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Svolta in Usa, emesso il primo passaporto con la “X” per il genere non binario

Il dipartimento di Stato non ha rivelato chi sia la persona destinataria del documento

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Mentre il Senato italiano stava affossando il Ddl Zan, il disegno di legge che mirava a contrastare la violenza di genere e omotransfobica, gli Stati Uniti emettevano il primo passaporto con indicatore di genere «X»: una svolta nel riconoscimento dei diritti delle persone che non si riconoscono nella categoria binaria di maschio o femmina. 

Il dipartimento di Stato non ha rivelato chi sia la persona destinataria di tale documento, ma in una nota ha assicurato che la nuova opzione sarà disponibile dall'inizio del 2022 per «chiunque richieda normalmente un passaporto».

L’annuncio è arrivato in occasione della Giornata della consapevolezza intersessuale (Intersex Awareness Day) e a giugno era già stato annunciato che ci si stava muovendo per questa modifica, inserendo su passaporti e certificazioni consolari di nascita all'estero (Crba) il nuovo indicatore, diverso da «M» per maschio e «F» per femmina. 

«Voglio ribadire, in occasione dell'emissione di questo passaporto, l'impegno del dipartimento di stato a promuovere la libertà, la dignità e l'eguaglianza di tutte le persone, comprese quelle della comunità Lgbtqi», ha sottolineato il portavoce Ned Price. 

Queste decisioni vanno in netto contrasto con quelle di Mike Pompeo, segretario di stato sotto Trump, che che aveva vietato persino l'esposizione della bandiera arcobaleno nelle ambasciate americane.

Ci sono già almeno undici Paesi che hanno l'opzione «X» o «altre» per i passaporti, secondo l'organizzazione Employers Network for Equality and Inclusion. Tra questi il Canada, la Germania, l'Argentina, ma anche Stati asiatici come l'India, il Nepal e il Pakistan, una eredità del concetto storico sud-asiatico di Hijra per indicare le persone che si considerano come transgender o transessuali. Per gli Stati Uniti si tratta di un ulteriore passo avanti nelle politiche sull'inclusività di genere, dopo che Joe Biden ha promesso di fare dei diritti della comunità Lgbtqi (il 5,6% degli americani adulti, secondo un recente sondaggio Gallup) una delle priorità della sua amministrazione.

Come dimostra anche la riapertura dell'esercito ai transgender che erano stati messi al bando da Donald Trump e l'approvazione alla Camera della Equality act, che vieta discriminazioni contro gli appartenenti a questa comunità. Una legge che rafforza il Civil Rights Act del 1964, estendendo le protezioni dei diritti civili anche contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Questo significa che chi appartiene alla comunità Lgbtqi non potrà essere discriminato in tutte le aree della vita, dal lavoro alla casa, dal credito ai servizi pubblici. 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
29/10/2021 05:20:03


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