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Intervista con Lorenzo Mercati pilota automobilistico di Sansepolcro

Svolge la professione di commercialista ed è socio dello studio Notaristefano di Arezzo

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Gli effetti del Covid-19 sulle discipline agonistiche dell’automobilismo. Tema che affrontiamo con Lorenzo Mercati, 37enne pilota di Sansepolcro, da anni impegnato nella velocità in montagna con risultati di indubbia rilevanza: proprio nel 2019, per ciò che riguarda il campionato italiano di specialità, Mercati ha vinto la coppa nella classe oltre 3000 del gruppo N alla guida della sua Mitsubishi Lancer Evo, conquistando diversi primi posti assoluti come del resto aveva fatto anche nelle stagioni precedenti. Il tutto, portando in giro per l’Italia il logo di Saturno Notizie, che campeggia sulla livrea della sua vettura. Al momento è quindi fermo, ma non è così sul lavoro: svolge la professione di commercialista ed è socio dello studio Notaristefano di Arezzo.

Mercati, quali ripercussioni ha sta avendo la vicenda del Covid-19 nel panorama dell’automobilismo sportivo?

“Sono state intanto cancellate tantissime gare: niente campionato europeo e italiano della montagna in forte dubbio. Per non parlare poi delle gare su circuito. Tutto questo ha un impatto letale su determinati segmenti economici: pensiamo a noleggiatori, preparatori e venditori, che sono letteralmente alla fame. L’assenza di gare per loro significa che il lavoro non è nemmeno diminuito, ma totalmente azzerato. Che dire per il prosieguo del 2020? Ancora non vi è un pronunciamento ufficiale: attendiamo l’evoluzione della situazione. Sarà difficile mettere in piedi il campionato; semmai, qualche organizzazione con le spalle forti potrà ugualmente far disputare le gare in programma, ma saranno due-tre al massimo e senza alcuna titolazione”.

E per ciò che riguarda la sua professione, cosa indica il termometro del momento?

“Chi opera nel comparto turistico – albergatori, ristoratori e titolari di servizi alla persona – ha avuto mesi di stop con perdite ingenti e con davanti prospettive non certo rosee, perché sarà costretto a rivedere i propri costi fissi a causa anche di dispositivi e regole sui distanziamenti da rispettare. La prima voce da tagliare è pertanto quella del personale, soprattutto quello assunto con contratto a tempo determinato. Peraltro, i protocolli Inail per i nuovi piani di sicurezza sul lavoro non ci sono e adeguarsi alle nuove normative comporta altre spese. Per ciò che riguarda gli altri comparti, sono abbastanza ottimista: piano piano si ripartirà”.

Il coronavirus: non crede che all’inizio abbia prevalso la sottovalutazione del fenomeno e che adesso le disposizioni impartite siano un tantino eccessive? Come dire, in altre parole, che siamo passati da un estremo all’altro?

“Assolutamente sì. Non è stato attentamente visionato quello che a suo tempo stava succedendo in Cina, pensando che fosse una questione lontana da noi. Adesso, invece, si mettono sullo stesso piano regioni con situazioni diverse: non si possono paragonare i casi di Lombardia, Piemonte e Veneto con quelli dell’Umbria e della stessa Toscana, nelle quali il virus ha colpito in misura molto più marginale”.

Quando si potrà riassaporare il gusto della normalità?

“Essendo una persona ottimista, credo che da luglio in poi ci riavvicineremo alla normalità. O meglio, vi sarà una nuova situazione di normalità con mascherine e distanziamenti, ma potremo ricominciare a spostarci in ambiti più vasti e riprendere qualche abitudine, come quella di andare al bar. È difficile stabilire quando ci riprenderemo il 100%, tornando alla situazione di inizio anno”.

Cosa ci ha insegnato questo periodo di ristrettezze e sacrifici?

“Ad apprezzare la quotidianità del nostro lavoro e a riapprezzare cose che davamo per scontate e la cui importanza è emersa ora che ci sono venute a mancare. E poi, sono sincero: il bombardamento mediatico attorno al coronavirus non mi è piaciuto, perchè ha trasmesso un pessimismo deleterio sulla base dello scenario che ci hanno voluto rappresentare, specie sul conteggio giornaliero dei morti. Per carità, nessuno nega che vi siano stati – e che siano stati anche molti – ma nella stragrande maggioranza di casi il Covid-19 ha accelerato situazioni cliniche che comunque erano già compromesse. Sperando che il “mostro” abbia nel frattempo allentato la sua aggressività, come in effetti credo che stia avvenendo, invito tutti a un maggior ottimismo e a ritrovare il sorriso sulle labbra”.    

Redazione
© Riproduzione riservata
14/05/2020 09:12:59


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