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Nuovo piano industriale di Sogepu a conclusione della gara Auri

Goracci ha sottolineato come il patrimonio netto sia in crescita dal 2013

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Il piano industriale di Sogepu verrà aggiornato dopo la conclusione della gara dell’Auri, lo snodo fondamentale per delineare un futuro dell’azienda che sia punto di riferimento consolidato nella gestione dei rifiuti in Umbria, grazie all’autonomia impiantistica, e perno dello sviluppo di Città di Castello attraverso investimenti e servizi, a cominciare da quelli sportivi. E’ quanto emerso dalla seduta della commissione “Programmazione Economica” convocata ieri sera dal presidente Massimo Minciotti alla presenza dell’amministratore unico di Sogepu Cristian Goracci e del direttore Ennio Spazzoli per una ricognizione sulla gestione dell’azienda e dei servizi.

Relazione Goracci. L’assessore al Bilancio Vincenzo Tofanelli ha introdotto la relazione dell’amministratore unico di Sogepu Cristian Goracci sottolineando “la valenza enorme dell’impegno nostra partecipata Sogepu nel territorio” e tracciando la scaletta del confronto impostata sulle informazioni da parte dell’azienda riguardanti la gestione dei rifiuti; il bilancio consuntivo 2019 e le informazioni preliminari sul consuntivo 2020; il piano industriale; il raggiungimento degli obiettivi posti dal Comune per il 2020; le scelte sul governo societario. L’amministratore unico Goracci ha aggiornato la situazione della gara dell’Auri per l’individuazione del gestore unico dei rifiuti per il Sub Ambito n. 1, sottolineando che la riattivazione della procedura impedisca di entrare nel merito delle questioni, ma esprimendo comunque “soddisfazione per il fatto che il Consiglio di Stato abbia accolto parzialmente le motivazioni del nostro ricorso, riformando completamente la sentenza del Tar dell’Umbria e dando mandato alla stazione appaltante il compito di concludere l’iter di affidamento del servizio”. In merito agli indicatori gestionali dell’azienda, Goracci ha sottolineato come il patrimonio netto sia in crescita dal 2013, “quando ha registrato un salto senza precedenti a partire dal conferimento di beni per oltre 2 milioni di euro da parte del Comune di Città di Castello che ha segnato l’avvio di un nuovo corso e di un percorso virtuoso che ci ha portato fino ai risultati di oggi, in crescita da sette anni, con il bilancio consuntivo 2019 che ha registrato un utile netto di 316.264 euro (nel 2018 era stato di 180.869 euro) e un fatturato di 22.173.441, un incremento dei ricavi di 3.169.659 euro, pari al 16,68 per cento. “Le politiche messe in campo dal 2013 in avanti hanno portato ad avere oggi un’azienda ben orientata in termini di crescita di fatturato”, ha puntualizzato Goracci, evidenziando che l’intero utile, come già nelle annualità 2016 e 2017, è stato distribuito come dividendo, assolvendo al compito dell’azienda di supportare le amministrazioni socie, rinunciando a incrementare il patrimonio netto e le riserve. “Una scelta molto forte – ha commentato Goracci - considerando che l’incremento patrimoniale dell’azienda e delle riserve devono corrispondere agli aumenti del fatturato, ma per la straordinarietà dell’emergenza da Covid-19, in presenza di risultati gestionali rilevanti, abbiamo scelto di distribuire ai soci il 100 per cento dell’utile, in continuità anche con scelte che negli ultimi quattro anni, tra ristori per il disagio ambientale della discarica di Belladanza e dividendi, hanno visto destinare al Comune di Città di Castello una somma di circa 2 milioni e 200 mila euro”. L’amministratore unico ha dato anche conto dell’andamento del reddito netto dal 1984, segnalando come l’azienda abbia avuto utili in crescita dal 2013, dopo le annualità 2010 e 2012 chiuse in perdita, e come fino al 2012 il dato complessivo dei risultati netti sia stato negativo per 181 mila euro e in attivo per circa 1 milione e 300 mila euro dal 2013 al 2019. Goracci ha quindi dettagliato l’impennata degli investimenti tra 2016 e 2018 per la realizzazione dell’impiantistica a Belladanza, costati oltre 13 milioni di euro, per il rinnovo del parco mezzi con 500 mila euro nel 2019 e 600 mila euro nel 2020. Goracci ha riferito dell’importante indebitamento legato agli investimenti compiuti nell’ottica di una forte dinamica di crescita, evidenziando la necessità dell’azienda di rispondere velocemente alle evoluzioni del contesto operativo nel quale si trova, nel quadro anche di un ruolo regionale che vede Sogepu collaborare con l’ex Ati 2 e l’ex Ati 3, rispettando l’impostazione dell’Auri in termini di gestione dei flussi dei rifiuti a Belladanza. Tra gli elementi di valutazioni forniti ai consiglieri Goracci ha messo in evidenza che “a cavallo tra 2019 e 2020 è stato raggiunto il pieno utilizzo delle potenzialità del Polo di Belladanza, un risultato di grandissimo livello per l’azienda che continuerà a puntare sull’autonomia impiantistica per il trattamento dei rifiuti, il più grande traguardo tagliato da Sogepu in questi anni, dopo la fondamentale acquisizione dello stabilimento di Montecastelli”. “La gara d’ambito sarà decisiva anche per l’incremento della raccolta differenziata dei rifiuti e per gli investimenti necessarie al raggiungimento del 72 per cento”, ha spiegato Goracci, che ha riferito come “Città di Castello sia ampiamente sopra il 65 per cento partendo da una percentuale inferiore al 50 per cento nel 2013”. Tra gli obiettivi l’amministratore unico ha indicato la conferma della gestione della raccolta differenziata nell’area di Foligno, dopo l’appalto vinto di nuovo nel 2020, l’investimento per il completo restyling e ammodernamento della sede operativa di via Mascagni, valorizzandola anche dal punto di vista urbanistico data l’importanza per la città, e la presentazione del project financing per la gestione degli impianti sportivi di Polisport. Nel far presente il generale rispetto degli obiettivi dati dal Comune, in termini di incarichi e consulenze, di gestione del personale, Goracci ha dato conto dei minimi sforamenti sugli oneri complessivi sui contratti integrativi e sui contributi.

Dibattito. Nel prendere atto delle spiegazioni dell’amministratore unico Goracci sui costi del personale, il Marcello Rigucci (Gruppo Misto) ha ribadito le perplessità sulla rispondenza tra le unità impiegate, in particolare per gli addetti interinali, e alcune voci di spesa, come la quota del Tfr. Il consigliere ha sottoposto l’esigenza di “risolvere rapidamente il problema delle coperture in amianto dei capannoni di via Mascagni, per i quali erano disponibili anche fondi europei che non sono stati utilizzati”, e ha espresso indignazione per il fatto che sia la programmazione dell’Auri a determinare l’utilizzo della discarica di Belladanza, “che – ha sostenuto - non può essere la fogna degli altri comuni”. Nel chiarire di non comprendere a cosa siano attribuite le somme in bilancio relative al Covid-19 a carico del Comune, Rigucci ha posto il problema dell’abbandono dei rifiuti ingombranti nel territorio, sollecitando l’amministrazione comunale e Sogepu a intervenire efficacemente con l’ausilio delle fototrappole per sanzionare i responsabili. Cesare Sassolini (Forza Italia) ha espresso preoccupazione per alcuni aspetti gestionali: “la forte crescita e i forti investimenti hanno come contropartita un debito che è normale e naturale che aumenti quando si è in forte espansione, ma che va monitorato perché potrebbe rappresentare dei pericoli per un’azienda che ha un’alta percentuale di partecipazione pubblica”. In questo contesto il consigliere ha giudicato “molto azzardato andare a una distribuzione del 100 per cento dei dividendi come si è fatto nel 2020” e ha espresso perplessità sull’intenzione di “incamerare una fonte di costi debito come Polisport”. “Non sarebbe più logico decidere a monte una soglia percentuale massima di dividendi da distribuire e di debito da produrre in base anche a quello che viene ottenuto anno su anno come performance aziendale?”, ha chiesto Sassolini. “Mi auguro che l’azienda vinca la gara dell’Auri, perchè è una società di Città di Castello”, ha esordito Vincenzo Bucci (Castello Cambia), che ha espresso “l’esigenza di conoscere gli aspetti finanziari dell’azienda legati al conferimento dei rifiuti nella discarica di Belladanza e gli obiettivi in merito del nuovo piano industriale, con riferimento anche alla disponibilità residua dell’impianto e alla possibilità del suo ampliamento, perché di fronte a un aumento di fatturato molto significativo è necessario capire da dove arrivano i soldi e se questi non siano frutto delle decisioni dell’Auri legate proprio ai conferimenti in discarica”. Bucci ha quindi invitato ad “aggiornare il piano industriale dell’azienda, alla luce delle scelte diverse che sono state compiute rispetto alla programmazione approvata dal consiglio comunale” e a portare nella massima assise cittadina la programmazione della società per i prossimi anni. Nel condividere con il collega Sassolini l’esigenza di “monitorare la situazione debitoria dell’azienda, specie se non ci fosse una fase espansiva in futuro, cosa che ovviamente non auspico”, Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia) ha richiamato l’attenzione su “alcune criticità”, come “il costo aziendale del personale medio di 45 mila euro, che è alto, anche se è vero che il contratto dell’ambiente è oneroso per le condizioni di lavoro e gli addetti di Sogepu vanno ringraziati per quello che hanno fatto personale nell’emergenza da Covid-19” e “le erogazioni liberali, ovvero le sponsorizzazioni”. “Non si può essere società per azioni quando fa comodo per un verso e società a vocazione sociale quando fa comodo per un altro, perché si possono creare corto circuiti”, ha ammonito il consigliere, che ha chiesto la rivisitazione del piano industriale e una “operazione verità che renda esplicita la scelta geopolitica di una espansione che potrà produrre benessere e posti di lavoro per la comunità, ma al costo di ricevere rifiuti da altri territori in una prospettiva di medio periodo”. Mirko Pescari (Partito Democratico) ha sottolineato: “abbiamo di fronte a noi un’azienda sana, in salute, con performance in linea con le migliori realtà italiane del settore paragonabili per  dimensioni”. Nell’evidenziare che “i numeri seguono i fatti” e che ci sia stata una storia dell’azienda prima dell’affidamento della discarica senza ampliamento e una storia dopo l’affidamento della discarica ampliata che non sono confrontabili, Pescari ha sostenuto che “l’indebitamento è frutto di una infrastrutturazione di Sogepu che ha costruito basi estremamente solide sulle quali può traguardare un futuro di lungo periodo e la comunità tifernate credo debba esserne contenta”. “L’esito della gara dell’Auri, prima del quale è impensabile un aggiornamento del piano industriale, dovrà aprire una importantissima riflessione sul tema complessivo della gestione del sistema pubblico a Città di Castello, nella quale l’acquisizione di Polisport da parte di Sogepu sarebbe il primo passo per la ristrutturazione della società e per la programmazione della gestione dell’impiantistica sportiva”. In questo contesto Pescari ha giudicato “strategica anche la partita della gestione dei rifiuti speciali non pericolosi prodotti dalle aziende, che l’Umbria non ha mai voluto affrontare, sulla quale l’acquisizione da parte di Sogepu dell’azienda di recupero dei rifiuti a Montecastelli va nella giusta direzione di offrire una soluzione, che è importante consolidare”. “Ottime notizie per Sogepu vuol dire ottime notizie per Città di Castello”, ha osservato Gaetano Zucchini (Democratici per Città di Castello), che ha espresso “soddisfazione per gli indicatori forniti dall’amministratore unico Goracci, perché obiettivamente dimostrano una oculata e lungimirante politica industriale ha cambiato il volto di questa società”. “L’auspicio è che l’Auri compia l’atto finale della gara dopo la sentenza del Consiglio di Stato, perché quando questo avverrà sarà possibile aggiornare il piano industriale e avremo la più consolidata azienda regionale per la gestione integrata dei rifiuti”, ha sottolineato il consigliere, che ha sottolineato l’esigenza di raggiungere  gli obiettivi di legge sulla raccolta differenziata, ha chiesto una riflessione sula possibilità di abbandonare l’attuale sede operativa di via Mascagni, ha giudicato importante la soluzione dell’acquisizione di Polisport, ma in un quadro di rivalutazione complessiva dell’attività della società, e ha auspicato che la distribuzione dei dividendi possa continuare e che vengano indirizzati a progettualità importanti. L’assessore all’Ambiente Massimo Massetti è intervenuto nel dibattito, chiarendo rispetto all’intervento del consigliere Rigucci di aver “dato un impulso vigoroso al contrasto dell’abbandono dei rifiuti, con oltre 50 sanzioni nel 2020 grazie alle fototrappole, molte di più rispetto agli anni precedenti, e con un grande lavoro della Polizia Municipale”.  L’assessore ha rimarcato i meriti di Sogepu sul versante dei servizi, che ha permesso di “abbassare del 16 per cento in tre annualità le tariffe per i rifiuti ai cittadini, che hanno beneficiato di un sistema di gestione a costi inferiori e più efficiente rispetto ad altri territori”, sottolineando in particolare la risposta all’emergenza da Covid-19, “nella quale le procedure adottate dall’azienda per la gestione dei rifiuti hanno fatto da apripista a livello regionale, con un impegno dell’amministratore unico, del direttore e di tutti i dipendenti che va elogiato”. “Se la gara dell’Auri avrà esito positivo avremo un’azienda punto di riferimento in Umbria grazie a un lavoro che va riconosciuto, perché in questi anni ha portato un importante sviluppo delle professionalità e dei servizi, mostrando che anche una società a maggioranza pubblica può essere competitiva sul mercato”, ha precisato Massetti, che ha condiviso la necessità di rivedere il piano industriale, “nel quale l’intenzione dell’amministrazione comunale di portare Polisport dentro Sogepu è sempre attuale”. “Sogepu inizialmente gestiva anche l’impiantistica sportiva e questa operazione ne farebbe un’azienda multiservizi, con una nuova prospettiva nella gestione dei servizi sportivi a beneficio della città”, ha evidenziato l’assessore. Nicola Morini (Tiferno Insieme) ha condiviso l’auspicio che Sogepu possa aggiudicarsi la gara dell’Auri, anche perché l’offerta presentata è risultata la migliore e questo andrà a beneficio dei cittadini”.  Ribadendo la necessità dell’aggiornamento del piano industriale, il consigliere ha chiesto la conferma della previsione della tariffa puntuale, “che è uno dei modi migliori per responsabilizzare i cittadini nella corretta gestione dei rifiuti”.  Il sindaco Luciano Bacchetta ha tratteggiato il bilancio di 11 anni nei quali si è passati da un’azienda accerchiata dal potere perugino, debole e in difficoltà, con l’unico grande baluardo dell’ingegner Spazzoli, a una società che oggi si appresta a vincere una gara che ne farà una grande realtà della regione come gestore dei rifiuti in Alta Umbria: un traguardo inimmaginabile, che stiamo raggiungendo”. Nel far presente che “Sogepu ha presentato un’offerta che abbassa dell’11 per cento i costi a carico dei cittadini e che quindi con l’affidamento dell’appalto ci sarà un ulteriore contenimento delle tariffe per i cittadini”, il primo cittadino ha sostenuto: “la politica industriale di Sogepu ha prodotto in questi anni  risultati di grande valore per la nostra città e se vincerà la gara lo scenario che avremo davanti sarà incredibilmente eccezionale”. Bacchetta ha, quindi, condiviso l’intervento del consigliere Pescari su Polisport,  sottolineando che la società assolve al compito di garantire la funzionalità dell’attività sportiva nella nostra città, garantendo anche i servizi che non guadagnano per l’impostazione sociale che il Comune ha sempre dato alla promozione dello sport a Città di Castello”. “E’ chiaro che nel piano industriale di Sogepu non può non esserci l’acquisizione di Polisport”, ha puntualizzato il sindaco, facendo riferimento a un “ruolo sociale” che Sogepu esercita a supporto di importanti iniziative, come il Festival delle Nazioni, ma anche sotto il profilo occupazionale “in piena trasparenza”. Nel riferire di importanti interessamenti di soggetti privati per la gestione degli impianti di Polisport, Bacchetta ha sottolineato che “con un bilancio robusto il Comune può continuare a sostenere costi come quelli di una gestione ‘sociale’ dell’impiantistica sportiva, anziché con logiche di mercato”. “Garantire l’utilizzo degli impianti sportivi a tutti i cittadini è una scelta precisa della nostra amministrazione, perché è un fatto sociale, morale e culturale”, ha chiarito il sindaco. In sede di replica Goracci ha sottolineato con soddisfazione il “clima positivo del confronto”, affermando: “gli importanti risultati dell’azienda non sono il successo dell’amministratore unico, ma un grande traguardo che abbiamo raggiunto insieme tutti quanti”.  Goracci ha condiviso l’opportunità di individuare una soglia percentuale, ipotizzabile al 50 per cento per la distribuzione degli utili come dividendi, pur essendo una decisione che sta alla valutazione dei soci. L’amministratore unico ha confermato l’esigenza di attendere l’esito della gara Auri per il nuovo piano industriale e ha ricordato la propensione agli investimenti sull’impiantistica sportiva avuta dall’azienda negli ultimi anni (nuovo campo da calcio a 5, nuovo impianto per il padel, nuova copertura e manto da gioco per i campi da tennis, nuove attrezzature per la piscina esterna), evidenziando l’interesse della società alla gestione delle strutture. “Proporremo all’amministrazione un progetto per la gestione dell’impiantistica che ha come fondamento la sostenibilità economico-finanziaria e che supererà Polisport come società”, ha spiegato Goracci. Il direttore Spazzoli ha parlato di “un’azienda che non è più legata unicamente alla gestione della discarica, ma che si è strutturata per la partecipazione a gare di appalto e per la gestione di servizi”. “Oggi siamo l’unica azienda in Umbria, insieme a Orvieto, che racchiude al proprio interno la gestione della maggior parte del ciclo dei rifiuti e l’acquisizione dell’impianto di Montecastelli ci ha consentito di trattare plastica, carta e legno, ma di attivare anche una serie di servizi per la gestione dei rifiuti speciali non pericolosi delle aziende, come accade già a Belladanza per l’organico”, ha sottolineato Spazzoli. Il direttore di Sogepu che ha sottolineato come i risultati gestionali attuali “siano figli dell’attuazione del piano industriale vigente, che sarà rinnovato nell’ottica del potenziamento dell’impiantistica e dei servizi nel territorio”.

Redazione
© Riproduzione riservata
22/01/2021 20:12:44


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