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Terzo settore, Giani: “La Toscana è regione leader in Italia”

Capacità di garantire l’integrazione sociale in applicazione dei principi costituzionali

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“Per quantità e qualità dell’impegno e per numero di associzioni e di volontari, ogni volta che si fanno indagini di questo tipo la Toscana risulta tra le tre regioni italiane dove più forte, presente e attivo è il Terzo settore”.

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nel corso del suo intervento alla presentazione online del Terzo rapporto sul terzo settore in Toscana.

“Il Terzo settore – ha aggiunto il presidente – signifca la capacità di garantire l’integrazione sociale, in applicazione dei principi costituzionali. Significa sussidiarietà con il sistema socio sanitario regionale. In questo ambito sono oltre 550 i presidi presenti in tutte le aree della Toscana, gestiti dalle organizzazioni del volontariato: è un vero servizio sociale e sanitario, di grande rilevanza. Di notevole importanza sono anche le attività di carattere sportivo e culturale, e gli stessi circoli ricreativi garantiscono una presenza fondamentale e vitale per le nostre comunità. Senza tacere - ha sottolineato - delle organizzazioni che rappresentano l’ossatura del nostro sistema di Protezione civile. In sintesi siamo di fronte ad un arcipelago variegato e prezioso, su cui siamo felici di poter continuare a contare”.

In apertura dei lavori di presentazione del Rapporto, c’è stato il saluto del presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato, Matteo Biffoni: "Per noi sindaci e per il sistema dei Comuni, la collaborazione con il mondo del volontariato è sempre stata fondamentale. Tanto più in questa fase di emergenza sanitaria, perché senza di loro non ce la faremmo: se siamo ancora qui è anche grazie alle migliaia di persone che mettono il loro tempo e le loro capacità al servizio degli altri. Ora, con il nuovo codice regionale del Terzo settore, possiamo ancora di più migliorare e strutturare questo rapporto".

L’assessora regionale al sociale, Serena Spinelli ha poi insistito sulla necessità di fare in modo che “il Terzo settore si confermi nel suo ruolo di presidio sul territorio, capace di dare risposte ai bisogni che hanno i soggetti più fragili del nostro tessuto sociale, come i disabili, gli anziani, le famiglie che vivono in situazioni di disagio economico e sociale. Se il Covid ha rappresentato un evidenziatore di queste vere e proprie criticità, il nostro compito è di fare in modo che dalla pandemia non ne usciamo in una situazione peggiore rispetto a prima. Occorre quindi evitare di fornire risposte frammentarie ai molteplici bisogni che anche da questo Rapporto emergono. Occorre prevenire l’isolamento personale e sociale dei cittadini più in difficoltà, formare gli operatori del Terzo settore per metterli sempre meglio in grado di rispondere ai molteplici bisogni sociali, che negli anni sono cambiati e con il Covid sono aumentati e si sono ulteriormente diversificati. In questo il Terzo settore rappresenta l’infrattura sociale sulla quale possiamo continuare a contare”.

Redazione
© Riproduzione riservata
03/03/2021 20:29:31


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