L'avvocato aretino Donata Pasquini diffamata con lettere anonime erotiche

Nei guai un 70enne ex cliente dell'avvocato
Un incubo durato mesi e mesi per Donata Pasquini, stimata avvocatessa del foro di Arezzo, ex consigliere dell’Ordine, consigliere comunale di Ora Ghinelli, perseguitata con ettere anonime a sfondo erotico. Uno stillicidio di messaggi imbarazzanti recapitati negli uffici di altri legali, ma anche appiccicati alle vetrine di negozi e spediti a familiari. Si è vista bersagliata senza motivo, colpita nell’onore, fatta oggetto di affermazioni senza fondamento che hanno messo a soqquadro la sua vita privata. Le indagini scattate dalla sua querela hanno permesso di risalire al presunto aurore delle missive. A giorni sarà celebrato il processo. Intanto il tormento diffamatorio è terminato.
La storia è ambientata tra Arezzo e un paese della Valdichiana. Tutto inizia quando ad aprile 2015 un noto avvocato del foro di Arezzo contatta la collega Donata Pasquini e la informa: “Con la posta mi è arrivata una busta anonima che parla di te”. Il testo, scritto a macchina, riporta l’affermazione: “Bollettino ufficiale, Donata Pasquini fa l’amore con …” Il nome riportato è quello di un altro avvocato aretino. L’avvocatessa trasecola. Conosce sì quell’avvocato, ma tra loro non c’è mai stata una relazione. Non riesce a capacitarsi della cosa e prende le sue contromisure, presentato la querela in procura. Ance perché a distanza di qualche settimana arrivano altre lettere ad altri avvocati di Arezzo, tutte con il medesimo messaggio. Una arriva perfino nel luogo di lavoro del marito dell’epoca della avvocatessa.
La polizia giudiziaria svolge accertamenti, imbocca una pista buona e nel 2016 risale al presunto mittente: un settantenne che per l’appunto è stato cliente dell’avvocato di cui viene fatto il nome nelle lettere. Un attrito con il professionista, si sospetta, potrebbe essere alla base dell’iniziativa, con l’obiettivo di screditare lui e l’avvocatessa, che un giorno ha visto parlare assieme. Scatta una perquisizione che consente di trovare a casa del pensionato una macchina da scrivere compatibile con i caratteri dei messaggi. Ed altri elementi, come le navigazioni effettuate col pc su internet per attingere informazioni sull’avvocatessa. Gli episodi nel frattempo sono cessati e Donata Pasquini, più tranquilla, ritiene di soprassedere e ritira la querela: il tormento sembra ormai roba passata, l’autore magari si è calmato e ha capito che non è il caso. Ma nell’agosto del 2017 ci risiamo. Altri avvocati del foro di Arezzo ricevono nuove lettere anonime sempre con quella falsa affermazione. E stavolta foglietti che parlano della presunta relazione sentimentale appaiono, sparsi a tappeto, nel paese della Valdichiana e in zona Montefalco ad Arezzo, attaccati alle vetrine dei negozi e sulle porte.
La situazione è insopportabile e Donata Pasquini rifà querela. Le indagini condotte dal sostituto procuratore Elisabetta Iannelli si rafforzano con una perizia grafologica e il quadro indiziario sfocia nel decreto di citazione a giudizio. Il settantenne accusato di diffamazione aggravata viene mandato a processo. L’udienza è fissata per il 19 febbraio. Sarà il giudice Stefano Cascone a giudicare l’imputato che in passato è stato accusato per episodi analoghi in un’altra zona della Toscana. Secondo la ricostruzione della procura, i contrasti con il suo difensore (anche lui ha intrapreso iniziative di tutela con altri procedimenti) potrebbero essere la molla di una sorta di rivalsa, con il coinvolgimento di Donata Pasquini, che neanche conosceva. L’avvocatessa, che ha vissuto a testa alta la spiacevole vicenda, ritiene di aver subìto un danno rilevante dalla assurda vicenda. Per lungo tempo impaurita e turbata, sarà parte civile nel processo, rappresentata dall’avvocato Nicola Detti.

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