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Accelerate e frenate per la politica di Sansepolcro

Mancano circa quattro mesi alle elezioni amministrative ma tutto é ancora in alto mare

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La campagna elettorale a Sansepolcro va avanti fra alti e bassi. Ad accelerate improvvise fanno seguito brusche frenate. A parte quei pochi comunicati stampa rilasciati dai partiti (cosa strana quando il ritorno alle urne è sempre più vicino), i medesimi o le varie coalizioni tentano di far passare il messaggio secondo cui tutto procede bene e che vi è solidità fra i gruppi. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Nel centrosinistra,  tiene banco lo scontro fra Partito Democratico e Italia Viva, al quale stiamo assistendo a livello nazionale e che alcuni giorni fa, con quanto avvenuto al Senato, ha dimostrato ancora una volta la mediocrità dell’attuale classe politica italiana, perché pur di mantenere la poltrona ognuno sarebbe disposto a vendere l’anima al diavolo. È ovvio che fra gli iscritti della vecchia guardia del Pd sono in molti coloro che vorrebbero scaricare Italia Viva, poiché convinti che sia, di fatto, solo un elemento di disturbo; della serie: sono più i voti che porta via rispetto a quelli che potrebbe aggiungere. Se così realmente fosse, che fine farebbe Italia Viva a Sansepolcro? Correrebbe da sola, oppure si scioglierebbe, con i suoi aderenti costretti a cercare una “casa” nella quale andare ad abitare. L’alleanza in terra biturgense con il Movimento 5 Stelle non è stata ancora definita: diversi gli incontri che si sono susseguiti, ma le tante ferite del passato non si sono ancora rimarginate e per i “grillini” sembra essersi raffreddata la candidatura di Leonardo Magnani, che in un primo tempo era stato il “paletto” dei pentastellati per poter correre assieme al Pd. Vi sono altri nomi che circolano in città, ma al momento il più verosimile sembra essere Andrea Laurenzi, ex vicesindaco e attuale capogruppo di Pd-InComune. Il centrodestra, schieramento leggermente più indietro con i tempi nella costruzione del progetto (anche perché obiettivamente le persone di questa area hanno meno esperienza per ciò che riguarda le campagne elettorali) resta sempre ancorato a Riccardo Marzi, attuale assessore della giunta guidata da Mauro Cornioli. Si capisce perfettamente che, in questa situazione dei due principali blocchi, chi potrebbe beneficiarne è l’attuale sindaco, che non ha mai smesso di pensare al secondo mandato, nonostante lo strappo consumatosi con la lista civica “Il nostro Borgo”, all’interno della quale i suoi esponenti di spicco (il già citato assessore Riccardo Marzi e i consiglieri Francesca Mercati, Simone Gallai e Meri Torelli) hanno pubblicamente dichiarato finito il progetto Cornioli e senza alcuna possibilità di essere riproposto. Teniamo presente che la lista civica “Il nostro Borgo” è la più rappresentata in consiglio comunale (è infatti l’unica a contare cinque esponenti) grazie al 20% - 19,93% per l’esattezza – raccolto alle comunali del 2016 e che è (o era) quella più vicina al primo cittadino. Cornioli, in ogni caso, sta cercando di riproporre lo stesso schema di cinque anni fa con personaggi diversi, pescando fra gli scontenti del centrodestra e del centrosinistra. E proprio sul conto del centrosinistra, non dimentichiamo che tempo addietro si era formata una cordata per proporre Cornioli al Pd, ma la risposta è stata un secco “no” da parte della segreteria. La stessa cordata ha poi sondato il terreno anche per una candidatura dell’ingegner Velio Del Bolgia. Da quanto trapela, proprio in maggioranza sarebbe imminente un confronto interno per fare la conta su chi è disposto ad appoggiare il sindaco e chi invece (“Il nostro Borgo”) staccherà la spina. Da segnalare anche alcuni contatti avvenuti tra i Democratici per Cambiare e il Pd (forse gli ex ribelli meditano un ritorno alla “casa madre”?). La campagna elettorale sta andando a rilento anche a causa del Covid-19, ma il tempo a disposizione comincia a essere ristretto, anche perchè – se è vero che si andrà votare in maggio – le liste con i candidati dovranno essere consegnate entro quattro settimane dalla data delle elezioni, quindi in aprile: ciò vorrebbe dire che di tempo utile rimane meno di tre mesi e non sempre l’effetto sorpresa può essere positivo. Ma se Cornioli è fermamente deciso nel tentare di fare il secondo mandato (nonostante avesse detto che si sarebbe limitato a cinque anni, come ricordato di recente anche dal consigliere Gallai), non sembrano molte le persone disposte a mettersi in gioco per altri progetti. Tutto ciò non è sicuramente positivo per una città come Sansepolcro, che negli ultimi anni è arrivata a toccare il fondo: la città sta vivendo una profonda crisi economica e il suo degrado è palpabile, ma soprattutto è una città senza idee progetti a medio termine. Come dicono in molti nei tradizionali luoghi di ritrovo, da “regina” della Valtiberina Sansepolcro sembra essere diventata il “brutto anatroccolo” della

Redazione
© Riproduzione riservata
21/01/2021 20:13:42


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