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Vicenda Ubi-Intesa: il centrosinistra non ha credibilità per parlare di banche

Forza Italia: i soliti "giochini" della campagna elettorale

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Alcuni candidati del centrosinistra ad Arezzo sono intervenuti sulla questione dell'acquisto del gruppo UBI da parte di Intesa, che ha riflessi diretti sull'economia aretina e sui lavoratori ex Banca Etruria interessati ad un ulteriore passaggio dopo pochi anni: ma con quale credibilità politica? A mio avviso nessuna. Non posso dimenticare quanto accadde nel 2015, con il decreto salvabanche accolto con favore dall'allora deputato PD senza distinguo dalla sezione aretina del partito, ora divisi ma allora uniti nell'inerzia politica nonostante la crisi della banca del territorio. Lo stesso PD che, oggi come allora, governa l'Italia senza aver vinto le elezioni.

Le banche non sono state salvate, i posti di lavoro lo sono stati in parte (con notevoli disagi per alcuni dipendenti trasferiti lontano dal territorio) e i risparmiatori ancora oggi non hanno avuto il pieno risarcimento. Banca Etruria subì un trattamento penalizzante rispetto a vicende molto simili: lo stesso Governo infatti si comportò diversamente in occasione di vicende analoghe che hanno coinvolto la Popolare di Vicenza, Veneto Banca (oggi anch'esse nel gruppo Intesa) e il Monte dei Paschi di Siena. Per Etruria non si poteva investire capitale pubblico, per altri lo si è fatto. Per Etruria la Commissione Europea aveva messo dei paletti, per altri non li mise. Non è che per caso il Governo PD non fu in grado di gestire la vicenda Etruria (nel silenzio assordante degli esponenti aretini), commise gravi errori e cercò di non commetterli nuovamente in seguito?

A volte si farebbe bene ad ammettere i propri sbagli: per coloro di memoria corta basta andarsi a rileggere gli interventi del Consiglio Comunale aperto del 2 febbraio 2017 dedicato alle conseguenze del fallimento di Banca Etruria. C'erano consiglieri comunali, deputati, futuri candidati a Sindaco del centrosinistra. Tante belle parole e impegni che dovevano portare il Governo PD a migliorare le cose... parole rimaste tali.

Detto questo, è giusto chiedere oggi ai vertici di Intesa di ascoltare le esigenze del territorio aretino, del settore orafo, dei dipendenti e delle eccellenze che lavoravano in Etruria e che hanno poi contribuito agli ottimi risultati del gruppo UBI in Toscana, ma sono necessarie due premesse. La prima è che lo si faccia entro i confini propri della politica, senza invadere quelli del mondo dell'impresa (ad Arezzo sappiamo bene cosa accade quando quei confini si varcano), la seconda è che ciò accada in sede istituzionale e non in campagna elettorale, dove qualcuno vorrebbe tentare, inutilmente, di rifarsi una credibilità politica agli occhi di risparmiatori, lavoratori e tessuto economico.

Redazione
© Riproduzione riservata
10/08/2020 06:57:55


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