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Il torrente Cavaione a Città di Castello, da percorso verde a fogna a cielo aperto

Interrogazione del Partito Democratico in consiglio comunael

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Sollecitati dai cittadini del luogo, abbiamo potuto constatare durante un sopralluogo, delle pessime condizioni del Torrente Cavaione, in prossimità dell’abitati delle Graticole, tra via Cadibona, via Gherardi e via del Salaiolo.

In particolare, gli abitanti della zona lamentano, che da diversi mesi, risulta rotto il collettore fognario, che raccoglie le acque nere della zona, per convogliarle verso il depuratore, scaricando direttamente nel torrente.

Tale situazione, provoca oltre che cattivi odori, anche la presenza di fauna propria delle fognature, in netto contrasto con un ambiente fluviale recentemente riconquistato da animali selvatici, quali anatre, germani, qualche airone e pesci che risalgono dal Tevere.

Siamo convinti, anche di una problematica di carattere sanitario, da risolvere con urgenza stante la stagione estiva prossima, che con il caldo aggrava le condizioni del torrente e di tutto il contesto che lo circonda.

Il Torrente Cavaione, come la Scatorbia, il Vaschi, sono stati identificati dal PUMS, come aste e percorsi naturalistici che partendo dal sentiero ciclopedonale del Tevere, permettono di percorrere i torrenti, in un contesto ambientale da conservare e promuovere, caratterizzato da attraversamenti dei quartieri a nord della città verso le colline di Userna, Belvedere e Fontecchio.

Interroghiamo per questo, l’amministrazione comunale, per richiedere:

un tempestivo intervento, al fine di eliminare il problema, sostituendo i pochi metri di tubatura del collettore danneggiati, evitando il perdurare dell’inquinamento del torrente;

di autorizzare e progettare nuovi sistemi, più naturali per i collettori fognari, evitando di trasformare i torrenti in canali cementificati, veri responsabili di esondazioni, ma soprattutto perché alcuni di questi torrenti sono classificati con un rischio alto nel Piano dell’assetto idrogeologico.

di completare i pochi tratti residui rimasti, di sentiero lungo le aste dei torrenti, dotandoli di adeguata segnalazione e cartellonistica, provvedendo ad una ripulitura dolce e conservativa delle sponde, veri argini naturali al dissesto idrogeologico.

 

Mirko Pescari

Luciano Tavernelli

Redazione
© Riproduzione riservata
01/06/2020 14:16:57


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