Economia L'Esperto

Dai migranti al turismo: tutte le grane del governo

Il dl Rilancio è pieno di nodi da sciogliere

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Divisioni all'interno della maggioranza, difficoltà nel reperire le coperture e motivi burocratici. Il governo è al lavoro per lanciare il dl Rilancio, un decreto legge che avrebbe dovuto già vedere luce a marzo.

Gli ostacoli da superare per la fumata bianca sono ancora tanti e il traguardo non è per niente vicino.

La tabella di marcia odierna prevede la ripresa del preconsiglio alla fine della mattinata, con il possibile Consiglio dei Ministri nel tardo pomeriggio. Attenzione però, perché l'attesissimo cdm potrebbe slittare a domani. Al netto dei ritardi, sottolinea Repubblica, il dl Rilancio è pieno di nodi da sciogliere, a cominciare dal reperimento dei 55 miliardi necessari per attuare i provvedimenti contenuti nel decreto monstre.

La regolarizzazione dei migranti

Il primo punto su cui trovare l'intesa riguarda la regolarizzazione dei migranti. Il duello in atto è tra Italia Viva, appoggiata da Pd e Leu, e l'M5s (anche se non mancano divisioni interne allo stesso Movimento). Tra i grillini più intransigenti troviamo Carlo Sibilia, sottosegretario all'Interno. Tutto ruota attorno allo scudo penale per i datori di lavoro, che i pentastellati non hanno alcuna intenzione di avallare.

Possibile un punto di incontro: sanatoria rigettata nel caso in cui il datore di lavoro sia stato condannato per caporalato, favoreggiamento dell'immigrazione e sfruttamento della prostituzione. Con le condizioni poste dall'M5s, la platea dovrebbe ridursi rispetto agli iniziali 5-600 mila beneficiari.

Scontro sul turismo

Altro punto di rottura è il turismo, tema caldissimo vista la crisi in cui versa l'intero settore a causa della pandemia di Covid-19. Una delle ultime proposte messa sul tavolo dal governo è stata quella di concedere un bonus vacanze agli italiani con un reddito Isee fino a 50mila euro.

Tutti d'accordo? Neanche per idea. Italia Viva vorrebbe destinare i 2 miliardi del bonus direttamente alle imprese alberghiere e non alle famiglie. Critici anche alcuni operatori, perché a queste condizioni dovrebbero essere gli albergatori ad anticipare lo sconto ai clienti, salvo ottenere un credito d'imposta a fine anno.

Comuni e Regioni protestano

sindaci di sette città ''turistiche'' hanno inviato una lettera di protesta al premier Giuseppe Conte. Gnassi, Brugnaro, De Magistris, Nardella, Orlando, Raggi, Sala non sono affatto soddisfatti: ''Le nostre città rischieranno seriamente il default e l'impossibilità oggettiva di spingere il sistema paese nella ripresa economica e turistica''.

Sul piede di guerra anche le Regioni, che chiedono a gran voce 5,4 miliardi per coprire i fondi persi; fin qui hanno ottenuto appena 1,5 miliardi.

Irap e Banche decotte

Capitolo Irap. Potranno usufruire della sua cancellazione le aziende dotate di un fatturato fino a 250 milioni di euro danneggiate dalla crisi economica. In un primo momento tale misura era prevista solo per quelle imprese con perdite fino a un terzo. In seguito alla pressione dei renziani, alla fine ogni vincolo sembra saltato.

L'ultimo nodo è inerente alla norma riguardante la tutela delle banche. Nel mirino del M5s c'è la disposizione sulle garanzie dello Stato per i prossimi 6 mesi (fino a un valore nominale di 15 miliardi) per le passività degli istituti di credito.

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
12/05/2020 21:52:22


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