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Antenna a Cinquemiglia di Città di Castello

Bacchetta: “al lavoro con gestore e cittadini per delocalizzarla”

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5g a Città di Castello. “Il comune insieme alla Pro-loco e ai cittadini sta lavorando con il gestore per delocalizzare l’antenna di Cinquemiglia, in vista di un regolamento e di un piano comunale, che individui i luoghi sensibili”: così, lunedì 21 settembre 2020, il sindaco Luciano Bacchetta ha chiuso il dibattito a cui ha partecipato anche una rappresentanza dei residenti nella seduta congiunta della Commissione Servizi e Assetto del territorio, presiedute rispettivamente da Luciano Tavernelli, consigliere PD, e Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra.

Rossella Cestini, assessore all’Urbanistica del comune di Città di Castello, ha detto che “La questione del collocamento delle antenne è tornato d’attualità: abbiamo richieste a Cinquemiglia, all’ospedale e al Park Geal. Giungono con il via libera dell’Arpa perché il potenziamento della rete ha una copertura nazionale dai Decreti del Governo. Il comune ha pubblicato le richieste perché i cittadini possano essere informati ed eccepire: ci sono motivi ostativi per Cinquemiglia, stiamo pensando ad uno spostamento anche per l’ospedale. A livello comunale il tema va affrontato in modo globale con un regolamento e la dislocazione. Abbiamo predisposti i fondi per il censimento, il piano e una norma di utilizzo e geografia per dare una garanzia alla nostra popolazione, individuando le zone sensibili e i parametri di precauzione. Sarà utile anche se non risolutiva del problema. Dobbiamo convivere e a volte lottare con la modernità attraverso la soluzione che salvi salute e innovazione”.

Lucia Bonucci, responsabile del Servizio Attività produttive e Salvaguardia Ambientale del Comune, ha detto: “preoccupa il passaggio tra 4 e 5 G. Lo stato ha definito questo settore, priorità nazionale nel decreto Semplificazioni e non si può limitare la rete per le Telecomunicazioni. I sindaci non possono dire no a nuovi impianti ma dire dove possono essere installati su tavoli tecnici con i gestori alla luce dei loro piani di sviluppo. L’obiettivo è stilare un piano e un regolamento. La materia si complica dalla competenza anche europea. Saranno individuato le aree sensibili e quelle dove si possono prevedere siti, ci sarà un passaggio in consiglio comunale. I tempi sono: sei, otto, nove mesi. L’ufficio nel frattempo cercherà di rallentare gli iter: per esempio per l’antenna dell’ospedale abbiamo proposto la Cittadella della Protezione civile. Ma è un momento di riposizionamento per i gestori in vista dell’arrivo della nuova tecnologia”.

Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha ricordato come “Non è la prima volta che si mette avanti il piano per le antenne da approvare tra sei, sette mesi, quando ci sarà il nuovo sindaco. E poi anche il Comune ha le sue antenne. In tanti anni il piano è stato promesso e mai fatto. Anche ora si adotta la stessa linea con i cittadini che protestano”.

Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, “Siamo in ritardo ma un passo in avanti va fatto. Facciamo un regolamento, magari sulla base delle buone pratiche già esistenti, anziché il piano di localizzazione che implica tempi lunghissimi. Le persone si aspettano risposte ora”.

Luca Secondi, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, ha precisato “In realtà il legislatore dà ai territori il piano per coprire le zone che non hanno rilevanza commerciale e che rimarrebbero scoperte. L’Arpa è l’ente deputato a questo tema ed io mi fido di Arpa in quanto istituzione. Sull’antenna di Cinquemiglia si è attivata la Proloco che ha rappresentato al Comune il disagio. Il comune ha presentato motivi ostativi al gestore che ora incontreremo. Ma un elemento da non sottovalutare è che il gestore installa perché c’è un privato che dà disponibilità ad ospitare l’antenna. Senza criminalizzare ma è un elemento su cui lavorare. Il Recovery found punta alla digitalizzazione, i soldi arriveranno per queste infrastrutture, dobbiamo tenere conto di esigenze diverse”.

Marco Gasperi, consigliere del Gruppo Misto, rivolgendosi al sindaco Luciano Bacchetta, ha detto: “La norma locale non può andare contro quello nazionale, andiamo ad un’interlocuzione con il gestore senza promettere regolamenti in senso elettorale. Non ci possiamo lamentare se facciamo mozioni contro il 5 G e poi siamo costretti a metterci un’antenna. La mia proposta è delocalizzarla in un sito già presente”.

Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha ricordato come “le antenne producono effetti sull’ambiente, per esempio sulle piante. C’è un allarme sanitario in senso oncologico, dobbiamo salvaguardare la salute e siamo circondati da impianti”.

Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha aggiunto: “Ci sono proteste ovunque contro il 5 G, che a noi è imposto dalla UE.  Nei mesi in cui staremo facendo il piano, saremo sommersi dalle richieste. Installiamole in terreni del comune così i privati non ci guadagnano. Sia io che Tavernelli abbiamo presentato delle proposte di regolamento. Il piano è comunque necessario”.

Per Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia,  “il regolamento sarà retroattivo? Nel decreto Semplificazione la reti sono una priorità, c’è una giurisprudenza consolidata. Il nostro regolamento potrà interdire il territorio alle antenne? Se escludiamo paesaggio, case, scuole, luoghi sensibili, dove le mettiamo? Sono d’accordo con la moral suasion di Gasperi. Per Cinquemiglia il regolamento arriverà troppo il ritardo”.

Il sindaco Luciano Bacchetta ha concluso il dibattito dicendo “anch’io ho molte perplessità su queste tecnologie. Ma dovendo rispettare per primo la legge, se consente di installare le antenne, non ci si può rifiutare. Sono d’accordo nell’individuare i luoghi sensibili dove vietarle ma credo che sia già in atto, anche attraverso la Pro loco, una un dialogo con il gestore per spostare l’impianto di Cinquemiglia. E’ chiaro che la situazione potrebbe riproporsi e che si potrebbero aprire più fronti. Abbiamo alcuni strumenti, limitati ma efficaci, di intervento, come in questo caso. Il problema più generale va affrontato perché è molto diffuso. Essendoci un lucro per i privati, molti sono tentati di stipulare contratti con le compagnie. Facciamo quanto prima il regolamento ma sul caso specifico il vicesindaco Secondi ha lavorato insieme alla Pro-loco e agli abitanti per risolvere il problema in maniera soddisfacente”. 

Redazione
© Riproduzione riservata
22/09/2020 14:33:47


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