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Tsunami di contagi in India, superate le 200 mila vittime

E’ emergenza crematori: pire in parchi e parcheggi

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L’India travolta dal Covid e alle prese con la variante indiana del coronavirus è ridotta allo stremo. Da una settimana il bollettino è spaventoso, quasi 3mila morti e 350mila contagi ogni giorno. E fa ancor più paura perché si tratta di una cifra con ogni probabilità decisamente sottostimata. "È un completo massacro di dati", ha detto al New York Times Bhramar Mukherjee, epidemiologa dell'Università del Michigan, che sta studiando le preoccupanti curve del subcontinente: "In base a tutti i modelli che abbiamo realizzato, crediamo che il vero numero di morti sia fra le due e le cinque volte superiore a quello ufficiale".

Bilancio sottostimato

L'Organizzazione mondiale della Sanità ha parlato di una "tempesta perfetta", ovvero della cruciale combinazione di diversi fattori fra cui raduni di massa, vaccinazioni a rilento e varianti contagiose. Era successo in occasione della prima ondata di Covid, quando al conteggio ufficiale erano sfuggite numerose persone morte lontane dagli ospedali, specie nelle aree rurali. E si sta ripetendo ora, di fronte a uno tsunami di contagi ancor più violento, che ha colpito il subcontinente quando il governo sperava di averlo evitato e non ha limitato particolarmente i festeggiamenti dei matrimoni, adunate politiche e religiose. L'esempio più eclatante è Khumba Mela, il mega pellegrinaggio che si sta svolgendo dall'inizio di marzo e al quale hanno partecipato milioni di persone, ritenuto uno dei principali focolai che hanno dato origine alla devastante ondata di Covid in corso nel subcontinente indiano. I due cittadini indiani risultati positivi nei giorni scorsi in Veneto e affetti dalla variante indiana del virus sono rientrati dal loro paese e sbarcati a Bergamo il 7 aprile dopo avere partecipato al Khumba Mela.

25 mila fedeli si sono immersi nel Gange

Nonostante il numero di morti e contagi, solo martedì almeno 25 mila fedeli si sono immersi nel Gange, ad Haridwar, per la giornata conclusiva del pellegrinaggio indù del Kumbha Mela. Non sono serviti né gli inviti del premier Modi a partecipare "in modo virtuale", né il ritiro dalla manifestazione da parte delle più autorevoli congregazioni indù. Oltre ai fedeli hanno partecipato al rito più di un migliaio di sadhu,i santoni dal corpo ricoperto di cenere. Secondo le autorità locali sono state rispettate le precauzioni anti Covid sia nei camping dove i fedeli aspettavano l'alba per immergersi, sia durante il bagno.Il governo di Haridwar ha indetto il coprifuoco nella città a partire da questa sera fino al 3 maggio.

Arrivano gli aiuti 

Il coronavirus a doppia mutazione, che ha contribuito a mandare fuori controllo l'emergenza nel Paese dove vive circa il 18% della popolazione mondiale e dove viene prodotta la gran parte dei vaccini, fa paura anche a migliaia di chilometri di distanza. Dagli Stati Uniti alla Germania, dalla Gran Bretagna all'Arabia Saudita, molti Stati si sono attivati inviando medicinali e ossigeno, diventati introvabili a Nuova Delhi e nelle grandi città. Ora a scarseggiare è la legna. Perché i crematori non riescono più ad accettare i cadaveri per lo svolgimento dei riti funebri secondo la tradizione induista, e sono sempre più frequenti le pire fai-da-te che nella notte bruciano illegalmente lungo le rive del già inquinato fiume Yamuna

Emergenza crematori

A Nuova Delhi, dove solamente martedì sono morte per Covid 380 persone, i crematori non riescono a reggere ai ritmi dell'emergenza, anche se gli orari di lavoro sono stati estesi dall'alba alla mezzanotte, scrive la Bbc. I familiari delle vittime vengono coinvolti nella costruzione dei falò e comunque sono costretti ad aspettare ore per il funerale. Per costruire nuove pire, vengono tagliati gli alberi dei parchi della città. Al crematorio di Sarai Kale Khan sono state costruite 70 nuove pire e decine di altre sono state allestite nello spazio verde vicino. Al crematorio di Ghazipur è stato preso anche lo spazio di un vicino parcheggio.

Variante indiana in 17 Paesi. C’è anche l’Italia

La variante indiana del virus del Covid-19 è stata sequenziata in almeno 17 Paesi in tutto il mondo, fra cui l'Italia, secondo quanto rivelato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo bollettino settimanale sulla pandemia. La mutazione del virus che sta flagellando con un impeto finora sconosciuto l'India, detta anche variante B.1.617, è stata rilevata in oltre 1.200 sequenziamenti caricati sulla banca dati internazionale Gisaid, ricorda l'Oms. I Paesi dove è stata rilevata con più frequenza, India, Stati Uniti, Regno Unito e Singapore. ma anche in Belgio, Svizzera, Grecia e Italia. La variante B.1.617, che ha una serie di "sub-varianti" è stata classificata finora come mutazione "di interesse" ma non ancora "preoccupante", che l'etichetterebbero come più pericolosa del virus originale in quanto più contagiosa, più letale o resistente ai vaccini.

Notizia tratta da tiscali.it
© Riproduzione riservata
28/04/2021 18:16:29


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