alle potenzialità di recupero dell'evasione. La lotteria degli scontrini, entrata in vigore il primo febbraio dell'anno scorso, sembra invece non aver sortito grande interesse tra i contribuenti/consumatori.

Stando ai dati dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, se a marzo del 2021 gli scontrini mensili associati alla lotteria avevano sfiorato il picco massimo di 25mila unità, successivamente c'è stata una costante contrazione; lo scorso autunno il numero mensile è sceso poco sopra le 5mila unità. Si segnala che solo di alimentari e bevande analcoliche, le famiglie nel 2020 hanno realizzato acquisti mensili per 12 miliardi di euro.

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
17/05/2022 07:11:18


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